Ligabue: è tempo di salutare il Mostro, anzi, di dirgli Arrivederci!

Annalisa Esposito - 05.06.2010 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: Luciano Ligabue, Arrivederci Mostro

L’attesa è finalmente finita. Esce, a 20 anni dalla pubblicazione dell’album d’esordio, Arrivederci, Mostro!

Il meglio deve ancora venire, ma le 12 tracce del nuovo album di Luciano Ligabue sono un ottimo intrattenimento. Primo singolo estratto è “Un colpo all'anima”, divenuto in brevissimo tempo il brano più trasmesso dalla radio, entrando direttamente al 1° posto della classifica del Music Control e di ITunes, coadiuvato da un videoclip, diretto e prodotto dal regista Marco Salom per AngelFilm, che racconta, attraverso suggestive riprese effettuate in pellicola 35mm, i percorsi e l'arrivo del pubblico ad un evento unico che ha come protagonista il rocker e la sua band. Tra palco e realtà vengono fuori scene veritiere che da sempre contrassegnano il percorso musicale di un artista che dagli inizi ad oggi ha potuto contare su un riscontro positivo da parte del pubblico. E dal 9 luglio al 7 agosto Luciano Ligabue assicura una estate all'insegna del rock più emozionante, che pulsa e vibra dentro e fuori, quello che fa tremare gli stadi e che manda in delirio le orde di fan che accorrono ai suoi concerti per cantare la loro canzone.

Chitarre taglienti dal suono hard rock/punk squarciano il sipario e immediatamente giunge l'atmosfera coinvolgente della prima traccia, “Quando canterai la tua canzone”. Il mostro si aggira lentamente, è ancora percepibile, mentre sensazioni ed emozioni che non conosce nessuno, riverberano tra giorni che hanno lasciato il segno e in cui stare al mondo era essere più di un impegno. La leggerezza si appropria di tematiche importanti seguendo una “Linea sottile” che divide il dormire dal sognare, il bene e male, il tacere e l'esibire, la voglia e il piacere, la noia e il bicchiere. Freschezza musicale e gioco danno il giusto tono alla seconda traccia, nel complesso interessante e musicalmente attraente.
Cinquant'anni di vita non possono essere riassunti in una canzone e Ligabue sceglie la canzone “Nel tempo” per raccontare alcuni eventi riguardanti soprattutto i suoi primi vent'anni. Ritmo incalzante e rock potente, veloce non danno invece tempo di riflettere su tutti 'gli scherzi' che fa il tempo, che lo guardo è attratto da «quel cielo che non bastava» in cui “Ci sei sempre stata”. Amore e mistero sfumano poi per lasciare il posto ad un brano dai suoni concreti e dal titolo deciso: “La verità è una scelta”. Vi è un piano che suona 'al contrario', accordi in minore e una voce filtrata e tagliente, mentre alibi inesistenti, che vanno a braccetto con mostri e fantasmi, scorrono davanti agli occhi.
A metà tracklist arriva il personale 'mostro' di Ligabue. La canzone “Caro il mio Francesco” è una sorta di lettera inviata a Francesco Guccini in cui il rocker racconta della sua insofferenza verso l'ipocrisia di una parte dell'ambiente musicale. Scorrono le ore, la solitudine, i tradimenti, le polemiche, la superficialità per poi chiudere stemperando la sua amarezza e chiudere con quello che per lui sembra contare veramente: «e allora vado avanti a cantare della vita sempre e solamente per come io la vedo».
“Atto di fede” conquista immediatamente, riportando all'orecchio uno stile conosciuto e amato, quello del Liga del passato, artista dalla penna magica che miscelando parole e note crea liriche profonde che vanno dritte al cuore trasmettendo messaggi in cui credere: «vivere è un atto di fede, mica un complimento […] è come la vivi la vivi, ma è in tutto in come la vedi». Nel frattempo i mostri e i fantasmi saltano da una parte all'altra della stanza, perché è il momento di metterli dentro la valigia. Fra le poesie comprese nella raccolta 'Lettere d'amore nel frigo' scritta proprio da Ligabue, ne sceglie una in particolare, 'Cosa non mettere in valigia', e la trasforma ne “Il peso della valigia”, canzone poetica caratterizzata da sole, pioggia, neve e tempesta, braccia per tenere e fianchi per ballare. Jam session a conduzione familiare per “Taca banda”, brano che più che inseguire un mostro, sembra rincorrere un “A horse with no name” (canzone di successo del 1971 degli America).
“Quando mi vieni a prendere” impegna la mente con 7 minuti di intenso lirismo. Passati 5 minuti, il ritmo cresce, ma si arresta dopo poco per lasciare ancora spazio all' arrangiamento fatto di rumori concreti, contrabbasso distorto, archi, elettronica, echi e trattamenti, rispettando il testo impegnativo e drammatico. Rischiara i concetti acquisiti, le certezze messe in discussione, le false comprensioni e chiude la tracklist del nuovo lavoro discografico,“Il meglio deve ancora venire”. La band termina con una parte strumentale potentissima per una canzone che promette di essere uno dei prossimi cavalli di battaglia nei concerti del Liga nazionale.

