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L'insulto delle parole: nuovo album per la chansonnier toscana Susanna Parigi

Annalisa Esposito - 20.12.2009 testo grande testo normale

Un album che non delude le aspettative e che rappresenta un’ ulteriore prova del talento artistico della cantautrice toscana, Susanna Parigi.

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L'insulto delle parole, nuovo disco di Susanna Parigi, affronta il tema della parola, delle sue smisurate e controverse potenzialità. Per la cantautrice toscana la parola ha una potenza smisurata, può dare la sensazione di appartenere a qualcos'altro, una folla, un esercito, un ideale; può comandare, contrattare, illudere; le parole ingannano.

Interprete sofisticata e autrice di grande spessore, Susanna Parigi è stata pianista di Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni e Fiorella Mannnoia e vocalist di Raf; ha collaborato con il celebre chitarrista Pat Metheny, la cantante israeliana Noa e il bassista e stickista stanutiense Tony Levin. In questo ultimo album ha firmato sei brani in coppia con il musicista di origini siciliane, Kaballà (già autore di alcuni dei testi di Carmen Consoli, Eros Ramazzotti, Antonella Ruggiero e Mario Venuti) mentre tutto il disco è arricchito dal quartetto d'archi Arkè String Quartet con Carlo Cantini e Valentino Corvino ai violini, Sandro Di Paolo alla viola e Stefano Dall'Ora al contrabbasso. Inoltre, L'insulto delle parole, contiene un clip video che raccoglie le testimonianze di Pino Arlacchi, Corrado Augias, Lella Costa, Cesare Fiumi, Kaballà, Leonardo Manera, Andrea Pinketts e Bruno Renzi e rappresenta un work in progress che si va man mano arricchendo di altre testimonianze e variazioni sul tema dell'insulto della parola.

L'insulto della parole è un mondo costruito su favole, cinismo, occhi aperti, immagini crude e vere, amore, passione, illusione, lacrime e sorrisi, e raccontato attraverso 10 melodie che riecheggiano nell'aria, ognuna a suo modo e con un proprio valore; scandite da secondi e minuti che sembrano eterni, scorrendo piacevolmente e divenendo pace ad un tormento.

Nel riverbero dello spazio (ri)emergono emozioni di una vita intima e privata; ferite pensate chiuse, ma lacerate da una sola nota. Un immenso teatro in cui tragedie e verità nascoste vengono esposte all'occhio umano per distendersi su di un letto di note, segni di un io musicale eclettico, enigmatico, affascinante, magnetico. Una voce che pulsa, che scruta, che invade, che coinvolge e di cui se ne rimane affascinati fin dalla prima traccia, "L'insulto delle parole". Parole e musica che scrivono e descrivono di amori ritirati, vissuti, di tempo che non c'è e di un passato desiderato, di una intimità sottratta, quasi fossero preghiere. Canzoni che riempiono vuoti, che creano interrogativi, che spaccano l'immaginario collettivo, che lasciano amarezze e danno speranze. Dieci specchi d'acqua in cui riflettersi, per ritrovarsi, per immaginarsi, avendo la capacità di catturare il "fantastico" che è insito dentro di essi. Con quest'album Susanna Parigi si rivela essere la "nuova" dea della musica evocativa, nonostante questo sia il suo quarto disco, con un talento che sopraffa e senza il quale non si riesce a sopravvivere.

Etichetta: Promo Music/Edel
Anno: 2009


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