Annalisa Esposito - 20.01.2010

ĢNadār Solo significa nuotare da solo. Nuotiamo da soli perché ci teniamo all'identitā. E chi ci ama, ci segua.ģ
Il 29 gennaio 2010 esce Un piano per fuggire, secondo album dei Nadār Solo, band torinese che nel 2007 diede alla luce un primo album omonimo autoprodotto e poi ripubblicato nello stesso anno da H2OMusic, marchio di SonyBmg.
Inoltre, due brani del disco d'esordio, "Novembre" e "Clown", furono inseriti nella colonna sonora del film "Appuntamento a ora insolita" di Stefano Coletta del 2007 con Ricky Tognazzi, Antonio Catania, Giulio Scarpati, Maddalena Crippa, Simona Nasi, Karin Giegerich.
Formatosi a Torino nel 2005, il gruppo torna a distanza di 3 anni con un nuovo album fatto di chitarre taglienti, testi impegnati, in bilico tra rock duro e ballate pop, ma soprattutto torna carico di indipendenza e voglia di emergere, senza stare attento ai troppi "marchingegni" di cui č carico il mercato discografico. Non č un caso difatti che il nome della band č preso in prestito dal titolo di un film adolescenziale argentino di Ezequiel Acuņa del 2003: in esso, Matteo De Simone (voce e basso), Federico Puttilli (chitarra), Andrea Zanuttini (batteria) si identificano, rivelando il tipo di rapporto che hanno con il mondo.
Nella scelta, c'era e c'č ancora «la voglia urgente e inalienabile di fare da soli, di fare a modo nostro, di scrivere canzoni che parlino di quello che sentiamo sul mondo e su noi stessi, sui sentimenti, sulle idee, sulle nostre storie. E soprattutto di farlo senza chiederci se piacerā. Se sarā capito. Se assomiglia a questo o a quello. Se piacerā alle radio, ai giornali, alle tv, a questo critico o a quell'altro, se siamo wave, new, post, hi fi, low fi, pop, rock anni novanta, zero o del futuro», spiegano i Nadār Solo, contribuendo con le parole all'ascolto di un album che si impone piacevolmente e che si potenzia' traccia dopo traccia.
12 brani che non hanno bisogno di essere spiegati, di essere capiti, grazie al sound decisamente funzionale, efficace, sorprendentemente positivo in ogni sua nota, giro di basso, riff e colpo di rullante. La voce di Matteo si carica sempre pių, lasciando poco spazio a dubbi, commenti superflui e ripensamenti. Un piano per fuggire č quell'album che apre il 2010, musicalmente parlando, nel migliore dei modi e costa anche solo 12,90 euro. Non che il prezzo faccia la differenza, ma in questa epoca risulta essere un dettaglio importante, soprattutto per una band che merita supporto.
Il tempo scorre velocemente e dal momento in cui il tasto play č stato premuto, l'energia di "Radical Trip", le sonoritā di "Le 100 cose" (track n°4), la sensuale melodia di "5 secondi", l'originalitā di "Se non torni", il testo di "Inverno verticale", riecheggiano indisturbatamente nella mente, arrivando con naturalezza all'ultimo brano, "Poe".
Un disco privo di luoghi comuni, influenze evidenti e richiami aspettati', fuggendo e andando incontro, contemporaneamente, a quel mondo pieno zeppo di ricordi, libertā, memorie, buoni propositi, paure, incoscienze, rimanendo onesti e scrivendo canzoni sentite.
Etichetta: Massive Arts
Anno: 2010
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