Andrea Celentano - 18.08.2006

Anche quest'anno si è conclusa la settimana della moda maschile milanese. Elegante, sportivo, dinamico, viaggiatore, ricercatore, in bermuda e completi semplici, monocolore: ecco il ritratto appena sfornato dalle passerelle milanesi di Moda Uomo per il maschio primavera/ estate 2006/07.
Elegante, sportivo, dinamico, viaggiatore, ricercatore, in bermuda e completi semplici, monocolore: ecco il ritratto appena sfornato dalle passerelle milanesi di Moda Uomo per il maschio primavera/ estate 2006/07.
La kermesse meneghina, come sempre organizzata sotto l' egida della CNMI, si è conclusa il 29 giugno dopo un tour-de-force di 5 giorni di sfilate a tutto spiano, rese ancor più faticose dall' afa insopportabile che ha attanagliato il capoluogo lombardo dalla seconda metà del mese.
118 collezioni, 49 sfilate, 46 presentazioni e 23 presentazioni dietro appuntamento sono i numeri della manifestazione, che a differenza di Moda Donna (che si concentra perlopiù nei saloni della Fiera di Milano, nonostante duri il doppio di quella maschile) è sempre più dispersa in decine di location diverse disseminate negli angoli più oscuri della città.
Tutte le più importanti griffes italiane erano presenti all' evento, con l' eccezione di Roberto Cavalli che, per una volta, ha preferito tornare nella sua Firenze sfilando nella cornice di Pitti Immagine la settimana scorsa, facendo ovviamente seguire l' immancabile party post-sfilata questa volta di scena tra le colline di casa sua.
I primi "big" a scendere in campo - metafora presa in prestito dai contemporanei Mondiali di calcio - sono stati Dolce&Gabbana, Rocco Barocco e Missoni, che traendo ispirazione proprio dall' evento sportivo più importante al mondo hanno proposto un' immagine maschile molto atletica e moderna, al contrario di Prada che ha puntato tutto su una prospettiva intellettuale e di riflessione.
Dolce&Gabbana hanno colto l' occasione per presentare, al Metropol di Viale Piave diventato ormai la loro tana, la loro nuova linea di cellulari griffati, e se non bastasse vi hanno aggiunto il loro nuovo libro fotografico, che ritrae i 23 valorosi azzurri che ci stanno rappresentando al Mondiale di calcio in Germania nelle posizioni più disparate, ma naturalmente sempre e solo etichettati Dolce&Gabbana dalla testa ai piedi. La chicca è lo stemma originale della FIGC direttamente cucito sulla copertina azzurra di tela, ci fosse stampato anche nome e numero sul retro sarebbe quasi da indossare.
Da Rocco Barocco ci si strabuzza gli occhi per la top Maria Carla Boscono, che inaugura la passerella quasi a ricordarci che, in fondo, la moda è principalmente (se non solamente) donna.
Dopo la sua benedizione, via alle danze maschili, che proiettano un uomo raffinato, sicuro di sé, dal portamento sportivo, dinamico ed impegnato, il tipico "vitellone" degli anni 60/70 a zonzo sul lungomare di Rimini e il suo Grand Hotel, che fa da sfondo. Colori del mare, dell' estate, modernità mischiata ad eleganza, la firma su ogni capo indossato sono gli elementi che contraddistinguono lo stilista italiano, che fa della libertà e divertimento i suoi valori portanti.
Dall' estero Jil Sander, Vivienne Westwood, Burberry che festeggia 150 anni di vita con giochi di specchi in pedana, Ozwald Boateng che innaffia di sabbia la passerella e spegne ventilatori e condizionatori nella saletta angusta a 40°, disidratazione finale e sudore incipiente obiettivi raggiunti, Denis Simachev, Costume National Homme, e infine l' italianissimo Gas con il suo ambitissimo party post-sfilata hanno chiuso il menu del primo giorno.
La seconda tornata ha visto scendere in campo - gergo scelto non a caso vista la concomitanza del match mondiale di calcio Italia-Australia - Ferrè, Emporio Armani e Versace, che si è ritagliato i 15 minuti dell' intervallo della partita (proiettata direttamente in passerella) per esibire le sue nuove proposte, con la speranza (o meglio, timore) che non arrivassero i tempi supplementari, nel qual caso la distrazione era garantita.
Monocolore, questa la nuova tendenza. Se Ferrè sperimenta con materiali preziosi, Re Giorgio lancia un' immagine forte fatta di smoking e bermuda, mentre Versace opta per semplicità, sensualità e sicurezza.
Frankie Morello invita tutti al suo motel, un po' di rap, hip-hop, stile anni '80, break-dance, colori fluo, musica di Nene Cherry e street-stile sono gli ingredienti giusti per infiammare la platea, compresa una finta scivolata in pedana di un modello che si trasforma improvvisamente in un ballerino snodatissimo per poi varcare la porta della sua stanza d' hotel disegnata sullo sfondo assieme ad Eva Riccobono, modella d' eccezione.
Carlo Pignatelli prende spunto dalla coreografia della "Fattoria" di Canale 5 e ci fa subito immergere nel suo panorama africano, fatto di piscine invase da petali di rosa, ove l' istinto dettato dall' arsura è quello di fiondarcisi e abbeverarcisi, dune immaginarie,musiche arabeggianti, thè alla menta e sedili da tenda nel deserto.
