La 'Grande Nazione' secondo i Litfiba

Leonardo Follieri - 16.01.2012 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Piero Pelù e Ghigo Renzulli tornano con il primo album di inediti dopo la reunion di due anni fa.

Venerdì scorso presso l'Area Pergolesi di Milano i Litfiba hanno presentato nel corso di una conferenza stampa, Grande Nazione, primo disco di inediti dopo la reunion del 2010 che sarà disponibile in tre versioni: cd standard, cd deluxe (con libretto 32 pagine + la bonus track "Dimmi dei Nazi", colonna sonora del docu-film Pivano Blues-Sulla strada di Nanda) e in vinile 180 grammi. Dal primo ascolto del nuovo cd uscito ufficialmente oggi, si evince che i nuovi brani sono rock, duri e diretti e ricordano il periodo del gruppo risalente ai primi anni '90 soprattutto dal punto di vista musicale.

Dopo l'arrivo di Piero Pelù e Ghigo Renzulli, la prima domanda per rompere il ghiaccio è stata inevitabilmente incentrata sulle dinamiche che hanno portato alla reunion e ha preso per primo la parola Ghigo, il quale ha dichiarato: «Il primo passo l'ho fatto io cinque-sei anni fa mandando a Piero gli auguri per sms. Poi è una cosa che viene da sola, inizia un ping pong tra le parti e ci si riavvicina naturalmente. C'è voluto comunque tempo. Abbiamo dovuto chiarirci su molte cose»; a quel punto Piero Pelù ha precisato: «Io vorrei parlare del disco, non della reunion. Comunque sì...ci siamo rivisti sei anni fa, ci siamo chiariti per tre-quattro anni e quindi abbiamo deciso di rimetterci insieme e fare il reunion tour con l'album 'Stato Libero', primo episodio di una trilogia, la Trilogia degli Stati, di cui fa ovviamente parte 'Grande Nazione'. Ci piace sempre imbarcarci in un progetto di più ampio respiro, piuttosto che in dischi che abbiano ragione d'esistere solo per sé stessi. Come abbiamo già detto altre volte, i Litfiba sono tornati per rimanere».

A questo punto si è cominciato a parlare dell'album e in particolare si è citato il comunicato stampa e sono stati chiesti chiarimenti riguardo alla parte in cui viene descritto come «[...] un toccasana per l'apatia e il bolso conformismo che dominano il panorama rock/pop italiano ufficiale»; stavolta è intervenuto per primo Pelù: «Quella è una provocazione, perché le rockstar nazionali (si capisce subito che il riferimento è a Vasco Rossi e Ligabue, ndr) si sgolano per cercare di stabilire chi è "la più bella del reame", mentre io credo che il rock abbia ancora una funzione di critica importante e non tutti dobbiamo parlare solo d'amore. Questo è un album che nasce dall'amore chiaramente, perché ci sono anche delle ballate, però è anche un amore per la vita in generale e per una cosa che in Italia sembra latitare e cioè la democrazia[...]. Tra loro due (sempre Vasco Rossi e Ligabue, ndr) non vorrei che fosse un'altra finta lite come quella tra Beatles e Rolling Stones, poiché i due gruppi in realtà si frequentavano...e comunque possono essere anche, come si dice in termini tecnici a Firenze, "ca..i loro"». Relativamente a Grande Nazione invece il frontman dei Litfiba ha aggiunto: «La title-track prende spunto dal documentario che presenteremo lunedì, 'Cervelli In Fuga' (è stato proiettato nella sola giornata di ieri presso i cinema nazionali in occasione del Litfiba Day, ndr), realizzato durante il tour europeo, in cui abbiamo messo insieme commenti di diversi ragazzi italiani che sono stati costretti ad andare all'estero e di nostri fan stranieri che parlano di questo teatrino italiano della politica, della corruzione, della mafia e del bunga bunga, di quest'Italia che da "spaghetti e mandolino" è diventata in poco tempo il bordello dell'Europa. 'Grande Nazione' è un titolo che ha in sé anche dell'orgoglio, visto che noi pensiamo davvero che l'Italia potrebbe essere una 'Grande Nazione'; abbiamo una grande storia e potremmo avere un grande presente, nonostante ci sia questa crisi mondiale che non risparmia nessuno. E' evidente però, e questo è un appello che rivolgiamo per quanto gli possa arrivare anche a Monti, che se vogliamo sperare che nasca finalmente una Terza Repubblica, dobbiamo augurarci che lui per primo tolga dalla circolazione tutti i corrotti, i corruttori, i mafiosi e tutti quei politici che fino ad oggi hanno fatto sì che l'Italia sprofondasse in questo stato economico e sociale disastroso. Spero che Monti abbia una pelle diversa da quella dei politici dei nostri tempi».

