60° Festival di Sanremo – Siamo solo a metà e tutto può ancora succedere
Leonardo Follieri - 18.02.2010

Tags: festival, sanremo, gara, big
In attesa della terza serata del Festival proviamo a tracciare un bilancio provvisorio dei pezzi proposti dai big.

Dalla reintroduzione del dialetto in gara sino all'esclusione di Morgan, tante sono state le polemiche che hanno accompagnato l'inizio della sessantesima edizione del Festival di Sanremo, ma adesso sono già trascorse due serate e sono stati emessi i primi verdetti parziali.
I big in competizione da quindici sono divenuti dieci e la terza serata sarà fondamentale per gli eliminati poiché si riesibiranno nella speranza di rientrare in gara.
Il Festival è iniziato martedì con un pezzo molto affascinante e carico di energia come “La cometa di Halley” di Irene Grandi, brano da subito intenso che indica il disagio di un amore giunto alla fine e segnato dal passaggio di questa cometa nel cielo; il pezzo è stato scritto a quattro mani con Francesco Bianconi, leader dei Baustelle e già autore di “Bruci la città” per la cantante toscana.
Nelle prime due serate è apparsa in splendida forma anche Malika Ayane: al primo ascolto non si comprende il ritornello della sua “Ricomincio da qui” perché sembra meno incisivo delle strofe, ma la sua classe e la sua eleganza artistica le permettono di entrare nella rosa delle favorite per il Premio della Critica Mia Martini.
Degno di elogi per il talento straordinario e per la fortissima personalità è poi Marco Mengoni, trionfatore dell'ultima edizione di X-Factor e mattatore del palcoscenico dell'Ariston con una performance travolgente ed un pezzo fortemente rock come “Credimi ancora”; sarà curioso assistere al duetto con i Solis String Quartet nella serata di venerdì per comprendere se il pezzo sarà caratterizzato dallo stesso groove con l'arrangiamento a quattro archi; in ogni caso lui appare come uno dei candidati per la vittoria finale, considerato l'alto gradimento della sua canzone sui vari social-network.
L'altra scoperta del talent-show targato Raidue è Noemi, la quale si è presentata con un brano suadente dal titolo “Per tutta la vita” e sta proseguendo la sua gara con molta serenità, a testimonianza del fatto che la crescita su un palco televisivo rappresenta un'ottima palestra per l'esibizione ad un Festival così prestigioso.
Enrico Ruggeri, già vincitore di due edizioni del Festival nel 1987 e nel 1993, si è presentato con “La notte delle fate”: il suo stile è riconoscibilissimo e sempre efficace pur a distanza di trent'anni dalla sua prima partecipazione alla kermesse sanremese con “Contessa” insieme ai Decibel, i quali condivideranno con lui il palcoscenico venerdì sera per la serata dei duetti. Irene Fornaciari ne “Il mondo piange” svolge ottimamente il ruolo da protagonista ponendo in secondo piano i Nomadi che appaiono più come dei semplici accompagnatori; il testo della canzone poi appare piuttosto ripetitivo e più in generale la giovane artista avrebbe potuto giocare di più con la voce di Danilo Sacco, cantante della storica band, per impreziosire questa collaborazione.
Tra i vincitori delle precedenti edizioni di Sanremo sono ancora in gara Povia e Simone Cristicchi: il primo ha cantato “La verità”, brano sul tema dell'eutanasia, che rappresenta un tentativo malriuscito di montare una polemica simile per strumentalizzazione a quella di “Luca era gay” dell'anno scorso; il secondo con “Meno male” ha proposto una musica travolgente, che però si perde in un testo insulso in cui si manifesta unicamente un attacco verbale gratuito alla premiere dame Carla Bruni e non suscita particolare interesse per l'interpretazione.
Fabrizio Moro, trionfatore di Sanremo 2007 nella categoria giovani con “Pensa”, si è esibito in un reggae assolutamente privo di nerbo come quello di “Non è una canzone”; Arisa, vincitrice della categoria giovani dell'anno scorso, in duo con le Sorelle Marinetti, ha contribuito unicamente allo spettacolo televisivo con “Malamorenò”, pezzo dalle sonorità anni '50 ormai desuete.
Nelle prime due serate ci sono stati già i primi cinque eliminati da parte della giuria demoscopica che ha votato dalla galleria del Teatro Ariston, ma nella terza serata ormai imminente due di loro potranno essere ripescati con un sistema di votazione misto: il 50 % dei voti sarà assegnato dai professori della Sanremo Festival Orchestra, mentre il restante 50% sarà appannaggio del pubblico da casa mediante il meccanismo del televoto.
Primo tra gli esclusi della gara dei big è stato Nino D'Angelo, che in coppia con Maria Nazionale ha proposto l'unica canzone in dialetto della manifestazione “Jammo jà”, brano poco compreso per il testo anche se è considerato già tra i favoriti per il ripescaggio di questa sera; il cantante napoletano sarà affiancato inoltre in questa terza serata dal fisarmonicista Ambrogio Sparagna. Altri esclusi temporaneamente dalla gara sono stati Pupo, Emanuele Filiberto ed il tenore Luca Canonici, i quali hanno ricevuto i fischi del Teatro Ariston già prima di cantare il loro pezzo “Italia amore mio”; stasera i tre si esibiranno con le Divas e non più col c.t. della nazionale italiana di calcio Marcello Lippi, a differenza di quanto era stato ampiamente anticipato dai media. La prima serata si è conclusa con l'eliminazione di un altro veterano del Festival come Toto Cutugno, trionfatore della trentesima edizione del 1980 con “Solo noi”; il pezzo di quest'anno si chiama “Aeroplani” e stasera sarà interpretato dal cantautore insieme alla soubrette Belen Rodriguez. Nella seconda serata la giuria demoscopica ha poi eliminato “Baby” dei Sonohra, che stasera saranno accompagnati dalla chitarra di Dodi Battaglia, e Valerio Scanu, secondo nell'ultima edizione di Amici, ed interprete in questo Festival di “Per tutte le volte che”; Alessandra Amoroso, vincitrice della scorsa edizione del talent-show di Maria De Filippi, duetterà con il giovane cantante sardo, che si guadagna così più di un pronostico per un'eventuale riammissione alla gara.
Questa terza puntata si preannuncia attesissima al di là della competizione tra i big. Sul palco del Teatro Ariston infatti saranno presenti otto ospiti che ripercorreranno i sessant'anni del Festival di Sanremo: Edoardo Bennato, Miguel Bosè, Carmen Consoli, Riccardo Cocciante, Elisa, Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri e Francesco Renga reinterpreteranno alcuni brani che hanno caratterizzato la storia del Festival della canzone italiana. A tal proposito è stata confermata dal direttore artistico Gianmarco Mazzi anche l'indiscrezione trapelata negli ultimi giorni: all'elenco importante di superospiti si aggiungerà la “regina della canzone italiana” Nilla Pizzi, che condividerà il palcoscenico con Carmen Consoli per eseguire “Grazie dei fior”, prima canzone trionfatrice della kermesse sanremese del 1951.
Lo spettacolo televisivo tra principi, cantanti provenienti dai talent-show, pietre miliari ed ospiti illustri sta ottenendo significativi risultati d'ascolto, ma le canzoni otterranno lo stesso successo o gran parte di esse finirà nel dimenticatoio quando sarà calato il sipario del Teatro Ariston? Dopo la finale di sabato ne sapremo di più.
Buon proseguimento di festival a tutti!
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