‘Mentre tutto collassa' arrivano i Kitsch

Leonardo Follieri - 13.10.2010 testo grande testo normale

Tags: recensione, album, kitsch

Album d’esordio per la band comasca che presenta un rock poco condito, ma per nulla indigesto a dispetto del titolo.

Kitsch non è solo la definizione universale del cattivo gusto, ma è anche il nome di un gruppo alternative-rock italiano che ha pubblicato il suo primo album, dal titolo Mentre tutto collassa.

La band comasca nasce nel 2006 e trova la sua quadratura definitiva nel 2008 quando pubblica un EP autoprodotto dal titolo Il gusto degli altri. Nel 2009 avviene l'incontro con Diego Galeri, ex batterista dei Timoria attualmente nei Miura, che decide di firmare la produzione artistica di queste dieci tracce contenute in un cd che condanna fermamente i mass-media, additati dai Kitsch come i principali responsabili della crisi di valori sempre più tangibile tra i giovani del terzo millennio.

Il primo pezzo è “Poetimprenditori”, inno contro la musica spesso mercificata per monetizzare in modo semplice e veloce, a discapito della qualità e del talento di chi la propone. “La mia generazione” e “Le illusioni” contengono due mirabili descrizioni sin dalle battute iniziali: la prima «è persa, non riesce più ad amare, cresciuta con seconda madre un televisore», mentre le seconde «sono come zecche: ti si attaccano alla pelle e non accettano compromessi, ti ingarbugliano e si nutrono di piccoli gesti». In mezzo a questi due brani si colloca “Cluedo”, pezzo in cui viene messa in risalto la pessima abitudine di cercare un colpevole in qualsiasi contesto della vita, così come accade nei telegiornali; il titolo è una citazione del celebre gioco da tavolo in cui vince chi trova il colpevole, l'arma ed il luogo del delitto all'interno di un tabellone che riproduce un appartamento con le sue varie stanze. “Cazzo!” riflette sulla continua competizione imposta dalla società come unica via per realizzare i propri sogni più reconditi, mentre “L'era dell'immagine” ricorda con un canto disperato ma efficace che «mamma televisione strumentalizza il mio agire». “Eugenio” e “L'attimo” sono due ottimi pezzi rock ben inseriti in questo vero e proprio concept-album. “Alibi di vetro” fornisce un tocco di cantautoralità e di ampio respiro che rende ancor più accattivante questo lavoro e infine “Mani in tasca” chiude il cd con un senso di inevitabile rassegnazione proprio nel «tener le mani in tasca mentre tutto intorno collassa».

In conclusione si può affermare che i Kitsch mostrano una grande forza nei loro testi sempre espliciti e strettamente attuali. Mentre tutto collassa si apprezza inoltre per le sue sonorità energiche, degne di una band che possiede già una precisa identità. Da ascoltare e riascoltare.

Etichetta:Prismopaco
Anno:2010


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