Sanremo 2011 - Le Strisce vogliono partecipare con la loro amata Napoli

Leonardo Follieri - 02.02.2011 testo grande testo normale

Tags: intervista, le, strisce, sanremo

La band partenopea partecipa a Sanremo Giovani con "Vieni a vivere a Napoli". E’ un pezzo ironico o serio? Scopriamolo con il cantante Davide Petrella.

Il 61° Festival di Sanremo è ormai alle porte. Attualmente sul sito ufficiale della manifestazione si stanno sfidando a suon di televoti 9 artisti e/o gruppi nella categoria 'Sanremo Giovani' e tra loro soltanto 6, sommati ai 2 vincitori di 'Area Sanremo', si potranno esibire al Teatro Ariston durante le serate del Festival. Nella lista dei 9 partecipanti ci sono Le Strisce, cinque musicisti napoletani che si presentano alla kermesse con "Vieni a vivere a Napoli", autentica dichiarazione d'amore in chiave ironica nei confronti della propria città. Davide Petrella, cantante del gruppo che vanta già un EP ed un album all'attivo, ha risposto alle nostre domande, soffermandosi anche sui progetti imminenti della band.

D: Cominciamo parlando del pezzo che presentate a 'Sanremo Giovani'. Quando hai scritto “Vieni a vivere a Napoli”?
R: Il pezzo è nato tre anni fa ed è rimasto nel cassetto per un po' di tempo; lo abbiamo ripreso quando abbiamo iniziato a registrare il secondo disco e da lì ci siamo resi conto che era un brano fortissimo, tanto che abbiamo deciso di presentarlo proprio a 'Sanremo Giovani'.

D: Un'assoluta novità nel vostro sound è l'introduzione dei fiati che si possono ascoltare nella parte finale del pezzo. Com'è nata quest'idea?
R: Beh, a noi piace sperimentare e in questo caso volevamo inserire i fiati beatlesiani di “Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band” in "Vieni a vivere a Napoli" e siamo molto soddisfatti del risultato, anche se questo è solo un assaggio di tutte le novità che saranno presenti nel disco nuovo.

D: Il testo va interpretato in modo serio o ironico?
R: Più in generale abbiamo cercato di strappare una riflessione attraverso un sorriso. Il testo è una dichiarazione d'amore nei confronti della nostra città e il nostro intento era quello di ironizzare sui tanti luoghi comuni con i quali spesso viene descritta Napoli.

D: Chi sono i «pazzi normali» citati nel brano?
R: Sono personaggi che vivono nella nostra città e che sono quasi delle icone. Alcuni sono presenti nei bar, altri nel centro storico, ma ci sono diverse zone di Napoli in cui si possono incontrare i pazzi normali. Sono personaggi estremamente difficili da descrivere!

D: Perché dici che a Napoli «non si innamora nessuno»?
R: La canzone è nata per parlare di aspetti positivi e negativi della città. «Non si innamora nessuno» ed anche «non sopravvive nessuno» rappresentano due modi per canzonare altri due luoghi comuni. Napoli è la città del sentimento, dell'amore e del sole ed è impossibile che non si possa innamorare nessuno.

D: Quindi se tutto il brano è incentrato sui luoghi comuni, di conseguenza non pensate realmente che per restare a Napoli «ci vuole coraggio»?
R: No. Ci vuole coraggio per restare nella nostra città e questa è una cosa tra virgolette seria. A Napoli ci sono poche opportunità in generale e sei costretto a spostarti per esempio a Roma o a Milano, pur di riuscire a realizzare il tuo avvenire in funzione dei tuoi desideri. Noi da questo punto di vista abbiamo la fortuna di girare molto e comunque anche se a Napoli bisogna avere pazienza e ci vuole coraggio per restare, noi intendiamo rimanere qui per realizzare i nostri sogni.

D: Cosa puoi aggiungere riguardo all'espressione «ti porto fuori a cena tra la diossina e il mare»? E' riferita all'emergenza rifiuti di cui tanto parlano i mass-media negli ultimi tempi?
R: No. E' un aspetto marginale che in questo periodo fa comodo ai giornalisti. A Napoli tutto può essere trasformato in un pretesto per comporre canzoni e nel caso dei rifiuti sembra quasi che i napoletani si siano andati a cercare tutta questa attenzione mediatica, invece si tratta di un problema reale. Trovavo giusto e ironico dire «ti porto a cena tra la diossina e il mare», quasi come se fosse «ti invito a fare una cosa bella»!

D: Scriveva Goethe circa tre secoli fa che «solo a Napoli ognuno vive in un'inebriata dimenticanza di sé». Ritieni che quest'affermazione sia ancora attuale oggigiorno?
R: Trovo che sia un punto di vista interessante quello di Goethe, però i napoletani di oggi sono più determinati e hanno un occhio verso il futuro e verso quello che gli gira intorno, perché hanno fame di realizzarsi. A Napoli cresce la creatività e si cercano soluzioni per il futuro, pur non avendo tantissime opportunità. Noi da napoletani siamo molto testardi e molto sicuri di quello che facciamo per cercare di realizzarci e credo che se fossimo nati in un'altra città forse non avremmo avuto tutta questa determinazione.

D: Bene. Ci avviamo verso la conclusione dell'intervista e approfittiamo per parlare un po' dei vostri progetti futuri. Adesso state preparando un nuovo album?
R: Sì. Siamo in studio e stiamo registrando il secondo disco. Ormai mancano solo alcuni dettagli, ma è quasi pronto.

D: Cosa ci potete anticipare? Avete già deciso il titolo?
R: Siamo indecisi su due o tre titoli e poi per il resto possiamo affermare a gran voce sin da ora che sarà un disco assolutamente nuovo nel panorama italiano. Rispetto al cd precedente abbiamo compiuto passi da gigante sia per quanto riguarda la stesura dei pezzi, che per ciò che concerne gli arrangiamenti. Il nuovo album riserverà tante sorprese, perché difficilmente potremo essere etichettati come una band che propone solo un tipo di musica o solo uno stile. All'interno del cd ci saranno pezzi rock'n'roll, pezzi punk'n'roll, pezzi pop e ci sarà persino un pezzo rap. Siamo avanti anni luce rispetto al primo album! Abbiamo curato tanti particolari rispetto al primo disco, anche perché abbiamo avuto la fortuna di lavorare con una major e quindi siamo stati costretti in senso positivo a crescere, a migliorarci e a fare di tutto per progredire.

In attesa di poter ascoltare il nuovo cd e di poter verificare se il gruppo napoletano è maturato realmente, ringraziamo Davide Petrella per la sua disponibilità e ci congediamo con il classico «in bocca al lupo» in vista dello sprint finale del televoto che garantirà a 6 artisti l'accesso alle fasi finali di 'Sanremo Giovani'.



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Nome: Leonardo Follieri
Commento: N.B.= L'intervista era stata fatta qualche giorno prima della chiusura del televoto. Le Strisce non hanno superato questa fase della gara e quindi non si esibiranno con "Vieni a vivere a Napoli" sul palco del Teatro Ariston durante il 61° Festival di Sanremo; l'esito del televoto è stato comunicato domenica 30 gennaio da Lorella Cuccarini su Raiuno nel corso di "Domenica In...Onda". Come si evince dall'intervista, i progetti dei cinque musicisti napoletani non si fermano alla gara di Sanremo Giovani e quindi a questo punto non può che crescere ulteriormente l'attesa di ascoltare il loro nuovo album. In bocca al lupo a Le Strisce per tutti i loro progetti futuri.


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