Con Arrivederci, Mostro! il rocker emiliano torna più in forma che mai con un album che quasi va a riassumere e a celebrare venti anni di carriera artistica, iniziata ufficialmente nel 1990 con l'uscita del primo LP omonimo. Al suo fianco, ritroviamo gli amici di sempre, quelli che in tutti questi anni lo hanno accompagnato nei lunghi tour, nelle composizioni e nello strutturare album di successo: Michael Urbano (batteria), Kaveh Rastegar (basso), Fede Poggipollini (chitarre), Niccolò Bossini (chitarre), Luciano Luisi (tastiere); e alcuni ospiti d'eccezione come Lenny, il figlio undicenne di Ligabue, alla batteria in “Taca banda”. Per la prima volta nella sua discografia Liga si fa da parte, non rivestendo il ruolo di produttore e di co-produttore e si concentra sul ruolo di interprete, in maniera intimista, diretta e a volte cupa nell'intento di affrontare o semplicemente 'salutare' i propri fantasmi. Quelli che «ognuno di noi ha [e che] si possono chiamare ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative e chissà in quali altri modi ancora», racconta Ligabue a proposito del nuovo album; ma sarebbe fin troppo bello se fosse un saluto definitivo, per questo è meglio accontentarci di un più prudente e realistico Arriverci, Mostro!

Etichetta: Warner Music
Anno: 2010


  • Ligabue: è tempo di salutare il Mostro, anzi, di dirgli Arrivederci!

  • Ligabue: è tempo di salutare il Mostro, anzi, di dirgli Arrivederci!

  • Ligabue: è tempo di salutare il Mostro, anzi, di dirgli Arrivederci!


zoomma video

Gli ultimi commenti

L’ECLETTICA ARTISTA CONTEMPORANEA GISELLA GIOVENCO ESPONE IN MOSTRA ALLA BIENNALE DI TORINO LA SUA OPERA DEDICATA A PAPA WOJTYLA REALIZZATA CON PREZ
Città: Torino - Provincia: TO
dal: 17-12-2011 al: 29-02-2012

Aurelio Amendola. Happenings e Pinacoteca di Ritratti d'Artista
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 19-01-2011 al: 18-02-2012

FESTA DELL'ARCHIBUGIO AL MUSEO FERRUCCIANO A GAVINANA!
Città: Gavinana - Provincia: PT
dal: 26-12-2011 al: 26-12-2011

RITA BOTTO. LA REGINA DEL WORLD JAZZ IN LINGUA SICILIANA
Città: catania - Provincia: CT
dal: 29-12-2011 al: 29-12-2011