Annalisa Esposito - 22.01.2010

15 domande per scoprire il nuovo progetto musicale di Thomas Taddeo, intervistato ai tempi dei Sorry Ok yes e che ora ritroviamo più carico che mai.
Nati ad Arezzo nel settembre del 2009, i Les Couleurs, attualmente formati da Thomas Taddeo (ex batterista dei sorry-ok-yes), Maurizio Mocci (ex solista di successo nell' ambiente aretino) e Marco Roggi (ottimo musicista che anni fa iniziò un progetto con Thomas mai concluso), sono uno di quei gruppi che sprigionano da ogni poro la voglia di divenire "famosi", ma senza volere scendere a feroci compromessi.
Al momento sono senza etichetta e anche la scelta di auto prodursi non risulta essere così semplice come può sembrare. In testa hanno idee abbastanza chiare, grazie ad un sound di base intrigante ed efficace, quindi non resta che conoscerli meglio e ascoltarli, soprattutto.
D: Come nasce l'idea di chiamare il gruppo Les Couleurs?
Maurizio,Thomas: Stavamo cercando un nome che, più che per il significato, suonasse bene e ci eravamo stancati dei soliti nomi inglesi con il solito "The" davanti, cosi un'amica ci ha suggerito il nostro nome attuale.
D: Nascete artisticamente ad Arezzo nel settembre 2009 dall'incontro tra Thomas Taddeo (batteria) e Maurizio Mocci (voce e chitarra). Come vi siete incontrati e qual è stata "la molla" che ha fatto scattare l'idea di formare un gruppo?
Maurizio,Thomas: Ci siamo incontrati suonando insieme per caso con amici comuni, a loro mancava un batterista, cosi sono andato a provare ed è scattato subito un feeling particolare tra me e Maurizio.
La voglia comune di fare qualcosa di diverso ci ha spinti a provare da soli.
D: Al gruppo si è poi aggiunto Marco Roggi (chitarra, basso). Che tipo di contributo ha apportato alla band?
Thomas: Data l'assenza di un basso, l'alternativa è stata prendere un componente che sapesse suonare più strumenti (chitarra,basso, tastiere) oltre che avere nuove idee.
E' stato di fondamentale importanza, soprattutto per l'apporto della chitarra.
D: Marco, qual è il tuo background artistico?
Marco: Ho suonato in vari gruppi locali, praticamente in ognuno con il solito batterista, con il quale suono ancora in un altro gruppo, il che mi ha dato una certa impronta.
D: Il vostro primo demo, composto da "i ask for your name", "be somebody" "nowhere to go!", lo definite un mix tra vero blues americano e quel tocco di acustico che contraddistingue Maurizio... sono questi i generi che vi caratterizzano maggiormente?
Les Couleurs: Principalmente si, anche se forse non è quello che vogliamo esattamente come prodotto finale, anche perché le nostre influenze sono molteplici. Speriamo di arrivare al più presto possibile ad una meta che contraddistingua il nostro suono....ci stiamo lavorando.
D: "I ask for yor name" è personalmente la canzone che ritengo sia la più convincente, nonostante si tratti di un brano nato quasi per caso, del tutto improvvisato in sala di registrazione. Al momento è possibile definirla il vostro ‘cavallo di battaglia'?
Maurizio: Chiamarlo cavallo di battaglia non mi sembra appropriato, in quanto riteniamo tutti i nostri pezzi di pari valore...magari potremmo considerarlo il più facile da ascoltare.
D: Thomas, sei reduce dall'esperienza con i Sorry-Ok-Yes, da tanti Tour inglesi e presenze in Festival Europei. In che modo hanno arricchito il tuo bagaglio artistico?
Thomas: Mi hanno fatto crescere, più come persona che come musicista, un'esperienza unica che voglio assolutamente ripetere con i Les Couleurs. E' stato strepitoso conoscere tantissimi artisti di grande calibro e girare l' Europa per un qualcosa che mi piace fare. Lo auguro a tutti i musicisti.
D: Al momento siete senza contratto, pensate di autoprodurvi?
Les Couleurs: Oggi come oggi è difficile sia autoprodursi, per motivi economici, sia trovare un contratto, soprattutto in Italia.
Ovviamente miriamo a trovare qualcuno che creda nelle nostre potenzialità, ma se ciò non dovesse accadere non ci scoraggeremo, anzi,saremo spinti a migliorare.
D: Oltre ad una etichetta che vi supporti, cosa pensate che vi manchi per potere divenire maggiormente noti nel panorama musicale italiano alternativo?
Les Couleurs: Poco: sui pezzi ci stiamo lavorando, miglioriamo giorno dopo giorno e puntiamo ad un etichetta entro l'anno; questo è il nostro obiettivo per il 2010. Come già detto prima, in Italia non è assolutamente facile, soprattutto per il genere che facciamo e per il fatto di cantare in inglese. Infatti, non ci dispiacerebbe firmare un contratto con una etichetta straniera. Però siamo belli e ci crediamo!
D: Musicalmente parlando, dove vi sentite più riconosciuti e apprezzati, in Italia o all'estero? E perché?
Les Couleurs: Attualmente è ancora troppo presto per dirlo...abbiamo girato poco ma siamo stati apprezzati ovuque, molti ritengono che 'live' abbiamo qualcosa in più rispetto al disco.
D: Finora vi siete esibiti poche volte in Italia... per scelta vostra o degli altri?
Les Couleurs: Sicuramente non nostra, torniamo al solito discorso dell'etichetta, però grazie alle precedenti esperienze di Thomas in Italia, qualche contatto è rimasto e riusciamo comunque a suonare.
D: Cosa significa per voi crescere tra la musica e volere poi lavorare facendo musica?
Les Couleurs; Sono una la conseguenza dell'altra. Nel senso che se cresci facendo musica fatta bene, e hai talento, indubbiamente diventa un lavoro. Diciamo che adesso noi stiamo crescendo, sperando che diventi un lavoro.
D: Quali sono i musicisti che hanno in modo particolare influenzato la vostra formazione artistica?
Maurizio: personalmente la scena british attuale, senza dimenticare il passato, come ad esempio Bob Dylan.
Marco: Per quanto mi riguarda la scelta è molto ampia, andando dal primo blues americano (Robert Johnson, Son House) fino ad arrivare a quello attuale (Dan Auerbach). Per poi passare a tutto il cantautorato italiano e straniero dagli anni '50 in poi. E tutta la scena rock in generale, con un grosso buco negli anni '80.
Thomas: Che dire: Don Caballero, Mars Volta, Greenhornes. Però la principale mia ispirazione rimane Keith Moon.
D: Avete a disposizione "15 minuti di popolarità" per potervi esibire nel concerto dei vostri sogni. Dove siete? Chi vi fa da supporter? Con chi duettate?
LesCouleurs: Allora, esagerando: Siamo alla Royal Albert Hall di Londra, ci apre Jack White e duettiamo con Jimmi Page e Robert Plant. Basta?!
D: Qual è la domanda che vorreste vi facessi o che pensate che non fanno - quasi - mai ad un gruppo emergente?
LesCouleurs: questa è una domanda che non fanno mai: «c'è qualcuno che vi fa veramente schifo ed è sopravvalutato in Italia?» e noi rispondiamo: l'80 % dei gruppi che vanno su mtv, una vergognosa operazione commerciale. La musica si fa per passione, non per soldi.
Cordiali Saluti, felicitazioni, auguri alla famiglia.
Les Couleurs
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