L' uomo Pignatelli è viaggiatore, esploratore e navigatore, un Ulisse che fonde nella sua piscina tutte le sue esperienze. Con Maria Carla Boscono e una collega a fare da odalische, non potevano mancare a bordo-vasca, pardon a bordo-passerella i protagonisti degli ultimi reality-show a caccia di occhi da cui essere osservati, tra cui il vincitore della "Fattoria" Rosario, il trionfatore del GF6 Augusto, occupati a bisbigliare tutto il tempo fianco a fianco e forse emozionati dal loro esordio in qualità di VIP alle sfilate, Mascia Ferri e marito, Antonella Elia e Gianni Sperti, più impegnati a rifocillarsi con una decina di thè piuttosto che seguire il resto, Arianna Marchetti e, dulcis in fundo, Miss Italia 2005 Edelfa Chiara Masciotta, che prima di partire per Salsomaggiore sola soletta trascinandosi stancamente le sue 5 valigie, fa la sua sfilata dietro le quinte a causa dei ripetuti cambi d' abito che l' afa le impone, pena chiazze di sudore sotto le ascelle che fanno poco reginetta di bellezza e molto ragazza qualunque, e si sa il contratto d' immagine della più bella del nostro stivale non ammette sbavature.
Byblos porta in pedana Filippo Magnini, campione nostrano di nuoto, e piazza nella sala a dir la verità semi-deserta (tra sfilata e Nazionale ha vinto quest' ultima, vista la sovrapposizione d' orario) alcune modelle che catalizzano l' attenzione con abiti dello stesso stilista, civettando ed ammiccando con innocente (!) nonchalance accanto ad Edoardo Costa e Katia Noventa.
Bottega Veneta, Antonio Marras, Alexander McQueen, Neil Barrett, Lindeberg e Les Hommes completano il secondo round di presentazioni.
Valentino e gli anni '60 richiamati da Gucci sono state le attrazioni della terza giornata, che verrà senz' altro ricordata per il borsone di coccodrillo da 20000 € esibito da Valentino, che per l' occasione trasforma il suo guardaspalle in guardaborsa (ossia un mastino che ha il compito di tenere lontani dal prezioso cimelio eventuali mal o benintenzionati, tenendolo ben saldo alle proprie braccia da marines).
Beatrice Borromeo, Alfonso Signorini con vippame implorante di essere citato sulle pagine della sua testata e Rupert Everett, che ha seguito Milano Moda per conto di Vanity Fair America, hanno cosi potuto ammirare l' uomo Valentino, giramondo tranquillo e leggero che non rinuncia però al lusso e all' eleganza. Poi tutti a cena da Bice, compreso Simon Falsaperla, miracolato del GF6 nonché fidanzato della modella brasiliana Luciana Francioli impegnata però altrove, che per l' occasione si è riscoperto modello rinunciando in giornata alla sua (ex) imponente zazzera bionda e fluente sfoggiando, invece, un nuovo look da bravo ragazzo con capello corto. Per una volta un reduce da reality, al posto di accontentarsi dei flash a bordo passerella, è andato a prenderseli direttamente al centro.
Dirk Bikkembergs mette in campo, in quanto proprietario del Fossombrone, società di calcio dilettante, i suoi giocatori, onesti spingipalla domenicali che a tempo perso s' improvvisano anche modelli per il proprio datore di lavoro. Ravanelli e Giuly completano il ritratto calcistico.
Laura Biagiotti, dal canto suo, va sul sicuro col sempreverde campione di nuoto Max Rosolino, Daks opta invece per una presentazione in pieno lounge-bar dell' Hotel Principe di Savoia, Miharayasuhiro ci regala arte astratta e musica, a dir la verità parecchio triste, suonata live al pianoforte in una sala svuotata di colori e calore, inteso a livello umano, mentre Gaetano Navarra, Alessandro Dell' acqua, John Richmond, Etro, Daks e Gazzarrini chiudono le danze del giorno 3.
A chiudere il rodeo modaiolo, arriva Gorge Clooney direttamente dal suo amico Armani, che ci offre come sfondo delle sue collezioni alcune gigantografie delle sue rigogliose abitazioni, da Milano a Pantelleria a New York, non tanto per ostentare quanto per far comprendere al pubblico, a sua detta, da quali panorami prenda spunto la sua ispirazione artistica.
D&G puntano tutto sull' uomo apache-indiano, Iceberg si rifà ad Andy Warhol e alla sua Pop Art, mentre Fendi, Calvin Klein e Trussardi s' indirizzando verso uno stile minimal, colori chiari, linee dritte e materiali puliti.
Enrico Coveri, Moschino, Belstaff, Miu Miu e Giuliano Fujiwara mandano in rassegna l' edizione primavera/estate 2007 di Milano Moda Uomo, lasciando sfilare i francesi M+F Girbaud nell' unico appuntamento di giovedì che chiude le danze di un calendario decisamente intasato ma lasciato maldestramente vuoto proprio in quest' ultima giornata.
I 40° di Milano hanno passato il testimone ai 20° di Parigi, dove è stato il turno delle maisons francesi. Mentre per rivedere sgambettare fisici prorompenti e scolpiti nella metropoli milanese e impazzire nel traffico caotico che, purtroppo, questo evento si trascina inevitabilmente appresso, si dovrà attendere Gennaio 2007. Dicembre 2006, invece, per Milano Moda Donna.
Immagini
1- Valentino
2- Andrea Celentano e Magnini
3- AC e Miss Italia
4- AC e Valentino
5- Modelle Byblos
6- Morello
7- Pignatelli
8- Roccobarocco
9- Simon
Versione stampabile
Commenta questo articolo