Il sole dietro la Nebbia

Andrea Besenzoni - 30.08.2010 testo grande testo normale

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Tags: Nebbia, Torino, Rock, Pop

Hard-Pop, un termine che racconta di opposte sensazioni, di suoni inattesi, e in particolare della musica dei Nebbia, giovane band torinese dal buon presente e dal futuro...luminoso?

Le chitarre di Torino suonano, eccome. Quella stessa città che negli anni è diventata la patria del crossover fra musica 'suonata' ed espedienti tecnologici e più tipicamente danzerecci (Subsonica docet), si rivela ancora capace di generare dal suo (vivissimo) sottobosco band che hanno non solo qualcosa da dire, ma anche e soprattutto da suonare. Come i Nebbia, autori di un cd di 4 interessanti tracce, dal titolo Scorpione. Chitarre taglienti, suoni di scuola pop-rock nella migliore accezione del termine, testi tutt'altro che banali e costruzioni vocali e armoniche impattanti. I Nebbia sono Paolo Albera, (chitarra + voce), Luca Porru (basso e cori), Gabriele Rey (batteria).

«Sin dagli esordi nel 2002 – spiegano - l'intento è proporre brani che, a sonorità e arrangiamenti basati su ritmiche abrasive (Queens of the Stone Age, Verdena, Jelly Jam, Dinosaur Jr), uniscano gusto della melodia, forma-canzone e testi ispirati dalla scuola cantautorale rock italiana (Benvegnù, Gíulío Casale, Amor Fou, Afterhours, etc). L'attività live è sempre stata intensa. Fra gli altri, abbiamo condiviso palchi con Joan As Police Woman, Diaframma, John De Leo, Wolfango, (P)itch, Amerigo Verardí, Samuel Katarro, Fine Before You Came . Abbiamo partecipato in rassegne come Colonia Sonora, MEI, B-Side, Ovesfest, e con Verlaíne e Malvida abbiamo dato vita nel 2003 a Revolver, festival itinerante di musica, arte, dj-set. Il 2007 è l'anno dell'esperimento Cambi, concept stagionale meteoropatico ed autoprodotto, 12 canzoni suddivise in 4 cd usciti nell'arco di un anno. E' stato presentato dal vivo in veste elettrica e/o unplugged sia nella zona di Torino che in una serie di concerti nel nord Italia (Milano, Ravenna, Arezzo, Novara, Asti, Cuneo, Genova, e al MEI di Faenza). Occasionalmente, il progetto è arricchito da alcuni reading in collaborazione con il taccuino letterario Portosepolto, con cui abbiamo vinto il 'premio Sergio Manettí' di Arezzo Poesia 2008».

Il 2008 è l'anno di grazia dei Nebbia, che a Moncalieri vincono il noto festival per gruppi emergenti Ritmika. La 'summa' della vita artistica dei Nebbia è sintetizzata in Scorpione, EP registrato nella primavera 2009 allo studio Area 23 di Moncalieri da Paolo Varello.

«Il cd è il riassunto delle nostre scorribande hard-pop dagli esordi fino ad oggi. Dopo due intensi anni di concerti, abbiamo immortalato su disco il nostro lato più energico ed alternative, cercando di catturare più fedelmente possibile l'impatto live dei pezzi. "Vittima" e "Aprile/Germinale" sono i brani che meglio fotografano i nostri esordi e le prime avventure in locali e festival di Torino e cintura. “Sara Non Sa” è la più rappresentativa e canticchiata fra le canzoni di "Cambi"».

L'unica canzone nuova è "Scorpione", title track del lavoro della band torinese, in cui si parla di 'morire giovani'. Un inizio che pare traumatico per un brano riuscitissimo, da loro stessi definito hard pop: strofe che si attorcigliano fra loro, proprio come la coda di uno scorpione, per poi esplodere nel ritornello, aperto anche nel testo (Io sono fuoco puro). Apprezzabili i cori di “Vittima”, seconda canzone del disco, che ancora una volta si allarga nel ritornello, quasi come se la voglia di gridare i chorus sia un marchio di fabbrica dei Nebbia. Non manca una canzone d'amore, anche se ben lontana dai cliché della produzione italiana. “Sara non sa” è difatti un bel pezzo d'impatto, immediato e preciso, che parte dalla volontà di esplorare i pensieri per finire a una richiesta molto semplice e diretta: Oppure ad esempio se faresti mai all'amore con me. Esplosivo il finale con “Aprile-Germinale”, un vero e proprio lamento rock, in puro stile Afterhours alla “Male di Miele”, che di per sé suona anche come una dichiarazione di intenti (al contrario?), dal momento che le ultime parole della canzone (e del disco intero) parlano di chi non ha nulla da dire, nulla da dare, e di sabbia negli occhi e nebbia, non a caso il nome di una band dal presente interessante e dal futuro carico di speranze. Altro che nulla da dire.

Etichetta: autoproduzione
Anno: 2010

  • Il sole dietro la Nebbia

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