Il mostro che minaccia la Val d'Orcia. La speculazione è più forte dell'Unesco?

Alessia Guadalupi - 13.10.2006 testo grande testo normale

Tags: val d'orcia, eco mostri, speculazione, unesco

Monticchiello, piccolo paese nel cuore della Val d’Orcia, uno dei paesaggi più belli del mondo, dal 2004 patrimonio mondiale dell’UNESCO, sta per essere sfregiato dalla costruzione di villette (abusivamente definite “casali” dalla ditta costruttrice) autorizzate dalla nuova lottizzazione del territorio, nel silenzio-assenso (pericolosissimo “principio” a fatica estirpato dal nuovo Codice dei beni culturali) delle autorità competenti.

Monticchiello, piccolo paese nel cuore della Val d'Orcia, uno dei paesaggi più belli del mondo, dal 2004 patrimonio mondiale dell'UNESCO, sta per essere sfregiato dalla costruzione di villette (abusivamente definite "casali" dalla ditta costruttrice) autorizzate dalla nuova lottizzazione del territorio, nel silenzio-assenso (pericolosissimo "principio" a fatica estirpato dal nuovo Codice dei beni culturali) delle autorità competenti.
Il paesaggio qui è bellezza pura; la suggestione che crea è quella di essere dentro a un affresco di Ambrogio Lorenzetti (chi non ha negli occhi le colline del Buon Governo?).
Vengono da tutto il mondo a fotografarlo, a filmarlo, a girare film e spot pubblicitari. Il centro di Pienza, a pochi chilometri da Monticchiello, è sito UNESCO dal 1996, in quanto "capolavoro del genio creativo umano", "di elevato valore universale" perché "prima applicazione della concezione umanistico-rinascimentale dell'urbanistica".

La Val d'Orcia intera lo è diventata nel 2004. Diventare sito UNESCO è un traguardo ambitissimo dalle amministrazioni comunali e provinciali, che assieme al prestigioso riconoscimento vedono aumentare l'afflusso di turisti e, di norma, le sovvenzioni statali. Ma per vedersi assegnare il riconoscimento non basta che un sito sia bello; deve possedere ben precisi requisiti di integrità, unicità, specificità che lo rendano unico al mondo e, in quanto tale, meritevole di essere riconosciuto "patrimonio dell'Umanità" e difeso come merita.
Come è stato possibile allora arrivare a concedere il permesso di costruire delle nuove case in cemento, definite da più parti (anche ufficiali) "ecomostri", "uno schifo", certamente lontanissime dalla tipologia del casale toscano e ad altissimo impatto ambientale, che farebbero sicuramente perdere alla zona quell'"integrità" tanto preziosa, nonostante il riconoscimento UNESCO, i piani paesaggistici, le ben precise leggi che regolano l'approvazione dei progetti da parte delle Soprintendenze La risposta è semplice e assai sconfortante. Monticchiello sta perdendo abitanti; da 1000 è scesa a meno di 100.

Il Comune aveva varato un progetto per l'assegnazione di case alle giovani coppie, per impedire lo spopolamento (ma la domanda sorge spontanea: i 900 abitanti perduti avranno pur lasciato qualche casa vuota… o no? Di norma le case nuove si costruiscono quando la popolazione aumenta, non quando diminuisce), decidendo così la lottizzazione di una porzione di territorio alle porte del paese.
Negli anni il progetto, dopo l'approvazione iniziale, è cambiato fino a diventare una vera e propria speculazione edilizia di seconde case, con la ditta costruttrice che grottescamente pubblicizza le sue villette magnificando quel paesaggio che esse stesse distruggono.
Pio II Piccolomini, nell'immaginare la sua città ideale, aveva voluto che il nuovo Duomo di Pienza costruito da Bernardo Rossellino coinvolgesse la veduta dell'amata Val d'Orcia in una visione totale in cui architettura e paesaggio si fondono creando un'unicità di bellezza straordinaria. Per far sì che la facciata della chiesa e gli edifici circostanti creassero due "fulcri visivi", due cannocchiali prospettici, ai lati della cattedrale, aperti rispettivamente sulle crete e sul Monte Amiata, il papa non esitò a far costruire l'abside della chiesa su una faglia, rendendolo instabile.

L'Amiata era tanto amato dal papa, che lo definiva "montagna sacra", che l'abside è costruito in modo che la sagoma del monte si stagli esattamente nella finestra centrale del coro, di fronte alla quale si collocava la cattedra papale. Che cos'è quest'architettura se non una vera e propria dichiarazione d'amore alla Val d'Orcia? Quello che un papa umanista di sei secoli fa aveva capito, amato, protetto e valorizzato nel senso più alto del termine, lo straordinario valore di questa magica e unica porzione d'Italia, le autorità di oggi non lo percepiscono e lo assoggettano alle più squallide logiche di mercato. Nell'indifferenza di amministratori comunali e soprintendenti, si sta consumando un vero e proprio scempio al paesaggio di cui finora solo i funzionari della Commissione italiana dell'UNESCO e il letterato Alberto Asor Rosa si sono accorti. Non stupiamoci se verrà ritirato il riconoscimento (caso deplorevole e finora inaudito): fatta la grazia, gabbato lo santo è un proverbio purtroppo ancora molto attuale.

Immagini:
1) I famosi cipressi vicino a Pienza
2-3) La Val d'Orcia, fotografie di Orlando Pizzolato

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