I Ministri fanno ‘Fuori' tutti all'ExPoseidon

F. D. D'Auria e A. Di Paolo - 14.02.2011 testo grande testo normale

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Tags: Ministri, Poseidon

Il ‘Fuori’ tour dei Ministri fa tappa nell’ex cinema di Poggiomarino (NA). Open act: Terzo piano, alternative rock band di Cava dei Tirreni (SA).

L ' evento è stato organizzato e prodotto da OvernuvoleK, interessante partnership tra Overlive, Nuvole elettriche e Ufficio K allo scopo di portare le migliori nuove band alternative italiane nell'hinterland napoletano. Esperimento vincente che sta colorando i venerdì con buona musica rock, indie, alternative ed elettronica.

Calorosa accoglienza del pubblico per la rock band milanese. La serata comincia con "Il sole (è importante che non ci sia)", un pezzo che offre un punto di vista coraggiosamente insolito sulla nostra grande stella, e "Che cosa ti manca". Il concerto entra nel pieno con la ritmata "Bevo", una bella e sincera riflessione sul bere in cui non manca la critica sull'abuso d'alcool e sulle motivazioni che ci sono dietro: Bevo bevo bevo…sarebbe bello un giorno uscire per vederti, e scoprire che si può far qualcos'altro.

Si continua con "Non mi conviene puntare in alto" e "Vestirsi male". Federico, lunghi capelli bagnati che gli coprono gli occhi, stringe forte la chitarra e si scatena con "Noi fuori e Gli alberi". L'atmosfera è bella, tutti conoscono i testi a memoria. La platea urla e vomita rabbia cacciandosi "Due dita nel cuore" per farsi poi portare a fare un giro ne "La piazza", ad affrontare quella noiosa "Questione politica".
In scaletta anche "Tutta roba nostra", migliore in versione live rispetto alla versione registrata in studio, appesantita dalle contaminazioni elettroniche. Poi ancora ritmi rock con "I nostri uomini ti vedono" e "Il bel canto". Si scava nello stomaco con "Mangio la terra".
Suggestivi effetti di luce su uno scenario di devastazione: il pubblico è incazzato e sudato, qualcuno si dichiara fiero dei lividi che si è procurato pogando. Divi ci ricorda che viviamo in "Tempi bui", sotto ogni condominio c'è una "Petroliera" (a chi non piace l'odore di benzina alla mattina?), e quasi viene voglia di fermare il mondo per chiedere di scendere. "L'anima non serve, serve un posto dove stare" il lamento di una generazione senza "Diritto al tetto".
Allegro caos generale durante l'ultimo pezzo, "Abituarsi alla fine". Davide si guarda intorno. Punta il soppalco con aria diabolica e minaccia: «Vedo che questo posto ha una struttura particolare… forse ci divertiamo». Si trasforma nell'uomo ragno cercando di battere un suo record personale, si tuffa sulla folla dal soppalco e fa stage diving a torso nudo.
Insomma, bravi in sala di registrazione ma molto più coinvolgenti dal vivo.



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