Verderame: groove e riff che si mescolano al romanticismo

Annalisa Esposito - 31.01.2011 testo grande testo normale

Tags: Verderame, L'ultima Recita

«Ogni canzone è un fraseggio a sé stante, come episodi di una storia giunta all’atto finale, come fasi di un periodo di crescita che prelude alla maturità della vita reale. Da qui il titolo dell’album», Verderame

Pubblicato il 21 gennaio 2011, L'Ultima Recita è l' album d'esordio della rock band romana Verderame. Anticipato dal brano "Il Giardino degli Aranci" (per la realizzazione del videoclip è stato indetto un contest per aspiranti video maker aperto fino al 28 febbraio), il disco è caratterizzato da tredici episodi sonori (più una ghost track) che compongono una storia giunta all'atto finale, come fossero fasi di un periodo di crescita che prelude alla maturità della vita reale. Edito dall'etichetta romana Produzioni Indipendenti, il debutto della band romana avviene fra testi che sanno farsi eterei e rimanere sospesi fra il detto e il non detto, fra la realtà e l'immaginazione.

I Verderame - Fabrizio Morigi (testi / voce e chitarra), Valerio Salustri (seconda voce e chitarra), Valerio Sabbatini (basso) e Bruno Valente (batteria) - nascono a Roma nel 2007 quando i quattro ragazzi smettono di essere 'solo' dei bravi musicisti innamorati della musica per diventare qualcosa di più che la somma delle parti, come i protagonisti di un importante progetto musicale. Dalla fondazione del gruppo molte cose sono cambiate. I Verderame hanno cominciato ad esibirsi in svariate località come Roma (città natia di tutti loro), Bologna, Torino, Milano, Napoli, Pescara, facendosi conoscere e apprezzare. A gennaio 2011 il progetto iniziato in studio di registrazione nel lontano marzo 2009 è stato portato a compimento e L'Ultima Recita ha visto la luce.

Filo conduttore della scelta musicale dei Verderame è l'omogeneità dei suoni. In "Rachele" e "Fast" ospite d'eccezione è il violino di Olen Cesari che va a sposarsi perfettamente con le identità diverse ma complementari degli altri quattro strumenti, rappresentati non solo dalle due chitarre, basso e batteria, ma anche da effetti analogici e digitali, come i vari tipi di echo, delay, riverberi, chorus, phaser, tremoli e vibrati. Un sound compatto e complessivamente pop che a tratti ricorda molto quello de La fame di Camilla (band conosciuta all'ultima edizione del Festival di Sanremo) ma che tranquillamente riesce ad occupare, senza avere bisogno di sgomitare, un posto tutto suo nel panorama musicale italiano. Il groove degli strumenti analogici e il riff della chitarra vengono mescolati a una vena di romanticismo, formulando melodie vibranti di sensazioni, emozioni, stati d'animo talmente diversi da essere come quadri impressionisti di una collezione privata esposta di punto in bianco al pubblico. L'ultima Recita è un disco intimo, che si espone e allo stesso tempo si tutela dagli sguardi estranei. Da qui anche il nome della band che fa riferimento al solfato di rame, utilizzato per proteggere le piante dall'attacco dei parassiti, rappresentando una sorta di 'barriera', di protezione, quasi un amuleto, una membrana che protegge dall'esterno, ma che al contempo mette in contatto con esso'. Limiti che solo il corso del tempo potrà stabilire se efficaci allo stesso modo o se dovranno essere abbattuti quando il romanticismo verrà messo da parte (forse inevitabilmente) per fare spazio ad altro.

Etichetta: Produzioni Indipendenti
Anno: 2011



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