Il debutto di Francesco D'Acri tra bisogni e immagini che si perdono nel tempo

Annalisa Esposito - 13.10.2010 testo grande testo normale

Tags: Francesco D'Acri, Che cosa sei

«Il cuore batte ancora grazie a un disco che fa rock, funk, jazz, grunge, punk», Francesco D’Acri.

Pubblicato il 10 settembre, Che cosa sei è un disco composto da 9 tracce e caratterizzato in particolare da svariate presenze importanti, tra cui Mark Harris (tastiere sui brani “Tempo al Tempo”, “Sogni” e “Speranza”, produttore di Fabrizio De Andrè), Dino d'Autorio (al basso, produttore artistico di grandissimi della musica Italiana come la Nannini), Angie Brown (vocalist 'Made in UK', che ha collaborato in passato con gente del calibro di Mariah Carey, Zucchero, Michael Bolton e altri). Mixato inoltre da Max Faggioni e prodotto artisticamente da Luca Zamponi, in veste anche di arrangiatore, l'album nasce dall'esigenza di Fracesco D'Acri di comunicare con la dovuta intensità quello che pensa, quello in cui crede, le sue emozioni: egli scrive canzoni per farsi ascoltare ma anche per imparare ad ascoltare, innanzitutto se stesso.

Francesco D'Acri, nato e cresciuto al quartiere Gallaratese di Milano, scrive la sua prima canzone a 26 anni. Prima di essere stravolto completamente della passione per la musica, una laurea in Astrofisica e l'idea che bastasse avere la bocca per comunicare, le orecchie per ascoltare ed un minimo di intelligenza per capire. Accortosi che ciò non era sufficiente, come una nostalgia, come qualcosa di cui non se ne può più fare a meno, spinto da cuore, rock, roll, funk, jazz e voglia di abbracciare il mondo in maniera diversa, inizia il suo percorso musicale. Studia e suona, tra gli altri, con Pat Metheny e si esibisce con Walter Calloni, Giorgia, Zucchero, Ivan Graziani, Shell Shapiro ed altri grandi musicisti italiani, fino alla realizzazione del disco Che cosa sei. Nove tracce che narrano di sentimenti, ricerca, 'disperazione', passione, libertà, sguardi intensi, movimenti lenti e attraenti, notti insonne fottute di malinconia. Fotografie di città che cambiano continuamente volto, di persone che si incontrano bisognose di qualcosa, di sorrisi che donano un senso. Momenti colmi di respiri e lacrime che bagnano i sogni. Sonorità colme di influenze musicali diverse che si mischiano l'una con l'altra. Ogni canzone dà tempo al tempo, esprime concetti e bisogni per poi rinchiudersi in se stessa. Messe sul pentagramma le necessità di D'Acri si sviluppano in maniera ottimale, suscitando difatti interesse, sebbene nel complesso la fusione di stili crea a volte 'confusione'. In “Tu mi chiedi” il musicista è parte integrante del tema sonoro e le sue potenzialità vocali, messe a proprio agio, vengono espresse nel migliore dei modi. Per il resto, il materiale sviluppato rispecchia un buon livello di qualità musicale, ciononostante Francesco D'Acri è appena all'inizio del lungo viaggio intrapreso per costruire e affermare una propria identità artistica.

Etichetta: autoproduzione
Anno: 2010


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