Leonardo Follieri - 06.02.2010

Primo vero album della band partenopea dopo l’EP omonimo pubblicato meno di un anno fa.
Gli Scarlatti Garage si sono formati nel 2004 ed hanno sostenuto una lunga gavetta nei locali di Napoli e dintorni prima di giungere a questo primo lavoro dai toni rock con evidenti venature pop. Strane idee è un album che si ascolta senza alcuna difficoltà forse perché traspare dai singoli brani che il gruppo possiede una identità artistico-musicale molto interessante.
Il cd si apre con "L'uomo nero", brano con un attacco pop e con lievi sussulti rock. "La radio", presente anche in versione "radio edit" a fine album, è il primo singolo della band la quale mostra di non disdegnare l'elettronica nell'ambito di una melodia alquanto orecchiabile; tale brano ha ottenuto ottimi riscontri tanto che è stato utilizzato per circa un mese come sigla di chiusura del programma "Demo" di Radio Uno. Il cd prosegue con "Strane idee", primo pezzo marcatamente rock, e poi con "Dejà vu", ballata che risuona un po' meglio negli ascolti successivi a causa della lieve differenza della linea armonica e ritmica rispetto ai pezzi sin qui ascoltati. "Non è colpa mia" e "People are strange" introducono un ottimo crescendo rock che diviene sempre più duro e robusto sino a "Mr. Blu", pezzo in cui sono inseriti dei fiati quasi "esasperati", ma estremamente godibili. "La lampada di Wood" è una ballata che funziona molto meglio rispetto a "Dejà vu" già descritta in precedenza ed appare sicuramente il brano più studiato con una batteria elettronica cadenzata egregiamente. "La stessa lingua" è il pezzo più contaminato: il pop-rock sconfina nel funk e nel rock'n'roll con un pizzico di elettronica ben dosata. "Take it easy" e "Superstar" conquistano subito al primo ascolto e confermano una certa omogeneità di suono nell'intero lavoro.
Gli Scarlatti Garage impressionano positivamente per la commistione tra la spensieratezza delle loro sonorità e il timbro greve del cantante Daniele Lapelazzuli. Il cd non presenta complicate chiavi di lettura, ma accompagna l'ascoltatore in un piacevole viaggio pop-rock con la consapevolezza di raccontare strane idee che traggono spunto da piccoli spaccati di vita reale a cui si aggiunge una forte connotazione personale.
Etichetta:Suonivisioni
Anno:2010
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