Piccole luci ‘Lunik' nel buio della musica d'oltralpe crescono

Annalisa Esposito - 13.06.2010 testo grande testo normale

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Tags: Lunik, Small Lights in The Dark

Con Small Lights in The Dark la band dei Lunik affronta finalmente il mercato globale.

Anticipato dal singolo “People Hurt People” e pubblicato alla fine di maggio in Italia su etichetta Fod/Universal, gli svizzeri Lunik con l'album Small Lights in The Dark hanno scalato le vette europee in tempi brevissimi, riscuotendo successi e consensi positivi soprattutto nel loro paese d'origine e in Gran Bretagna, dove è già disco d'oro. Atmosfere nordiche e venature folk-pop caratterizzano Small Lights in The Dark, prodotto come il precedente disco, Lonely Letters, da Bob Rose, musicista e produttore che ha lavorato con Queen, Beach Boys, Roy Orbison, George Harrison, Julian Lennon e molti altri artisti internazionali.

Stelle affermate nel panorama musicale svizzero, i Lunik nascono nel 1997 nel Canton Berna ad opera di Adi Amstutz, Luk Zimmermann, Mats Marti, Walo Müller e Anton Höglhammer, a cui si aggiunge nel 1998 la vocalist, con un passato da modella, Rael “Jaël” Krebs. Da Rumors, album di debutto datato 1998, la loro carriera si è evoluta rapidamente attraverso cinque album, più una raccolta dei primi tre album, The Platinum Collection (2007), dall'impronta sonora decisamente pop rock, fino ad arrivare a Lonely Letters (2009), che ha permesso loro di farsi conoscere maggiormente in Italia, grazie soprattutto al singolo “Everybody Knows”, tra i brani più ascoltati lo scorso anno nel belpaese.

Giunti al loro settimo lavoro discografico i Lunik - oggi: Jaël (vocals), Luk (guitars), Cédric (keyboards), Chrigel (drums) - affrontano il mercato discografico europeo in maniera più matura e concreta, con uno stile personale e riconoscibile, seppure la frontwoman della band abbia peculiarità vocali che facilmente possono innescare rimandi ad altre artiste note, quali Lene Marlin, 'le sorelle' The Corrs, Dolores O'Riordan, Nina Persson (The Cardigans).
Undici brani che non hanno bisogno di essere spiegati o introdotti, ma solo ascoltati, per un disco che va da sé, che conquista e ammalia per la semplicità e l'immediatezza di un sound scarno, efficace, carico di fascino e tonalità cupe, ma calibrate nel modo giusto senza difatti risultare pesante. Il magazine inglese The Mirror li ha definiti artisti di razza come non si vedevano da tempo, per il gusto melodico, l'ottima produzione e la voce della bellissima Jaël che fa rabbrividire e tremare con garbo. Dettaglio non da poco per una band 'al debutto' nel mercato musicale globale, attualmente impegnata nel 'Small Lights in the Dark Tour', partito a Marzo e che giorno dopo giorno si arricchisce di ulteriori date, ma al momento riguardanti solo la Svizzera; nell'attesa di vederli presto anche in Italia, non resta che godere delle ottime sonorità di Small Lights in The Dark.

Etichetta: Fod/Universal
Anno: 2010



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