Gli Skun Anansie e il loro nuovo ‘primo album'

Beatrice Elerdini - 09.11.2010 testo grande testo normale

Tags: skunk anansie, wonderlustre

Gli Skunk Anansie sono tornati più maturi, con la malinconia di un tempo ed un album che assesta un colpo di rasoio dritto sotto la pelle.

Gli Skun Anansie tornano insieme nel 2009, dopo una frattura durata ben 8 lunghi anni e lo fanno alla grande, regalando al loro pubblico un nuovo album intitolato Wonderlustre (12 tracce nuove di zecca e tutta la carica alternative rock che li ha resi celebri) ed un'unica imperdibile data nella nostra penisola, prevista per il 12 febbraio al Mediolanum Forum di Assago.

Per una band che porta il nome del Dio Ragno, una delle divinità centrali nella mitologia dell'Africa occidentale, tessere una nuova tela di successi non dovrebbe costituire un problema ed infatti i nuovi pezzi non lasciano dubbio alcuno, il sound è quello marchiato Skunk Anansie, rock duro e grezzo intervallato da ballads addolcite dalla voce di Skin che ora strappa l'anima dal petto, ora graffia la pelle come un coltello che scivola impudente tra le cosce. La sensazione che ci sia la volontà di rinnegare gli otto anni passati in stato di divorzio artistico, di annullare questo buco storico e professionale, si respira in ogni angolo dell'album e, come detto dal gruppo stesso, Wonderlustre ha tutte le caratteristiche per essere considerato un primo album, l'alba di una nuova era per Skin e la sua band. Ed il pezzo scelto come singolo non poteva essere più azzeccato, “My Ugly boy” è forte, d'impatto, radiofonico al punto giusto, un po' duro e molto pop, indubbiamente la scelta migliore per catturare l'ascoltatore.
Dell'intero album invece sono diverse le tracce da non perdere di vista: sicuramente “It's doesnt matter”, dura e cruda, dal ritmo concitato, incessante ipnotico come un martello pneumatico che picchia dura senza tregua, “God loves only you” rock ma dal sapore più amaro e malinconico, “Fellin the itch” che ricorda il passato e anche “Sweetest thing” è piacevole. Due autentiche ballads, cucite ad arte sul timbro di Skin sono “Talk too much” e “You're too expensive for me” mentre “You saved me” è fin troppo commerciale.

Non c'è altro da dire, a tutti gli effetti si tratta di un ritorno in prima linea, per un gruppo anticonformista, grezzo, hard a alt rock, arricchito di un substrato melodico delicato e appassionante, unico grazie al timbro eclettico della frontwoman Skin, una donna che è come un fuoco attivo, che sa incendiare gli animi.

Etichetta: Carosello Records
Anno: 2010



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