Appaloosa - Savana

Giuseppe Galato - 06.12.2009 testo grande testo normale

Tags: Appaloosa, Savana, urtovox, appino

Tornano a 4 anni di distanza da Non Posso Stare Senza Di Te i livornesi Appaloosa.

Elettropop, ma anche Lounge. Groove, ma anche melodia. Funk, ma anche piglio Rock vicino al Lo-Fi di matrice '90. Savana, nuova prova in studio per gli Appaloosa, è tutto questo: un misto di sonorità in nome di una forma musicale a metà fra Rock e Dance che basa tutta la propria poetica sul Groove.

Il lavoro che ne esce fuori è davvero notevole. In particolare ciò che colpisce sin dal primo ascolto è il pieno sonoro che gli strumenti vanno a creare, vuoi per l'ottima produzione a firma Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori, Zu, Super Elastic Bubble Plastic, One Dimensional Man), vuoi per l'uso in contemporanea di due bassi (di Enrico Pistoia e Niccolò Mazzantini, anche chitarra e synth) che concorrono a tessere le trame sui Beat macchinosi di batteria e drum-machine (suonati rispettivamente da Marco Zaninello e Simone Di Maggio, diviso anche fra laptop e voce).

Registrato al famigerato Blocco A, Savana è un album fondamentalmente strumentale, dal suono studiatamente sporco, pregno di riverberi ed armonici e dalle strutture ritmiche a volte sbilenche tipiche del Math Rock.

Apre l'album “Minimo” con dei suoni percussivi quasi tribali (siamo nella “Savana”, del resto) e si capisce subito che è il Groove a dettare le regole: un ritmo ripetitivo ed ossessivo su cui apportare variazioni e stratificazioni sonore. Il Funk-Rock di “Genny” apre ai ritmi psicotici (supportati da ottimi interventi al synth, quasi apocalittici) di “Bastongigi”, mentre “Mons Royal Rumble” ci porta verso territori Lounge, dilatati, sebbene il ritmo resti serrato a fare da contrappunto alla più pacata linea melodica del brano. Ancora accenni tribali di matrice orientale, come da titolo, in “Chinatown Panda”, dove a farla da padrone sono le percussioni pregne di armonici e le voci “fuori campo”, fino all'interludio centrale che destabilizza il tutto con l'arrivo di una litania. Con la title-track ci troviamo ancora di fronte ad un pezzo che da un'intro incalzante ci porta in territori Dance mentre nella successiva “TG” gli Appaloosa giocano con la nostra concezione di ritmo regalandoci un 5/4 destabilizzante quasi a sfidare l'ascoltatore a provare a ballare su di un ritmo del genere. “Civilizzare” è il brano più teso di tutto l'album grazie al suo potente drumming che sfocia in Elettro-Funk mentre “Glù”, brano di chiusura, rappresenta forse l'episodio più inconsono dell'album, insieme a “Mons Royal Rumble”, grazie ad una virata nello stile: siamo in territori più marcatamente Rock, delirante, quasi alla Jesus Lizard (gruppo già ultraomaggiato da un'altra band attuale italiana, Il Teatro degli Orrori), ed il cantato psicotico di Appino, voce dei The Zen Circus (che ultimamente sembra essere uno dei personaggi di punta della scena Indie), qui in veste di ospite, completa il quadro.

In conclusione Savana è un album fondamentalmente lineare. Gli Appaloosa sembrano prediligere una forma strofa/interludio/strofa con variazioni (quasi sempre deliranti e sbilenche, profumate di Psichedelia), dove la strofa rappresenta la cavalcata e l'interludio il momento di stasi, attimo di sospensione in attesa della riesplosione sonora.

Anno: 2009
Etichetta: Urtovox

  • Appaloosa - Savana

Link Consigliati

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013