Rassegna Gran Satori: Moltheni live
Annalisa Esposito - 15.04.2010

Le band e gli interpreti della SatoriCom incontrano grandi nomi della musica italiana all'Iroko Content Club di Salerno: Moltheni.

L'opening act affidato al giovane Max Petrolio, incanala tutte le positive vibrazioni – scaturite dall'attesa di vedere Umberto Giardini alias Moltheni forse per l'ultima volta in tour – in una bolla di energia, volta all'ascolto di Discussioni in farmacia con animali abili, secondo album dell'artista napoletano, pubblicato dalla etichetta indipendente Seahorse Recordings/Goodfellas. Un disco con il quale Max Petrolio spiazza la scena musicale napoletana con una poetica ardita applicata alla forma della canzone d'autore italiana che incontra l'evoluzione del post-rock, tra olio di ricino, fabbriche mal funzionanti, ex operai della tv, padroni e mogli prese nel guardare il loro programma preferito: Discussioni in farmacia con animali abili. Un autore di qualità superiore in grado di narrarci, prima di coricarci, le nostre storie preferite sull'Apocalisse.
Ascoltando Max Petrolio si ha la sensazione di essere ad un concerto di Carmen Consoli. I richiami alla 'cantantessa nazionale' sono difatti molto forti, soprattutto per quanto riguarda i testi; il brano "Acqua depurata" ne è un pallido esempio. Accompagnato da basso (Alessia Della Ragione) e batteria (Maurizio Vitale) le sonorità sviscerate sono caratterizzate da un rock puro, chitarre taglienti, corde che vibrano di emozioni intense, cupe, aride, sviscerali.
Una prima parte costituita da un live potente, coinvolgente, apparentemente un po' troppo per il pubblico giunto per ascoltare il 'candido' sound di Moltheni. Eppure, dopo 20 minuti di attesa, Pietro Canali (piano wurlitzer), Gianluca Schiavon (batteria), Giacomo Fiorenza (basso), Marco Maracas (chitarre elettriche) salgono sul palco, preannunciando l'entra in scena, dopo poco, di Moltheni (chitarra e voce), e danno vita a poesia, anima, carattere, determinazione, racchiudendo il tutto sotto una unica parola: rock.
Il Novus Tour celebra 10 anni carriera, con un doppio cd + dvd, di uno dei talentuosi autori della musica italiana dai tempi di Nerone che amava suonare dinanzi alla sua amata Roma in fiamme, ma ripercorrere l'archivio sonoro in lungo e in largo non è cosa facile, soprattutto quando vi sono album – come I segreti del Corallo e Toilette Memoria – che andrebbero suonati per intero per afferrare, nella sua totale e straordinaria complessità, la poetica musicale del 'singolare' e più che apprezzato artista marchigiano, pompiere di giorno e cantante di notte.
17 brani, tra vecchi e nuovi, eseguiti senza sosta dalle 00.20 fino alle 2.00 circa. "Fiori di carne" segna l'incontro e l'innamoramento tra chitarra e batteria, mentre la voce di Moltheni va oltre, tanto da porsi ormai sempre la solita domanda: ma è realmente finita? Il fenomeno o il semplice comunicatore di emozioni e stati d'animo, metterà davvero da parte la sua voce e la sua chitarra?.
Con "L'amore acquatico", l'atmosfera diventa incandescente, lasciando spazio a cieli infiniti, sguardi che sanno parlare, cuori che sanno battere, seguita da "Gli anni del malto" che rimescola le carte in tavola e catapulta il pubblico in un concerto pulp-rock. Umberto incanta e coinvolge. È arrivata la primavera e non ce ne siamo accorti. Gli applausi si sprecano, come gli inciti e i 'grazie', ma prima di continuare a suonare, Umberto invita, ironicamente, la gentile platea a non sprecare fiato nel sparare cazzate. Il religioso silenzio è il tacito accordo tra il cantante e il suo pubblico, ma è soprattutto un' ovazione per "Nutriente". Alla fine dell'esecuzione l'artista dimostra di essere sorpreso (ancora?!) del fatto che il pubblico conosca le sue canzoni e ringrazia. Sempre.
Brani che spiazzano e che abbattono le chiusure mentali, strofe che potrebbero essere cantante a squarciagola all'infinito, come per il brano "Eternamente, nell'illusione di te" e "Petalo", quest'ultimo inedito, contenuto nell'ultimo album Ingrediente Novus (La Tempesta Dischi). Il suono riverbera nello spazio del locale salernitano, brama di potenza e diffonde il talento. "Il Bowling o il sesso?" spinge su un rock sensibile, romantico e su parole scarne, seducenti, sfrontate. "Zona monumentale", mix perfetto di poesia e realtà, e "Per carità di stato", a sfondo socio-politico e secondo inedito dell'ultimo disco, chiudono il concerto. Tuttavia, chiamarlo concerto è assolutamente riduttivo. La semplice esecuzione o la mera interpretazione del testo scritto è bandita, a favore di una interazione tra musicista e spettatore dove nel mezzo ci stanno oceani, coralli, attese che piacciono da morire, circuiti affascinanti, fiori e petali, bocche e vite color rubino, trappole d'avorio, mentre sullo sfondo vi è una Italia che apparentemente reagisce, che galleggia sopra un'onda in una mare di volgarità, inquinata, che mangia tutto e non digerisce, che impedisce a chi vuol fare. Moltheni è l'Italia che muore. Speriamo sia una domanda e non un'affermazione.
I live della Rassegna Gran Satori proseguiranno con i concerti dei Gli Avvoltoi (17 Aprile) e The Hormonauts (24 Aprile). Non mancate!
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