Annalisa Esposito - 23.07.2010

«Le canzoni di questo album, sono il frutto del sostegno di diverse persone, le quali, con le loro idee, con la proprie ispirazioni mi hanno aiutata ad esprimere ciò che più mi batteva dentro» , Silvia Tancredi
Dopo gli ultimi due anni divisi tra l'insegnamento del canto in importanti Istituti Musicali, la carriera universitaria per il raggiungimento della Laurea Specialistica, l'affinamento della scrittura delle canzoni, ma soprattutto la realizzazione del disco d'esordio, Silvia Tancredi pubblica finalmente il 29 giugno 2010 L'importante è crederci, un album composto da 12 brani scritti in collaborazione con Gigi Rivetti, Gianmarco Borrello, James Wynne, Silvia Basile, Fabrizio Consoli, featuring Flavio Boltro (uno dei più importanti trombettisti italiani).
A quindici anni l'artista torinese inizia un approfondito percorso di studi musicali e sulla voce, caratterizzato dal diploma in canto presso il CPM di Milano, dalla frequentazione dell'Università della Musica di Roma con Cinzia Spata e infine dalla Laurea in D.A.M.S. presso l'Università degli Studi di Torino con una tesi sul Contemporary Gospel che diviene poi il suo grande amore. Il Gospel difatti l'ha avvicina fortemente verso tutto l'universo della black music e le permette di valorizzare la sua vocalità passionale, facendola diventare un'interprete attenta e raffinata. Ma a Silvia piace sperimentare, mettersi in gioco e inizia così a militare anche in alcune formazioni di pop rock, anche se il gospel ritorna seppure sotto sembianze diverse: dopo un periodo di esecuzioni live importanti con una formazione milanese, i Be Voice Gospel Choir, viene chiamata ad eseguire le parti vocali nel singolo "The Show must go on" di Milva. Nel 2007 con la stessa formazione prende parte al 57° Festival di Sanremo proprio con quel brano, accompagnando la ‘Pantera di Goro' anche per tutta la successiva promozione TV sulle reti RAI e nella tournèe Italiana.
Carattere, gioia di vivere, determinazione e spiccata personalità artistica sono le carte vincenti di Silvia Tancredi, racchiuse sapientemente nel suo album d'esordio. Il primo brano, "Leggero", subito introduce in quelle che sono le atmosfere inebrianti e spensierate, che qualificano complessivamente L'importante è crederci. Legato alla classica struttura ‘alla Beatles', Chorus-Bridge, "Leggero" è contrassegnato anche dall'amore di Silvia per Steve Wonder. Il testo esprime la voglia di spensieratezza, di leggerezza, appunto, che nasce quando, dopo lunghe giornate buie e invernali si affacciano al mattino spiragli di primavera, e l'aria si fa più frizzante; è la voglia di rimanere eternamente inebriati per un nuovo amore, la voglia di viaggiare e rimanere sulle nuvole, come se la vita fosse una favola a lieto fine. "Diversi" descrive invece la volontà di superare le distanze che ci dividono da qualcuno, da qualcosa, per cercare, attraverso l'ascolto reciproco, di accettare quelle che sono le nostre diversità, facendole anzi diventare una nuova ricchezza. Scruta nel personale di Silvia Tancredi, la canzone "Tutto il meglio di me": l'artista pensa alla persona che resterà al suo fianco e gli promette di donarsi, mettendo ‘tutta se stessa'. L'altra faccia della medaglia è espressa da "Offesa verità": rancore e rabbia frutto di una fortissima delusione confluiscono in un brano che è difatti una valvola di sfogo, permettendo così al cuore di diventare più leggero.
12 personali punti di vista/tracce che trovano il loro punto di incontro nell'assaporare e osservare la vita con tenuità e, perché no, anche con un pizzico di malinconia. In "try to be free" Silvia Tancredi arriva a toccare l'anima con la sua voce, come mai era successo fino a quel momento, con un lirismo evocativo e carico di sensazioni, stati d'animo ed intense emozioni. "Sing your love" è il secondo brano cantato in inglese, scelta effettuata soprattutto per il tipo di sound, in quanto è una ballata gospel in tutto e per tutto. Per la prima volta compare la parola ‘amore', ma in inglese e Silvia sceglie di non farla apparire in italiano in quanto lo ritiene un vocabolo forse troppo inflazionato ed inoltre in inglese ha una sonorità più morbida. Una, cento, mille intenzioni e significati per Silvia Tancredi che in questo disco ha messo davvero tutta se stessa e solo ascoltandolo per intero se ne hanno le prove. Se l'intento era quello di distinguersi, forse ci è riuscita. Per l'intera durata del disco la musica sostiene e accompagna ‘quel qualcosa' che rende preziosa e ricca la vita, attraversando sentimenti, sfaccettature, sfumature, 'sogni leggeri' appartenenti ad un particolare modo di vivere.
Etichetta: Edel
Anno: 2010
Versione stampabile
Commenta questo articolo - Segnalalo ad un amico