La rinascita artistica di Marco Iacampo

Annalisa Esposito - 11.06.2010 testo grande testo normale

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Tags: Marco Iacampo

«Cosa può portare un uomo verso la salvezza se non fare bene il suo lavoro? Il lavoro che sa fare meglio», Marco Iacampo.

Anticipato dal singolo “Miracolo Eccezionale”, Marco Iacampo debutta con un disco che rappresenta una vera e propria rinascita artistica. Nell'album omonimo, in vendita sul sito www.adesivadiscografica.com, il cantautore veneto si racconta con la forza unica della semplicità, attraverso parole e suoni straordinariamente genuini. Il cd, tra l'altro, contiene “Che Bella Carovana”, brano scelto per Il paese è reale, la compilation di artisti italiani indipendenti, promossa nel 2009 dagli Afterhours.

Nato il 17 Gennaio 1976 a Mestre, fin da piccolo Iacampo si appassiona alla musica e al canto e successivamente anche alla pittura. All'età di 18 anni fonda i Lex Nigra, band dalla quale nasceranno gli Elle, volti alla ricerca musicale con canzoni dai testi oniricamente rivelatori di cui egli è autore. Dopo avere vinto il concorso Arezzo Wave nel 1998, entrano nell'entourage di Federico Sparano, manager della Artes (ESTRA) e cominciano una serie di numerosi concerti che li porta in tutta Italia. Notati da Paolo Naselli Flores, fondatore della Urtovox, firmano un contratto con una delle etichette indipendenti più apprezzate nel panorama musicale italiano e pubblicano l'album Bruciamo ciò che resta. Ciononostante, dopo poco Marco Iacampo lascia la band, spinto dal bisogno di nuova linfa e affronta un nuovo progetto dal nome GoodMorningBoy. I suoni sono talvolta acidi e di matrice low-fi, ma è la componente ludica che rende il primo disco da solista un piccolo capolavoro di fantasia. L'ottimo riscontro ottenuto lo spinge a continuare a scrivere in inglese e il risultato di tale lavoro è Hamlet Machine (Urtovox 2004), secondo cd a nome Goodmorningboy, considerato da molti il suo lavoro più riuscito. Altra fase di arresto: nel 2006 Iacampo interrompe i rapporti con la Urtovox e chiude definitivamente il progetto Goodmorningboy.
A quattro anni di distanza Marco Iacampo torna con un album intimista, passionale e scrutatore, probabilmente frutto di tante esperienze che lo hanno reso l'artista di oggi. Indipendente e maturo al punto giusto, il sound dell'album omonimo rende Iacampo uno degli artisti da tenere maggiormente sotto osservazione.
Inoltre, degne di nota sono le 'altre' presenze artistiche: nel cd hanno difatti suonato Andrea Viti, Simone Massaron, Johannes Bickler, Airìn e Enrico Gabrielli e la produzione artistica è a cura di Paolo Iafelice, già collaboratore di Vinicio Capossela, Fabrizio De Andrè, PFM, Daniele Silvestri e Pacifico.
Tredici brani caratterizzati da un pop-rock allegro, coinvolgente, accattivante, a tratti malinconico. Parole che scorrono scandite da buio, luce, amore, confusione, contemplazione, perfezione e influenzate da mitologia, filosofia, blues, country, passato e presente. Un disco capace di emozionare fin dalla prima traccia, come fosse aria in ogni istante, luce, sguardo che spalanca.

Etichetta: Adesiva Discografica / EDEL
Anno: 2010




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