E' stato poi chiesto ai Litfiba se sono stati ispirati da qualche sound o band contemporanea, «ammesso che ci sia ancora buona musica da cui trarre spunto sia nel panorama nazionale che in quello internazionale»; a questa domanda ha risposto per primo Ghigo Renzulli: «A questo giro abbiamo deciso di fare quello che ci pareva, senza alcuna costrizione, alcuna influenza o indicazione esterna da discografici o manager che ci dicessero cosa avremmo dovuto fare». Ha proseguito Pelù: «Abbiamo voluto fare così perché in passato influenze esterne avevano determinato i problemi che portarono alla nostra separazione oltre che all'allontanamento progressivo del nostro sound dalle radici new wave, blues, hard rock e anche metal che avevamo sempre avuto. Quindi abbiamo deciso di ripartire da quello che era il nostro periodo più divertente, ovvero da 'Cangaceiro', 'Terremoto' e 'Spirito' giusto per fare dei nomi»; di nuovo Ghigo: «Sembrerà strano dirlo, ma ai tempi della separazione siamo stati coinvolti, nostro malgrado, dall'evoluzione del business musicale, siamo rimasti inglobati dentro questo business e non siamo stati capaci di gestire la situazione»; e di nuovo anche Piero: «Che poi diciamola tutta: del business e delle classifiche il rock se ne dovrebbe sbattere le pa..e. Il rock esiste a prescindere dalle classifiche, esiste nelle cantine e nei piccoli club, esiste nelle classifiche indipendenti e ci sono tanti gruppi che ancora stupiscono; ovviamente è difficile oggi trovare un genere completamente nuovo, però le combinazioni rimangono infinite. Io faccio due nomi su tutti, i Black Keys oggi o anche gli Alice in Chains con un album straordinario tre anni fa hanno dimostrato di essere band di altissimo livello, pur proponendo rock di diversa fattura [...]. Secondo me dobbiamo recuperare lo spirito da talent-scout come qualche anno fa. Adesso non vengono più servite su un piatto d'argento le nuove proposte musicali e devi andare a cercare tu in mezzo a tanta me..a. La storia ha insegnato che dai momenti di crisi sono venute fuori sempre le cose migliori e quindi credo che anche da questa crisi verranno fuori cose interessanti».

I due hanno continuato a passarsi la palla anche durante la domanda successiva e cioè quella concernente la scelta di "Squalo" come primo singolo;
PieroAbbiamo scelto "Squalo" perché riesce a raccontare quello che è oggi il sistema che ci circonda in maniera efficace, sistema dove il potere può cambiare il vestito o la faccia, ma non lascerà mai quel che è riuscito a conquistare. Preferisco essere un ottimo pessimista piuttosto che un pessimo ottimista in questo senso».
Ghigo: «A livello qualitativo è probabilmente il pezzo più brutto di tutto il disco e la scelta è stata fatta solo per dare un segnale riguardo all'album stesso, per far capire che sarebbe stato un lavoro davvero rock. Non abbiamo sentito grande pressione nella realizzazione visto che c'eravamo accordati per suonare quel che ci sentivamo di suonare».
Piero: «Per quanto mi riguarda il mio obiettivo era di migliorare globalmente le nostre coordinate, soprattutto a livello di sound e quindi anche a livello di testi, migliorare la rabbia post-punk che abbiamo riversato nel periodo 89-95 e migliorare la produzione e la qualità sonora».

