Breathing Landscape: il paesaggio come confronto artistico

Susanna Crispino - 21.07.2017 testo grande testo normale

Tags: Vito Pace, Marcello Samela, Porta Coeli International Art Gallery, Lucio Pio Samela

Due artisti diversi per formazione e mezzi espressivi si confrontano sul tema del paesaggio. Il risultato è Breathing Landscape, che si inaugura domenica 23 luglio a Palazzo Rapolla, negli spazi della Porta Coeli International Art Gallery di Venosa (Potenza).

La doppia personale di Vito Pace e Marcello Samela ha come tema portante il paesaggio.
Sebbene la scelta possa apparire insolita per una mostra di arte contemporanea, dato che si tratta di uno dei soggetti più amati e rappresentati dagli artisti del passato, un'analisi più approfondita evidenzia come la tematica prescelta sia quasi un pretesto per il dialogo che i due artisti conducono all'interno delle sale della Porta Coeli International Gallery di Venosa.

I loro percorsi personali e creativi, infatti, non potrebbero essere più diversi, ed il comune confronto con il paesaggio si risolve in quello che la nota critica di Lucio Pio Samela (curatore in pectore dell'esposizione) definisce come " un movimento orientato in direzioni opposte". Ovvero dall'esterno verso l'interno per Vito Pace, che attraverso un approccio concettuale e sociologico al paesaggio tende a "ricomporlo" nel proprio studio ed a trasformarlo in un medium che ha la sua piena realizzazione nell'interazione con lo spettatore. E viceversa, dall'interno verso l'esterno per Marcello Samela, che porta lo studio nel paesaggio, grazie ad una rielaborazione della tradizione ottocentesca legata alla paesaggistica, mescolata ad elementi, ricerche e modalità espressive strettamente contemporanee.

Pace, che vive e lavora a Karlsruhe (Germania), espone lavori realizzati con tecniche diverse. Alcune fotografie documentano progetti e installazioni, come Die Sozialdemokratie Der Landschaft (la socialdemocrazia del paesaggio, 2013) collocata nel villaggio di Shiryaevo (Samara, Russia) per la Biennale delle Arti Contemporanee.
L'installazione all'origine della foto è una scultura in legno che "inquadra" una porzione del paesaggio verso cui viene puntata. Un apparato che evidenzia la "democraticità" del paesaggio, fruibile da chiunque, eppure in un qualche modo lo media politicamente con la sua cornice.

Una visione simile all'omonima installazione del 2015 a Kraichtal, dove la struttura in legno è stata sostituita da un surreale tessuto teso su due aste che mostra porzioni di ambiente attraverso l'apertura al suo centro. Svenska Landskap (2009) è invece una sarcastica "illusione ottica": nonostante il suo titolo (paesaggio svedese) ritrae uno scorcio tedesco attraverso due tecniche differenti, tempera su tela e fotografia, perfettamente sovrapponibili, quasi un monito a non fidarsi dei propri sensi.

Allemansrätt e Bärmarker (fotografie, entrambe del 2008) fanno parte della documentazione di una residenza che l'artista ha effettuato in Svezia, dove il diritto di pubblico accesso (Allemansrätt, appunto) genera flussi migratori da paesi extracomunitari che creano un paradosso sociale: anche se la natura (il paesaggio) appartiene a tutti, e tutti ne possono godere, i lavoratori thailandesi che si recano in Svezia per raccogliere bacche selvatiche (Bärmarker) vivono in condizioni di vita inferiori a quelle dei loro colleghi comunitari, dovendo sottostare alle pretese economiche delle aziende che procurano loro – dietro pagamento - permessi di lavoro e di soggiorno.
Nel paese culla della socialdemocrazia, l'elemento democratico per eccellenza diviene quindi fonte di discriminazione.

La serie "apparat" evidenzia invece il meccanismo della visione. Una delle tematiche più care a Pace è proprio il processo di creazione dell'opera d'arte, che trova necessariamente lo sguardo tra gli elementi fondanti delle arti visive.
In mostra ci sono quindi un "apparato per la visione" che richiama la camera ottica utilizzata dai pittori vedutisti del 700 per disegnare il paesaggio, ed una serie di elementi di documentazione dell'azione con cui Pace ha fisicamente portato in giro per Berlino l'apparato, per riprodurre ciò che inquadrava (nel caso specifico un monumento di Treptowerpark).

