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Le relazioni pericolose a teatro: l'Amore in scacco

Tiziana Mezzina - 23.01.2007 testo grande testo normale

Cinque giovani attori, diplomati nelle principali scuole di teatro italiane (Piccolo Teatro, Paolo Grassi, Galante Garrone e Filodrammatici), e i grandi quesiti dell’esistenza, l’amore e la passione sfrenata, la paura e la colpa, il cinismo e il potere: la compagnia Pianoinbilico porta sulla scena del Teatro Olmetto di Milano, fino al 28 gennaio, un classico di tutti i tempi "Le relazioni pericolose" di Pierre Choderlos de Laclos (1782).



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Cinque giovani attori, diplomati nelle principali scuole di teatro italiane (Piccolo Teatro, Paolo Grassi, Galante Garrone e Filodrammatici), e i grandi quesiti dell'esistenza, l'amore e la passione sfrenata, la paura e la colpa, il cinismo e il potere: la compagnia Pianoinbilico porta sulla scena del Teatro Olmetto di Milano, fino al 28 gennaio, un classico di tutti i tempi "Le relazioni pericolose" di Pierre Choderlos de Laclos (1782).

Nella Francia dell'ultimo Settecento, la perfida marchesa di Merteuil (Anna Della Rosa) per umiliare un suo ex amante, Danceny (Umberto Terroso), fa ricorso a un altro ex, il visconte di Valmont (Tiziano Ferrari), che si incarica di sedurre, prima del matrimonio, la promessa sposa del primo, la giovane Cecile (Silvia Giulia Mendola). Valmont assolve l'incarico, ma la faccenda gli costa l'amore dell'unica donna cui tiene veramente, Madame de Tourvel (Linda Gennari). Valmont muore in duello.

Nell'allestimento scenico, la regista, Silvia Giulia Mendola (classe 1979, e lunga esperienza alle spalle), sceglie di intrecciare il romanzo epistolare di de Laclos con la sceneggiatura cinematografica della pellicola di Stephen Frears del 1988 con Glenn Close e John Malcovich. L'esito è godibile e comunque originale.

La società francese del XVIII secolo viene così raccontata, complice l'efficace scenografia, come in una scacchiera (de Laclos era un geometra mancato con la passione per la scrittura) dove i personaggi si muovono come pedine di un gioco erotico fatto di mosse calcolate, gesti meccanici, sguardi contratti che enfatizzano la vocazione autodistruttiva di una classe sociale ormai allo sbando.
Sulla scena, le lettere, personaggi in carne ed ossa, scritte dai protagonisti che, autonarrandosi, diventano autori di loro stessi. Del loro cinismo, del loro vacuo formalismo, vittime colpevoli della presuntuosa illusione di poter seguire gli schemi della ragione fino alle conseguenze estreme, deridendo i sentimenti, ma rivelando, in fondo, la stessa inconfessata paura d'amare.
Ad accompagnare questa intricata ragnatela di "relazioni pericolose", i tanghi, coreografati da Alejandro Angelica, che, trovata riuscita ed originale di questo allestimento, sottolineano con la loro forza travolgente il graduale ma ineluttabile sopravvento dell'Amore, potentissima forza archetipica dell'uomo. E l'amore di testa, quello fatto di orgoglio, di calcolo, di ipocrisia, incenerisce e finisce per travolgere ed incenerire anche i suoi eroi.

"Se brucia questo libro, brucia alla maniera del ghiaccio", scriveva Baudelaire a proposito de "Le relazioni pericolose": sulla scena la stessa raggelante atmosfera erotico-sentimentale che sorregge romanzo di de Laclos.

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