Da qui si è proseguito sempre con alcune dichiarazioni di entrambi sull'album in generale e su come si è deciso di registrarlo; inizia nuovamente Piero: «Ghigo riesce a sintetizzare bene le anime che vanno dalla tradizione italiana fino al rock'n'roll classico e moderno. Ha una varietà e una tavolozza di colori notevole. Per esempio tra i pezzi dell'album ce n'è uno che si intitola "Brado" e che è un inno all'istintività e al poter essere il più possibile sé stessi fuori dal coro. C'è anche una frase nel pezzo che dice "Pecora nera è il mio lavoro", che ritengo sia una delle frasi più divertenti del disco».
Ghigo: «Nel momento in cui abbiamo finito di registrare il disco, se c'era qualcosa più imprecisa o non precisissima l'ho lasciata. Posso imputare ai giovani che si avvicinano oggi alla musica che sono troppo figli del computer. Perché risuonare solo una parte che poi viene sovraincisa su un'altra parte venuta meno bene? Risuona tutto. Sei musicista e suona e saranno anche diverse le registrazioni l'una dall'altra, ma va bene così».
Piero: «A volte ci sono impercettibili differenze che però creano magia e creano il piacere di riascoltare più volte lo stesso pezzo».
Ghigo: «La gente si deve mettere in testa che la musica non è matematica, la musica trasmette sensazioni».
Piero: «Diciamo che la musica può essere la giusta combinazione tra matematica e sensazioni/emozioni».

Verso la fine della conferenza stampa è stato chiesto ai Litfiba come hanno organizzato il tour e ha risposto per primo Pelù: «Faremo lo spettacolo in versione "maxi club" e quindi non avremo maxischermi o proiezioni o mediazioni di vario genere diverse dalla pura e semplice azione scenica sul palco. Ultimamente quando si vanno a vedere i concerti sembra di essere sempre davanti alla televisione. L'artista piccolo e lo schermo grande. La formula "maxi club" ha funzionato da Assago sino a Berlino nel tour precedente e quindi vogliamo proseguire in questa direzione anche per i prossimi live».
Ghigo: «Suoneremo il disco nuovo quasi tutto e poi suoneremo i pezzi storici attingendo anche dai nostri primissimi dischi; faremo infatti brani come "Preda", "Cane" e tanti altri che non suoniamo più da tanti anni».

Piero Pelù e Ghigo Renzulli hanno già incontrato i fan ieri a Firenze presso la Ricordi e saranno poi venerdì 20 gennaio a Milano alla Fnac, sabato 21 gennaio a Roma al Saturn del Centro Commerciale Parco Leonardo, venerdì 27 gennaio a Torino alla Fnac del Centro Commerciale Le Gru e martedì 31 gennaio a Firenze alla Fnac de I Gigli. I Litfiba ritorneranno poi sulle scene live con tre grandi anteprime del tour 2012: il 2 marzo a Firenze (Nelson Mandela Forum), il 6 marzo a Milano (Mediolanum Forum) e il 10 marzo a Roma (Palalottomatica). I biglietti sono in vendita su http://www.ticketone.it e nelle prevendite abituali. Le altre date, sia quelle italiane che quelle europee, saranno comunicate prossimamente.

In conclusione riportiamo una dichiarazione di Piero Pelù che forse è più significativa di qualsiasi altra possibile considerazione finale:« Il fatto di pubblicare nel 2012 un album estremamente sincero e che non è stato tirato dentro da manager, produttori etc. è un lavoro nobile e rappresenta la pretesa di arrivare in modo autentico a chi ascolterà. Solo il tempo stabilirà come sarà questo nuovo corso dei Litfiba. Ora è prematuro dirlo». Dunque non ci resta che attendere.

  • La 'Grande Nazione' secondo i Litfiba

  • La 'Grande Nazione' secondo i Litfiba

Gli ultimi commenti

L’ECLETTICA ARTISTA CONTEMPORANEA GISELLA GIOVENCO ESPONE IN MOSTRA ALLA BIENNALE DI TORINO LA SUA OPERA DEDICATA A PAPA WOJTYLA REALIZZATA CON PREZ
Città: Torino - Provincia: TO
dal: 17-12-2011 al: 29-02-2012

Aurelio Amendola. Happenings e Pinacoteca di Ritratti d'Artista
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 19-01-2011 al: 18-02-2012

FESTA DELL'ARCHIBUGIO AL MUSEO FERRUCCIANO A GAVINANA!
Città: Gavinana - Provincia: PT
dal: 26-12-2011 al: 26-12-2011

RITA BOTTO. LA REGINA DEL WORLD JAZZ IN LINGUA SICILIANA
Città: catania - Provincia: CT
dal: 29-12-2011 al: 29-12-2011