Il ritorno dei Death of Anna Karina

Mario Vetrone - 17.06.2011 testo grande testo normale

Tags: intervista, death, anna, karina

Si ha l'impressione di un ritorno pieno di incognite, riguardanti soprattutto la scena indie italiana, la critica, e tutti quegli aspetti di cui poco si parla e che hanno a che vedere con la cultura musicale in genere. Ma la carica dei DOAK, la profondità e la lucidità della loro visione è sorprendente, forse addirittura potenziata dall'uso della lingua italiana, una delle novità del nuovo album.

È uscito in marzo il loro ultimo Lacrima/Pantera (UnHip Records), a nostro giudizio una delle cose più interessanti nel panorama rock indipendente italiano degli ultimi tempi. The Death of Anna Karina sono tornati molto attivi sul fronte live, tra le mille difficoltà che possono affliggere gruppi di questa scena che con coerenza continuano a portare avanti il loro progetto musicale.
Abbiamo incontrato Davide e Andrea, la nuova voce della band, e abbiamo colto le loro impressioni sull'attuale situazione.

Dopo quasi cinque anni finalmente siete tornati con un album che presenta alcuni elementi di novità rispetto alle vostre cose precedenti. Cosa è successo?
Davide: Dal lavoro di bricolage condotto in sala prove è affiorato un mood disforico che traduce in musica la sensazione di assistere al concatenarsi delle conseguenze di un irreversibile degrado che inquina profondamente i gangli vitali della vita civile e sociale. Il risultato è un disco dall'anima oscura. Forse è per questo che L/P fatica ad essere recepito da pubblico e critica.

È cambiato il vostro modo di guardare alla scena indipendente italiana? Cosa pensate di quel che circola oggi?
D.: In giro ci sono svariati gruppi validi e persone intente a far tutto il possibile per presidiare i pochi avamposti ancora autogestiti. Ma la politica di solerte de-urbanizzazione di questi centri di aggregazione, condotta dalle amministrazioni di ogni orientamento politico, ha reso estremamente difficile mantenere in vita un circuito funzionale alla circolazione di idee di una vera e propria "scena". Mentre fuori dai grandi centri c'è un devastante coprifuoco culturale.
Andrea: Mi pare ci siano parecchi gruppi validi ed interessanti che si stanno sbattendo per continuare ad esistere. Il pubblico ultimamente è freddo e distaccato mentre il circuito live è molto più spento di prima: questo non favorisce le realtà emergenti.

Nell'era del downloading la critica specializzata secondo voi ha delle vere e proprie responsabilità nei confronti della musica indipendente?
A.: Assolutamente sì: il problema è che tali responsabilità non sono applicate, tanto che mi domando se esista veramente una critica specializzata!

Credete che la critica musicale italiana sia in grado di tenere il polso alla situazione: vero che 'niente di buono sta uscendo in Italia', come più o meno implicitamente affermano molte riviste?
D.: Non credo. Frequentando i concerti si scoprono continuamente delle perle. Piuttosto, da un lato avverto l'evidente incapacità di alcuni redattori di elaborare il lutto della loro giovinezza perduta e tornare in contatto con quanto bolle in pentola. Dall'altro lato non è detto che in questo momento le cose migliori siano già ben visibili.

A proposito, leggo sempre di questa pretesa affinità vostra con il Teatro degli Orrori. A parte l'apporto alla realizzazione di Lacrima/Pantera di Giulio Ragno Favero, penso che questo sbandierato legame abbia il sapore d'una cosa un po' precotta. Voi cosa ne pensate?
D.: I TdO sono diventati inevitabilmente il collo di bottiglia in cui ricacciare ogni possibile analogia con il rock "alternativo". Dal mio punto di vista basta ascoltare con un minimo di attenzione il nostro disco e quello dei TdO per rendersi conto che si tratta di due cose estremamente diverse.
A.: Sono d'accordo con Davide e sono contento che tu ti sia accorto di questo. In effetti molte recensioni uscite sul web sono frettolose o addirittura frutto un banale copia/incolla.

Ho visto il vostro concerto a Bologna a marzo. Eravate carichi, e molto carichi, e la lunga attesa si respirava. Mi sembra che Andrea si sia perfettamente inserito nella band...
A.: Non è stato difficile per me inserirmi, dato il nostro percorso musicale e di vita comune e condiviso. Devo dire che all'inizio non è stato facile gestire brani così densi, ma poi la musica se lo vuoi ti trascina via con sé .Sono felice di poter declamare live le parole di Giulio [Giulio Bursi, ex cantante, ndr], il disco mi è entrato nel profondo delle viscere...è un disco che parla di tutti noi ed in cui sento di potermi rispecchiare.

Dalla vostra visuale e vista la vostra intesa attività live, come giudicate l'attuale situazione italiana circa gli spazi dedicati alla musica?
D.: La situazione è difficile. Continuando di questo passo certi locali dovranno chiudere o riconvertire drasticamente la loro tipologia di programmazione. Personalmente, auspico un ritorno alla musica dal vivo inserita nella cornice dei luoghi più disparati: nelle piazze, nei garage, nelle case private, nei parchi pubblici, negli edifici storici.

...Penso ad esempio a questo limite dei 95 db che sta influendo sulla programmazione dei locali. Dal vostro punto di vista di rock band, com'è la situazione live in Italia rispetto a quella di altri paesi?
D.: E' da un po' che non torniamo a suonare all'estero. Certamente il limite dei 95 decibel tende a mutilare il gusto della fruizione dal vivo. Ho assistito a concerti dove il brusio della gente in sala interferiva pesantemente con la musica della band. Dal punto di vista di chi suona in certi casi diventa veramente penoso dover suonare senza un minimo di volume sul palco, senza quel tipo di alone avvolgente che si può ottenere soltanto alzando il volume anche degli amplificatori. Noi siamo un gruppo di vecchi pestoni abituato a tenere dei volumi assurdi in sala prove: spesso molto più alti di quello che ci possiamo ormai permettere.

Rimanendo nel 'vivo' di questa discussione, secondo i TDOAK qual è il gruppo più metal della storia?
D.: Dico un'eresia ma per me sono i Black Sabbath! L'unico disco metal che ho ascoltato attentamente è 'Black Metal' dei Venom!

(Foto di apertura di Roberto Panucci)

  • Il ritorno dei Death of Anna Karina

  • Il ritorno dei Death of Anna Karina

Link Consigliati

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013