Intervista ai Nobraino – ‘No Usa! No Uk!' un album tutto italiano

Leonardo Follieri - 16.06.2010 testo grande testo normale

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Tags: intervista, nobraino

Ritratto del gruppo riminese dopo la pubblicazione del terzo album con la complicità di Lorenzo Krueger, carismatico leader della band.

I Nobraino sono giunti al loro ultimo lavoro No Usa! No Uk! a seguito di numerose esibizioni dal vivo in tutta la nostra penisola; un sano atteggiamento rock caratterizza anche questo cd su cui sono incentrate le nostre prime domande.

D: Intitolando un album No Usa! No Uk! volete rivendicare ulteriormente la vostra italianità?
R: Beh...io da sempre canto in italiano e né io né gli altri componenti della band abbiamo mai avvertito l'esigenza di distaccarci dalla nostra lingua. Non ho mai compreso le motivazioni che spingono artisti o gruppi nostrani a cantare in inglese, ma fortunatamente molti di loro si sono ricreduti e hanno cominciato a cantare nella nostra splendida lingua. Secondo noi è giusto cantare in italiano, perché è un atteggiamento culturalmente più rispettoso nei confronti del nostro paese.

D: Questo è il vostro primo lavoro in cui c'è la produzione artistica di Giorgio Canali, storico chitarrista dei CCCP e adesso leader dei Rossofuoco. Che tipo di lavoro ha svolto per la realizzazione del cd?
R: Noi ovviamente siamo onorati del prezioso contributo che ci ha fornito Giorgio. Lui sostanzialmente ha apportato alcune correzioni stilistiche ai nostri pezzi e con la sua mentalità ha trasmesso uno spirito nuovo a tutto il lavoro.

D: Il primo singolo di No Usa! No Uk! è “La giacca di Ernesto”, storia di un clochard che con un capo d'abbigliamento più elegante trovato per caso, si guadagna il rispetto della gente. Come è nato?
R: E' nato prima il testo sul quale è stata costruita successivamente una melodia molto semplice. Qui Giorgio ha svolto un ottimo lavoro di arrangiamento, anche se il pezzo nasceva già con una buona intenzione per cui qualsiasi vestito sarebbe stato perfetto e in effetti così è stato.

D: L'ultima traccia del cd è “Ballata stocastica”. Se è stocastica significa che il pezzo poteva essere riletto in altri modi?
R: Stocastica si riferisce più al testo che alla musica. Ci sono tante affermazioni che sembrano snocciolate casualmente una dietro l'altra, ma in realtà c'è un senso in questa consequenzialità. Anche qui Giorgio è stato fondamentale, perché ha deciso di mantenere un'atmosfera sommessa all'inizio, per poi lasciare spazio all'esplosione finale di questo pezzo che, per come è stato costruito, avrebbe dovuto chiudere inevitabilmente l'album.

D: Come nascono i vostri brani?
R: Beh...io compongo sempre con piano e voce, anche se gran parte del lavoro sui nuovi pezzi avviene in sala prove, perché lì ogni membro della band contribuisce in maniera differente all'arrangiamento dei brani; poi comunque ci preoccupiamo tanto nella scrittura di non ripetere le solite progressioni melodiche, allo scopo di creare un pezzo che riesca ad esprimere una sua identità.

D: I testi dei Nobraino, che peraltro sono interamente scritti da te, evocano scenari particolarmente suggestivi e descrivono personaggi alquanto singolari. Sono pezzi autobiografici?
R: Sì, sono sicuramente autobiografici e sono frutto della realtà in cui sono nato e cresciuto; vivendo sulla riviera romagnola, ho la comodità di vedere tutta l'Italia che mi passa davanti e quindi è molto semplice cercare l'ispirazione dai personaggi che si possono scorgere in qualsiasi contesto nelle mie zone.

D: Avete dichiarato più volte che apprezzate Paolo Conte, De Andrè e Carosone tra i cantautori italiani. Considerato il vostro atteggiamento a volte un po' rock, ci sono artisti alternativi italiani e/o stranieri dai quali siete influenzati?
R: Sì. Io ascolto molta musica indie italiana come per esempio Zen Circus, Il Teatro degli Orrori, Le luci della centrale elettrica e molti altri, ma per me i loro brani sono solo degli input e degli stimoli per comporre qualcosa di nuovo; a qualcuno del gruppo piace anche musica straniera come per esempio i Primus. Io più in generale sono contro i nostalgici, contro chi scimmiotta gli anni '70 e gli anni '80 e sono anche contro un certo battiatesimo diffuso, perché siamo in un'epoca in cui secondo me dovremmo sforzarci di rinnovare la nostra musica e di non riviverla con una continua riscoperta del passato.

D: Ultima domanda: In questo album ci sono pezzi che avete suonato già tanto nei concerti dal vivo. Adesso state proponendo già altri pezzi nuovi che faranno parte di un eventuale quarto album?
R: In questo periodo no...o almeno non credo. Abbiamo dei brani inediti che sono quasi pronti, ma non sappiamo ancora quando li faremo ascoltare al nostro pubblico. Poi non so se fra uno o due anni pubblicheremo un altro album, ma questo dipende soprattutto dalla situazione generale del mercato discografico.

Ringraziamo Lorenzo Krueger per la sua disponibilità; i Nobraino sono reduci da alcune ospitate a Parla con me, programma di Raitre condotto da Serena Dandini e per l'intera estate saranno impegnati con un lungo tour in tutta Italia, permettendo così a chiunque di poter assistere ad uno spettacolo carico di energia positiva e di numerose sorprese.




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