Rock! a Palazzo 2

Susanna Crispino - 07.02.2012 testo grande testo normale

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Il PAN Palazzo delle Arti Napoli ospita la seconda edizione della rassegna che mette in mostra il rock e i suoi linguaggi.

«Rock and roll is dead» cantava un giovanissimo Lenny Kravitz agitando la sua criniera di dreadlock. Eppure il tempo non gli ha affatto dato ragione e, se ce ne fosse bisogno, anche la seconda edizione di Rock! (a cura di MFL comunicazione con la direzione artistica di Carmine Aymone e Michelangelo Iossa), ospitata dal PAN|Palazzo delle Arti di Napoli fino al 26 febbraio continua a smentirlo in pieno. Non solo perchè riunisce cimeli, memorabilia e fotografie davvero notevoli, ma anche per la mole di appuntamenti e incontri con le icone dell'universo musicale e artistico.
Che non fosse il solito evento espositivo era evidente fin dalla conferenza stampa, che in un clima informale, pur senza mai scadere nel dilettantesco o nell'autoreferenziale, ha fatto incontrare piacevolmente i rappresentati delle istituzioni, gli organizzatori della mostra e la città. Così, oltre ai saluti di rito, ai ringraziamenti ed ai buoni auspici per il futuro, ognuno ha rivelato un po' della propria anima rock: il console britannico, Michael Burgoyne, ha raccontato con orgoglio di aver ricevuto nel cuore della notte la telefonata di un vicino che gli ha chiesto di abbassare la musica, mentre il suo collega americano, Donald L. Moore, ha condiviso il ricordo di se stesso bambino che, ogni domenica, varcava la linea sottile che separa il sacro e il profano grazie ai gospel della messa, che la sera si trasformavano nella "musica del diavolo" sulla chitarra suonata dallo zio. Il console tedesco Christian Much, infine, per non essere da meno ha rivelato che sta imparando a suonare l'armonica. Il clima gioviale da riunione tra amici, è stato accompagnato dalla inconfondibile chitarra di Ricky Portera (mitico musicista di Lucio Dalla e fondatore degli Stadio).

La mostra rispecchia in pieno la sua presentazione, mettendo insieme le variegate sfumature della musica e della cultura rock. A cominciare dalla sezione Rock legends che celebra i quarant'anni della line-up definitiva dei Queen, i trentacinque dell'esordio di David Bowie e dei Pink Floyd (che nel 1967 escono rispettivamente con "David Bowie" e "The Piper at the Gates of Dawn") ed i trenta dell'album "Rio" dei Duran Duran, passando per il Rock tedesco e le opere del mitico studio Hipgnosis (creatore, per esempio della copertina di The dark side of the moon dei Pink Floyd), ed esponendo in esclusiva il roll-up ufficiale delle Olimpiadi di Londra 2012 (previste tra il 27 luglio e il 12 agosto prossimi).
Non è da meno Rock anniversary USA, realizzata con il contributo del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Napoli, che traccia un percorso fino alle radici del Rock partendo dal primo album di Bruce Springsteen con la E-Street band e risalendo, attraverso The Doors, Frank Zappa ed i gruppi della scena psichedelica californiana degli anni Sessanta, fino a Robert Johnson, il padre del soul che, secondo la leggenda, avrebbe venduto l'anima al diavolo per poter suonare la chitarra come nessun altro al mondo e sarebbe stato il primo degli artisti maledetti a morire a ventisette anni (come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain e Jim Morrison).

Gli strumenti ed ai supporti della musica trovano posto nelle sezioni The sound of music: storia ed evoluzione delle "macchine parlanti" (che riunisce apparecchi audio d'epoca e contemporanei ed ospita il VRT – Vinyl Restoration Team) e NapLes Paul: 60 anni di Storia della ‘Gibson LesPaul' che ha per protagonista assoluta la mitica chitarra suonata da grandi come Carlos Santana, Jimmy Page (dei Led Zeppelin), Paul McCartney, The Edge (degli U2), Slash (dei Guns'n'Roses), Bob Marley, Neil Young e Steve Jones (dei Sex Pistols).
La contaminazione tra le varie anime del rock è più marcata in Napoli strizza l'occhio al Rock in cui sono riuniti: gli scatti dei più celebri concerti tenuti in Campania, una sezione curata dalla Fondazione Bideri dedicata a "It's now or never" cantata da Elvis Presley (1960), ad oggi la versione più venduta della più celebre canzone al mondo, ovvero 'O Sole Mio ed infine le retrospettive sugli eroi del cosiddetto "Sound 'e Napoli": Edoardo Bennato, Enzo Avitabile, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Peppino Di Capri, Daniele Sepe, i 99 Posse, Alan e Jenny Sorrenti, gli Osanna, i Moby Dick, i The Showmen.
La fotografia ritorna in PhotoRock in cui Paul McCartney, i Rolling Stones, Tom Waits, i R.E.M., gli Aerosmith, i Clash, i Pink Floyd e molti altri si affacciano nelle sale attraverso gli scatti inediti di Pino Miraglia, Enzo Buono, Giuseppe D'Anna, Alberto Marolda, Nico Lioce e Raffaele De Simone. Mentre nella sezione Baby's in Black sono esposte le tavole originali dell'omonima opera a fumetti dell'artista tedesco Arne Bellstorf che racconta la sfortunata storia d'amore tra il musicista Stuart Sutcliffe, bassista dei Beatles nel periodo in cui si esibivano nei club di Amburgo, e la fotografa Astrid Kirchherr, autrice delle prime foto professionali dei nascenti Fab Four con l'inconfondibile taglio di capelli a caschetto. Sullo sfondo, la cultura giovanile e la subcultura amburghese degli anni Sessanta.

Non mancano: un laboratorio didattico (Baby Rock) che ogni sabato riunisce i bambini dai quattro ai nove anni, ed una piccola rappresentanza delle arti visive in senso stretto con le tele di Silvia Chialli, Sarah Van Hoe e una scultura di Lello Esposito.

Benché la mostra sia molto articolata e, fino alla chiusura, siano in programma appuntamenti e incontri, la riunione di tanti cimeli, album, fumetti e strumenti nell'hic et nunc del PAN appare quasi un pretesto per omaggiare la cultura e l'essenza del rock. Perchè dietro all'apparente leggerezza della musica ci sono eventi e personaggi che hanno fatto storia, c'è l'ansia di libertà, la lotta per i diritti civili, il diritto di critica, la rabbia e il pacifismo, la giovinezza e la presa di coscienza, e in definitiva una ricerca che non si è ancora conclusa, nonostante i tentativi di mistificazione e di massificazione.
Scrivere di Rock! è un po' tradirne lo spirito, perché, sebbene sia interessante, accogliente e decisamente entusiasmante per chiunque ami la musica e la cultura rock e si possa facilmente descrivere e commentare, la cosa importante è esserci, partecipare. Perché il Rock non è solo musica, è un modo di vivere.

Rock! 2° Edizione
PAN | Palazzo delle Arti di Napoli - via dei Mille 60 (Napoli)
Ingresso libero

Le immagini seguenti sono di Giuseppe D'Anna
1. I bambini del mini-laboratorio didattico organizzato per l'occasione aprono la conferenza stampa
2. 3. 4. Alcuni momenti della conferenza stampa
5. I tre consoli presenti alla conferenza stampa: da sinistra Donald L. Moore, Michael Burgoyne e Christian Much
6. 7. Ricky Portera e un momento della sua performance musicale durante la conferenza stampa

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