Mechanical Butterfly: e così la musica si trasformò in farfalla
Beatrice Elerdini - 09.09.2010

Tags: Mechanical Butterfly
I Mechanical Butterfly raccontano la loro personale visione della musica.

Talvolta ci si imbatte lungo la strada in gruppi che sanno creare ritmi e melodie interessanti, pur non avendo alcun contratto con una casa discografica.
E' interessante scoprire come vive una band che si auto-produce ed è anche motivo di orgoglio per una testa giornalistica contribuire, almeno in parte, alla diffusione del loro nome: i Mechanical Butterfly si confidano rispondendo alle domande confezionate apposta per loro da Whipart.
D: Chi sono i Mechanical Butterfly? Come nasce il nome di questo progetto musicale? Cosa direste di voi per solleticare la curiosità di chi ancora non vi conosce?
R: Il progetto Mechanical Butterfly nasce nel 2006 dalla collaborazione tra due chitarristi: Alessio Oranges e Dario Laletta, col contributo di Giovanni Valastro ai fiati e alle tastiere. I due chitarristi compongono dei brani strumentali di matrice rock con varie contaminazioni musicali, avvalendosi dell'uso di suoni campionati per la programmazione delle parti di batteria.
In questo modo nasce il loro primo demo dal titolo omonimo.
Successivamente si aggiungono al gruppo Andrea Zappalà alla batteria e Giuseppe Padalino al basso, entrambi già membri della cover band Aracne. Dopo qualche mese si unisce alla band anche la tastierista Laura Basile.
Nell' aprile del 2007 si aggiunge al gruppo Francesca Pulvirenti, voce della band.
Con l'arrivo di Francesca si arriva tutti insieme alla realizzazione dell' EP Mechanical Butterfly.
Nel 2010 avviene l'ennesimo cambio di formazione: alla batteria Toti Bella, e al basso Gianlorenzo Di Mauro.
Il nome Mechanical Butterfly nasce da un personale momento di composizione musicale: durante un arpeggio si susseguirono una distesa di immagini fino alla rappresentazione della metamorfosi di una farfalla che passa dallo stato naturale a quello meccanico.
Di noi possiamo solo dire che cerchiamo di esprimerci attraverso la nostra musica: vogliamo comunicare con il pubblico o soltanto toccare quelle corde che fanno parte dell'essere umano, per portare un po' di noi agli altri entrando in punta di piedi… poi sta a chi ci ascolta decidere se aprire la porta.
D: Chi ha realizzato la copertina del vostro demo? Come nasce l'idea di questa farfalla stilizzata?
R: La copertina del nostro demo è stata realizzata dal nostro bassista GianLorenzo Di Mauro. È stato una sorta di lavoro su commissione. Poi ovviamente il nostro artista ha messo del suo, ma rimanendo sempre fedele all'idea di fondo. La farfalla rappresenta la musica, proiettata in una città futuristica ormai devastata ed in rovina, senza suoni ma solo tombali silenzi, senza più quello spirito vitale che preesiste all'esistenza stessa della città e dell'umana comprensione. Si aggira proprio lei, Euterpe, musa della musica con il volto segnato dall'ira e dalla compassione per una città sorda alla vita, che ha dimenticato il significato stesso del sentire. In questo luogo arido, rottami tecnologici attratti dalle sonorità non verbali della musa, la circondano proteggendola come petali di corolla, dando così vita alla farfalla! Si libra armoniosamente in volo sopra l'umana indifferenza, alla ricerca di spiriti affini ed è disponibile all'ascolto dell'anima del mondo, questa è la musica!
D: A chi appartiene la voce femminile del gruppo? E' una voce molto interessante … Quali sono le sue esperienze precedenti in veste di cantante?
R: La voce del gruppo appartiene a Francesca Pulvirenti, entra nel gruppo nel 2007, si tratta della sua prima reale esperienza come cantante. Dopo un demo interamente strumentale, le sue qualità vocali e artistiche ci permettono di creare atmosfere più intense e dinamiche, riuscendo così a creare un perfetto connubio tra le melodie. La sua voce potente e calda arriva dritta al cuore, arricchendo i brani, come se danzasse leggera e forte sulle note.
D: La vostra è una band autoprodotta, siete per così dire orfani di etichetta discografica: si tratta di una scelta vostra oppure una scelta degli altri?
R: Diciamo che è una scelta imposta! Abbiamo provato a mandare il nostro demo ad etichette indipendenti ed anche ad alcune Major, ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
D: Considerato quanto appena detto, com'è la vita di un gruppo senza etichetta, in un mondo in cui esiste ancora il predominio assoluto delle Major?
