L'inverno a settembre, la poesia e la musica di Papetti

Annalisa Cameli - 19.09.2009 testo grande testo normale

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Tags: andrea papetti, piergiorgio cinì, pippo pollina, enzo baldoni

Molti di quelli che stanno or ora leggendo questo articolo probabilmente non conoscono Andrea Papetti, cantautore grottammarese (AP), ed è un vero peccato.

Sfortunatamente nel panorama della musica italiana, troppo spesso alcuni generi musicali – soprattutto la canzone d'autore - vengono “oscurati”, a favore della musica che rende di più, dei pezzi commerciali che verranno ricordati dopo qualche anno soltanto come ringtones. Ma non per questo certi generi non hanno sostenitori al loro seguito, per fortuna. Come con Papetti. Si è immerso nella musica e soprattutto nella poesia da diversi anni, al fianco di grandi nomi, come ad esempio – anche in “L'inverno a settembre” – con Pippo Pollina.
Per i veri amanti della musica d'autore “L'inverno a settembre” sarà un must, sia per la musicalità che lo caratterizza, che per i testi poetici, che per i temi trattati: fra le altre menzioniamo la traccia dedicata ad Enzo Baldoni, come anche presenti le tracce indelebili nella memoria di Peppino Impastato, delle guerre, dei dolori. Dentro c'è tutta una vita, si tastano le emozioni, le sensazioni, la rabbia e la voglia di poter riuscire a cambiare le situazioni, anche quando sembra un'impresa utopica. Si lotta e si guarda sempre avanti. Nel CD fra le tracce musicali, la magistrale interpretazione di Piergiorgio Cinì, attore e regista.
Con molto piacere ho posto alcune domande ad Andrea, attraversando proprio il tema della musica d'autore nella contemporaneità e dei problemi che si possono incontrare se “si ha la presunzione” di voler incidere un disco per voler/poter cambiare qualcosa in chi lo ascolta.

D: Cosa pensi del panorama della musica italiana? Perché i cantautori stanno perdendo considerazione, rispetto agli anni '70?
R: Piuttosto scadente, anche se ogni tanto su myspace mi capita di ascoltare buona musica. Non credo che i cantautori abbiamo perso considerazione. L'unico problema è che la loro musica non arriva al grande pubblico. I giovani, a mio avviso, andrebbero solo “educati” a questo tipo di ascolto. Qualche anno fa accendevi la radio, e capitava spesso di imbatterti in brani di De Andrè, De Gregori, Fossati, Guccini, Bertoli ecc. ecc.. Oggi non è più così: trasmettono quasi sempre musica spazzatura. Siamo di fronte ad un circolo vizioso: la major investono solo in un prodotto commerciale (secondo loro è l'unico vendibile) e le radio trasmettono solo quella musica. Confido molto nelle web radio che ultimamente stanno dando visibilità ai cosiddetti artisti di nicchia.

D: Tu nasci poeta. La poesia “aiuta” la musica o è una forma espressiva totalmente diversa?
R: Nel mio caso l'ha aiutata. Se non sei abituato a scrivere e non possiedi un linguaggio elegante, non sei in grado nemmeno di scrivere un testo di un certo livello. Tuttavia ho sempre pensato che scrivere una poesia sia assolutamente diverso da scrivere una canzone. Innanzitutto (almeno per me è così) si compone una musica, poi si scrive un testo che si incastri perfettamente con la stessa. Spesso e volentieri in un brano il testo, per rendere, ha bisogno visceralmente della melodia; la poesia ha già una sua musicalità.

D: Che significa riuscire a produrre un CD oggi?
R: Produrre un cd non è difficile. Basta trovare le persone giuste. L'oggettiva difficoltà sta nel distribuirlo. In Italia esistono tantissime etichette indipendenti ma quasi nessuna fa una vera e propria distribuzione del “prodotto” e tantomeno una seria pubblicità. Se ciò avviene non è solo per loro colpa. L'Italia purtroppo non investe sulla musica. Basta spostarsi di qualche Km e la questione cambia. Non è un caso che diversi nostri artisti si sono affermati in Svizzera o in Francia e sono pressoché sconosciuti nella nostra cara terra.

D: La prima cosa che hai pensato quando te l'hanno confermato?
R: Che dopo l'uscita del cd per venderlo avrei dovuto fare tanti live. (ndr ride)

Tracklist
Hotel
Il Testamento di Enzo
Inferno Baghdad (A Enzo Baldoni)
Parigi, cosa avevi per la testa?
Così lontano, così vicino
L'inverno a settembre
Vacilla sky
Al molo
L'uomo della verità
Ninna nanna
Il cielo di Beslan
Banneri (con Pippo Pollina)

Musicisti:
Andrea Papetti: voce e cori
Pippo Pollina: voce su “Banneri”
Alessandro Svampa: batteria, percussioni, tastiere e pianoforte su “L'inverno a settembre” e “Ninna nanna”
Massimo Fumanti: chitarra classica, acustica, elettrica e bouzouki
Luca Bulgarelli: contrabbasso e basso elettrico
Angelo Trabucco: pianoforte
Fabrizio Mandolini: sax soprano e tenore
Mauro Menegazzi: fisarmonica
Angelo Casagrande: violoncello
Andrea Solarino: chitarre su “L'inverno a settembre”
Alessandro Centofanti: rhodes su “Banneri”i

Testi e musiche di Andrea Papetti, fatta eccezione per “2” (testo di Enzo Baldoni);
“11” ( musica di Alessandro Svampa ); “12” Banneri (di Pippo e Massimiliano Pollina);
Arrangiamenti: Alessandro Svampa, Massimo Fumanti e Luca Bulgarelli
Produzione artistica Alessandro Svampa

Il costo è di 10 euro, presto sarà disponibile per la vendita on-line, nel frattempo è possibile richiedere una copia inviando una mail ad andreapapetti@alice.it

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