Galliano come Mel Gibson: il ritorno dell' uomo-guerriero

Sara Caruso - 20.02.2007 testo grande testo normale

Tags: galliano, autunno-inverno, 2007-2008, moda

Sembra proprio il preludio di un incontro bellico la sfilata di moda maschile presentata a Parigi il 27 gennaio scorso dallo stilista della maison Dior per la sua collezione personale. Si alzano le luci, si attivano i lampeggianti ed inizia una ritmata musica tecno: i guerrieri di Galliano sono pronti alla battaglia!

La moda è ciclica, questo si sa, e il ciclo a volte si allarga fino ad arrivare agli albori della storia delle civiltà, quando gli uomini si preparavano alla guerra dipingendosi il viso ed indossando maschere per rendersi il più possibile simili agli animali feroci.
Questa è la nuova rivisitazione di John Galliano che, come Mel Gibson nel film “Apocalypto”, per la sua nuova collezione personale dedicata all'uomo, in vista della prossima stagione invernale, esplora il suo lato primitivo e si lascia ispirare dagli istinti più selvaggi ancora nascosti tra le pieghe dell'uomo contemporaneo, mettendo in scena una sfilata che fa davvero rabbrividire.
L'ambientazione è creata in un deposito di autobus alla periferia ovest di Parigi. Si alzano le luci, si attivano i lampeggianti ed inizia una ritmata musica tecno: i guerrieri di Galliano sfilano proprio come nel preludio di un incontro bellico.
Escono dal backstage ben protetti da lunghi cappotti, giacche in pelle invecchiata e mantelle pesanti. I pantaloni sono multi-tasche, larghi e comodi, sorretti mollemente da cinture da cui partono lunghe catene, le calzature, stivali o anfibi slacciati, si appoggiano morbidamente al polpaccio e le maglie richiamano il disegno delle armature. Sopra la testa, coperta dal cappuccio o dal passamontagna, troneggiano enormi elmi da cui si ergono imponenti corna o ventagli di spade, oppure addirittura acconciature tribali realizzate con la lana.
Galliano ruba dettagli agli eserciti di ogni tempo e di ogni cultura, in un viaggio tematico che va dall'Africa al Giappone, dall'antica Grecia al Medio Oriente moderno. L'attualità di alcuni di questi costumi, mescolati con altri più evidentemente collocati in periodi storici a noi remoti, fa riflettere sulla probabile impossibilità per l'uomo di liberarsi del suo lato più autodistruttivo e guerrafondaio.
A ben pensare stupisce la scelta dello stilista di portare in passerella un uomo così barbaro in un periodo in cui la pace e l'armonia dei popoli sembra essere un'esigenza globale, ma la prendiamo come l'ennesima provocazione di un artista che vive profondamente la contemporaneità e che, forse, ha proprio voluto porre l'accento su questi temi.
Inoltre una certa aria selvaggia è utile a riportare alla ribalta una mascolinità che gli ultimi tagli sartoriali e le ultime tendenze in fatto di look avevano messo un po'in disparte, a favore di un'eleganza e una pulizia tutta femminile.
Ma anche se con il viso mascherato o il corpo nudo in evidenza, sudato e sporco di terra a rievocare quella virilità che in passerella non si vedeva da un bel po', i combattenti del nuovo mondo di Galliano non sono certo indifferenti al piacere del lusso: sfoggiano infatti con disinvoltura preziosi ricami, decorazioni di pelliccia, tessuti morbidi e moderni, accostamenti di pelli volutamente invecchiate o lavorate.
Quello che ci rassicura, in questa sfilata dai toni forti, è che al posto della spada o della mitragliatrice il nostro possente guerriero moderno indossa immancabilmente una borsa a tracolla, larga e capiente, in cui riporre, speriamo, l'arma più importante del nostro tempo: la conoscenza.

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