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Una notte di note per viaggiare attraverso la musica di Pino Daniele

Annalisa Esposito - 23.12.2009 testo grande testo normale

Con la tappa del 19 dicembre presso il Palamangano di Scafati (Sa), Pino Daniele saluta il 2009 cantando, anzi urlando «Il blues non morirà mai!».

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Raramente capita che artisti di una certa notorietà si esibiscano in (piccole) città dell'entroterra campano, nonostante il riscontro sempre positivo, e sporadicamente capita anche che ad un concerto affluiscano sempre più persone, nonostante il tempo scorra e l'esecuzione sembri volgere al termine, ma la "potenza" di Pino Daniele sta anche in questo, essendo un artista amato in tutte le sue sfaccettature e che con determinazione e passione lascia che sia ancora e solo la musica a far parlare di sé.

Il concerto tenutosi il 19 dicembre al Palamangano di Scafati (provincia di Salerno), impianto sportivo che ospita la Società Sportiva Scafati Basket, iniziato alle ore 21.00 e durato un'ora e mezza, ha raccontato la storia di Pino Daniele attraverso 17 strepitosi successi, tra i quali "Quando", "Napule è", "Il sole dentro di me", "Sara", "Che male c'è", "Amore senza fine", "Dubbi non ho", "Anima", contenuti nel triplo disco Ricomincio da 30 (2008) con il quale il ‘pino nazionale' omaggiò la sua città, l'amico Massimo Troisi e soprattutto il suo percorso artistico. Ed è proprio "Napule è" a trasmettere una reazione naturale sulla platea, caricandola di energia e voglia di gridare al mondo: «Napule è mille culure (Napule è mille paure), Napule è 'nu sole amaro (Napule è addore e' mare), Napule è 'na carta sporca (e nisciuno se ne importa), Napule è 'na camminata (inte viche miezo all'ato), Napule è tutto nu suonno (e a' sape tutti o' munno)». Mani che applaudono, mani che acclamano, mani che coinvolgono per "Sara", eseguita con un arrangiamento diverso e assolo di chitarra elettrica sul finale.

Una storia, quella dell'artista partenopeo, iniziata più di 30 anni fa e che lo ha reso anno dopo anno un "uomo in blues". Non bisogna però dimenticare i ‘classici' che lo hanno reso celebre e l'interpretazione di "Nun me scuccià" in chiave blues denota un Pino Daniele in grado di rielaborare, di sperimentare e di attualizzare un repertorio facente parte degli anni in cui fu influenzato dalla musica rock, dal jazz di Luois Armostrong e in cui la collaborazione con James Senese diede vita ad album importanti: Pino Daniele (1979), Nero a metà (1980), Vai Mò (1981).

Accompagnato da pianoforte, batteria e contrabbasso, durante il concerto tanti sono stati gli intermezzi musicali e gli assoli per ognuno degli strumenti presenti: da quello di contrabbasso in "Anima" a quello di batteria ne "O' scarafone"; aumento di ritmo invece per "Amore senza fine" e inizio d'effetto con solo voce e chitarra per il brano"Mareluna", caricato poi di energia dall'affiancamento graduale degli altri strumenti, dando un particolare risalto al contrabbasso.
Terminato alle 22.40, il concerto del 19 dicembre chiude in bellezza l'Electric Jam Tour, partito il 19 aprile da Genova e che ha portato Pino Daniele in giro per l'Italia con solo la prima parte di un unico lavoro, il cui seguito sarà l'album Acustic Jam. Le sue canzoni sono tracce di un artista che non smette mai di appassionare, di essere apprezzato e di essere amato, come attestano i tanti fans radunatisi al Palamangano per celebrare il loro idolo, il disco di platino ottenuto con Electric Jam (Rca/Sony Music) e il sold out del memorabile concerto tenutosi all'Apollo Theatre di New York il 1 ottobre 2009.
Inoltre, l'evento, promosso dall'ASI (associazione solidarietà internazionale) e dal patrocinio del Comune di Scafati, è stato un ulteriore dimostrazione di cittadinanza attiva poiché metà del devoluto sarà utilizzato per la realizzazione dell'Unità Sanitaria Mobile in Nicaragua e del progetto per l'integrazione disabili psichici.

Ciononostante vi è stata una nota stonata. La musica non è solo ascolto, non è solo accorrere ad un concerto, ma è anche avere rispetto per l'artista, per gli addetti ai lavori, per i fans e gli appassionati ed è stato un vero peccato constatare che i giovani non riescono ad averlo nemmeno per un'ora e mezza: le tante sigarette viste accese purtroppo sono segno di una mancata considerazione verso tutti i presenti.
E anche su questo il ‘mascalzone latino' potrebbe dire la sua: «Dimenticare non è giusto, non è giusto [...] dimenticare il vero e il falso è peggio che morire, ma il tempo ha la sua logica e tu niente puoi dire».

Scaletta:
1. "Quando"
2. "Napule è"
3. "Il sole dentro di me"
4. "Sara"
5. "Che male c'è"
6. "Nun me scuccià"
7. "Dubbi non ho"
8. "Anima"
9. "Amore Senza Fine"
10. "Mareluna"
11. "Dimentica"
12. "A me me piace o' blues"
13. "O' scarafone"
14. "Io per lei"
15. "Yes I know My Way
16. BIS: Je so pazz'"
17. BIS: "Che dio ti benedica"

pinodanieleelectricjamtour2009

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