R: Sicuramente difficile, ma a prescindere dall'etichetta continuiamo a percorrere la nostra strada anche se in salita. L'importante per noi è fare musica!
D: A cosa sareste disposti a rinunciare per avere un contratto con un'etichetta discografica?
R: La nostra è una passione che portiamo avanti con impegno, ma vivere di sola musica sarebbe un sogno…la realtà è differente! Dobbiamo fare i conti anche con il mondo del lavoro e questo vale anche per lavorare con una etichetta discografica.
D: Considerato anche che attualmente il mezzo più rapido per raggiungere il successo è l'ingresso nei vari talent show televisivi. Voi cosa ne pensate di questo strapotere televisivo sempre crescente sul mondo della musica? Voi potreste prendere in considerazione questa strada?
R: "Tutti possono farcela", sembra essere un allettante spot pubblicitario. È questo che i talent show offrono: la fama e la visibilità di un momento. Questo è il frutto di una logica industriale, in cui viene esposto il prodotto con data di scadenza della durata di poche stagioni. Questa forma di spettacolo a grande diffusione, alla scoperta di nuovi talenti non è forse una spiegazione alla crisi del mercato musicale? Lo share prima di tutto! Lo spettacolo deve andare avanti! Si continuano a fabbricare stessi suoni e melodie, non si trova più niente di nuovo, così dopo la novità del momento, il pubblico si annoia e perde interesse e quando si spengono le luci della televisione si spegne pure l'illusione. Ma loro? I talenti? Accecati dalla popolarità del momento si lasciano contaminare e dominare dalle esigenze di mercato accantonando la propria musica, come pacchetti già confezionati. Senza nessuna sostanza la loro strada è destinata a subire un arresto. Scoprire nuovi talenti non dovrebbe forse essere: differenza, confronto, libera identità? Dare la possibilità anche al pubblico di scegliere, senza che questa sia imposta da altri. È questo che vogliamo per il nostro gruppo! Rimanere noi stessi senza perdere la nostra identità artistica. Se ci fosse un talent show capace di esprimere l'arte nella sua più intima accezione, senza barriere, parteciperemmo subito!
D: Il vostro sound viaggia attraverso gli anni '90, il grunge, il rock più tradizionale e qualche rara venatura pop. Quali sono gli artisti che hanno segnato a fondo la vostra musica?
R: Questo perché ognuno di noi è affezionato ad un genere diverso. È proprio dalle differenze che traiamo ispirazione, tutti mettono qualcosa di proprio per creare alla fine un suono unico, non classificabile in uno stile definito. Il nostro intento è spaziare, muoverci liberamente tra le varie contaminazioni acquisite nel tempo e tra le diverse esperienze musicali che hanno segnato la nostra crescita.
D: Avete mai suonato all'estero?
R: No, non abbiamo avuto l'occasione. Purtroppo al di fuori del panorama siciliano non siamo mai andati.
D: Ritenete che fino ad oggi, coloro che hanno avuto modo di ascoltare e recensire il vostro demo, abbiano colto nel segno? Intendo dire, rispetto a ciò che è stato detto di voi, quanto corrisponde al messaggio che intendevate arrivasse alla gente?
R: Le critiche sono sempre bene accette, sono indispensabili per crescere, per migliorarci! Il messaggio che vogliamo arrivi? Beh, speriamo arrivi l'impegno e l'amore che dedichiamo ad ogni pezzo, che arrivi un po' di noi in ogni nota… il resto diciamo, è a libera interpretazione! Speriamo che la nostra musica possa suscitare un sobbalzo in chi l'ascolta e sappia trasmettere emozioni in grado di turbare profondamente le coscienze dei nostri ascoltatori!
D: Avete progetti per il prossimo futuro? Come immaginate il futuro dei Mechanical Butterfly?
R: Stiamo lavorando alla realizzazione di un singolo, possibilmente con video e alla preparazione di un terzo cd. Per quanto riguarda il nostro futuro, speriamo di poter continuare ad esprimerci come abbiamo fatto sino ad ora. Vogliamo trasmettere emozioni al pubblico e perché no, vorremmo anche ottenere una visibilità maggiore.
La farfalla meccanica sarà in grado di continuare a librarsi in cielo? La musica dove si dirigerà? Nessuno possiede nella propria tasca la risposta a questi emblematici quesiti: cosa vi conviene fare quindi? Carpe diem! Ascoltate la musica dei Mechanical Butterfly e fate buon viaggio nel mondo delle loro note senza troppo pensare al domani, perché si sa 'del doman non v'è certezza'.
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