Molto rumore per nulla al Teatro Leonardo di Milano. Fino al 6 maggio

Maddalena Peluso - 24.04.2007 testo grande testo normale

Tags: Teatro, Shakespeare, Quelli di Grock,Valeria Cavalli ,molto rumore per nulla, Massimo Zatta

Senza dubbio Shakespeare approverebbe. Perché Quelli di Grock nel rivisitare e adattare la sua commedia Molto rumore per nulla al loro istrionico e ludico spirito clownesco, di “rumore” ne fanno davvero tanto...

Senza dubbio Shakespeare approverebbe. Perché Quelli di Grock nel rivisitare e adattare la sua commedia Molto rumore per nulla al loro istrionico e ludico spirito clownesco, di “rumore” ne fanno davvero tanto. E già dopo dieci minuti dall'inizio dello spettacolo, in scena al Teatro Leonardo a Milano dal 13 aprile al 6 maggio 2007, il pubblico, saltellando sulla poltrona, avverte il desiderio di passare del tempo con Quelli di Grock.
Capriole, acrobazie, irriverenti gag in dialetto siciliano, seguono fedelmente il canovaccio scespiriano, tradotto e adattato da Valeria Cavalli e diretto con Claudio Intrepido, adoperando, con sapienza e un pizzico di compiacimento, le chiavi del riso che dalla Commedia dell'Arte ai giorni nostri sono rimaste immutate.
La storia è nota: le vicende amorose del conte Claudio e della bella Ero, figlia di Don Leonato, interpretato magistralmente da Massimo Zatta, e dei saccenti Benedetto e Beatrice in una Messina del 1200, tra equivoci, scambi di persona e complotti orditi dallo spregevole don Juan, interpretato da Giampaolo Gambi, ottimo ballerino ma forse poco adatto al ruolo del cattivo. Suo fedele servo è invece il viscido Borraccio, un Marco Oliva davvero convincente.
Le scenografie sono essenzialmente affidate a sette vecchi armadi rotanti che, condotti da Quelli di Grock, trasformano e delimitano la scena con velocità e fantasia, quasi accompagnando il linguaggio del corpo dei teatranti.
E' infatti proprio da un armadio, “luogo della confessione” che gli attori fanno capolino, ruzzolando sul palco con agilità e dinamismo, tra i ritmi eclettici e mediterranei di Geppi Currado, fino ad annullare la quarta parete e scendere tra i giovani spettatori, nel teatro gremito ad ogni rappresentazione.
Il ruolo del coro tragico, utilizzato per introdurre il pubblico negli eventi, è affidato a Carruba e Sorba, due guardie ottuse e fanfarone di plautino retaggio, interpretate da Andrea Ruberti e Alessandro Larocca, che, riprendendo il teatro dei pupi, si affidano a vecchie e collaudate gag per riscuotere facili applausi.
Sarà per la semplicità e l'immediatezza del testo, per le musiche trascinanti, per la conviviale freschezza delle danze, persino per gli sputi che quasi raggiungono la prima fila e la polvere che si alza dai pesanti vestiti d'epoca, tra i malcelati sghignazzi degli attori, che vien voglia di prenotare per tutti in una rustica trattoria, ordinare qualche brocca di vino e brindare ai guitti che san far “molto rumore” per ridere di gusto. E senza dubbio Shakesperare approverebbe.

Molto rumore per nulla
di William Shakespeare
Teatro Leonardo – piazza L.Da Vinci Milano
dal 13 aprile al 6 maggio
traduzione, adattamento teatrale e coreografie di Valeria Cavalli
regia di Valeria Cavalli e Claudio Intropido
musiche di Gipo Gurrado
luci di Claudio Intropido
con Giulia Bacchetta, Antonio Brugnano Fernanda Calati, Pietro De Pascalis, Gianpaolo Gambi, Alessandro Larocca, Andrea Ruberti Marco Oliva, Maurizio Salvalalio, Debora Virello, Max Zatta
produzione Quelli di Grock

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