L'installazione Turn to Stone è una sorta di camera magica contenuta in una scultura, che lo spettatore può vedere solo "sbirciando" attraverso le apposite aperture. Un "paesaggio rinchiuso" che a sua volta chiude il cerchio: l'ambiente esterno è diventato interno ed ha perso la sua democraticità (non tutti possono vederlo, solo chi vuole o può farlo).

Alla complessità concettuale di Pace, fa da contraltare l'apparente semplicità dei lavori pittorici di Samela (che vive e lavora ad Avigliano, vicino Potenza).
Nelle sue tele la "visione tradizionale" che si rifà al paesaggio ottocentesco, viene turbata e rimessa in discussione dalle interferenze della contemporaneità, che assumono la forma di vuoti nella continuità del dipinto, colmati da campiture di forma geometrica, come in Compiuto 1 Tasselli (tecnica mista su tela).
Oppure l'inserimento di colori simbolici, che sostituiscono quelli naturali, come in En Pensant à Corot 1.
In alcuni lavori il tratto si dilata in pennellate ampie e coprenti, le superfici colorate assumono uno spessore materico che contraddice il soggetto dichiarato (è ancora paesaggio?), fino a raggiungere l'astrazione.

Nei lavori più figurativi, talvolta elementi perturbanti come le pale eoliche vanno a insinuarsi in un tramonto (Tramonto Grigio) oppure motivi decorativi dall'animo kitsch rompono la serenità bucolica della natura (la serie Tasselli).
Si comprende quindi che i lavori di Samela sono tante cose, ma non semplici. Lo studio della tradizione, la sua rielaborazione, l'innesto di forme e colori contemporanei, il filo sottile che lega un albero dalla chioma verde al suo gemello surrealista immerso in una pioggia di coriandoli di colore, manifesta una ricerca attenta e costante, che può essere sintetizzata dalle parole dell'artista stesso: La virtù sta nel mezzo: oscillare tra un manierismo nostalgico e l'originalità, anche correndo il rischio di apparire "bizzarri". Preferendo un'esecuzione pittorica piuttosto libera, come una bozza in perpetua ricerca, che offra l'opportunità di inseguire e trovare più direzioni interpretative. Un pensiero in costante evoluzione nell'esercizio di una pittura viva.

Scheda della mostra:
Breathing Landscape
Doppia personale di Vito Pace, Marcello Samela
Vernissage: 23 luglio h 19
Interverranno:
Aniello Ertico, Direttore di Porta Coeli
Melanie Zefferino, curatrice della Florence Biennale
Lucio Pio Samela, curatore della nota critica alla mostra
Saranno presenti gli artisti

Visitabile dal 23 luglio al 27 settembre 2017
dal lunedì al sabato h 10-13 / 16-19,30
domenica su appuntamento
Porta Coeli International Gallery
Palazzo Rampolla, Vico San Domenico (Venosa, Potenza)

Informazioni:
tel. 0972 36434 oppure 340 340 1728

Didascalie:
0 Vito Pace, Die Sozialdemokratie Der Landschaft, Fotografia, 2013
01 Vito Pace, Die Sozialdemokratie Der Landschaft, Kraichtal, Fotografia, 2015
02 Vito Pace, Svenska Landskap, fotografia, 2009
03 Vito Pace, Apparat, Fotografia, 2010
04 Vito Pace, Apparat (Treptowerpark) Tempera su tela, 2010
05 Vito Pace, Apparat (Treptowerpark) matita su carta, 2010
06 Vito Pace, Turn to stone, tecnica misa, 2010
07 Marcello Samela, Compiuto Tasselli 1, tecnica mista, 2016
08 Marcello Samela, En pensànt a Corot, tempera su tavola, 2016
09 Marcello Samela, Tramonto grigio, acrilico su carta, 2016
10 Marcello Samela, Astratto 1, tecnica mista, 2016

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