Annalisa Esposito - 21.08.2009

Life in Gubbio, 3° edizione. In Umbria lo spettacolo prende vita dal 26 al 29 agosto.
Dal 26 al 29 agosto in Umbria si terrà la terza edizione di Life in Gubbio, la manifestazione di immagini, musica e parole ideata da Michele Afferrante e Filippo Mauceri (tra gli autori del programma televisivo "Il senso della vita") con la partecipazione di Paolo Bonolis e organizzata dal Comune di Gubbio con l'impegno in prima persona del Sindaco di Gubbio Orfeo Goracci e dell'Assessore alla Cultura Renzo Menichetti. Un cast ricco di personalità affascinanti, come Erri De Luca, Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino "CINASKI, Dario Fo (Premio Il Senso di una vita per la Cultura), Nicola Piovani (Premio Il Senso di una vita per la Musica), Gigi Proietti (Premio Il Senso di una vita per il Teatro), Sidival Fila, Carlo Lucarelli,Marino Sinibaldi, Ernesto Assante, Filippo La Porta, Roberto Vecchioni, Stefano Di Battista, Giovanni Baglioni, grandi protagonisti dello spettacolo e della cultura, che si susseguiranno sul palco allestito nella suggestiva cornice di Piazza della Signoria, nel centro storico della cittadina umbra.
Per l'occasione, Michele Afferrante, racconta un pò di più di Life in Gubbio e del Senso della vita tra palco e realtà.
D: Dal 26 al 29 agosto Gubbio diviene cornice di incontri , concerti, mostre e presentazioni teatrali dove il tema della vita verrà declinato in forme diverse. Che tipo di forma ha per voi il "senso della vita"?
R (Michele Ferrante): Il senso della vita ha le forme più varie perché non esiste un unico senso della vita ma ne esistono tanti quanti sono gli uomini che si interrogano a proposito di esso. Ciascuno ne delinea uno diverso secondo la propria esistenza, anche attraverso le diverse arti, che contribuiscono a delinearlo.
D: Una terza edizione ricca di nuovi elementi, come lo spettacolo di Erri De Luca e una serie di incontri con filosofi, sociologi, letterati. Che tipo di riscontri vi aspettati da questo tipo di incontri? Perché avete avuto la necessità di introdurre queste due diverse forme di comunicazione?
R (Michele Ferrante): Oggi viviamo in un momento dove la parola è svuotata dal suo significato, non c'è più una vera possibilità di comunicazione, bombardati come siamo da informazioni. Noi vogliamo offrire degli strumenti necessari per trovare un punto di riferimento che aiuti a interpretare la realtà che ci circonda.
Erri De Luca ha parole evocative, necessarie, così come quelle di Galimberti, parole che riguardano la comunicazione con intento critico, non solo funzionale. Anche grazie a questi due tipi di interventi, lo spettacolo teatrale di Erri De Luca e la lectio magistralis di Umberto Galimebrti, vorremmo creare un percorso per aiutare la gente a restituire ricchezza alla vita e all'esperienza di vita che di questi tempi sembra essere un po' banalizzata.
Ci è sembrato interessante introdurre queste due nuove forme di comunicazione perché è un modo per mostrare qualcosa di diverso da quello che si vede in giro.
D: Con l'iniziativa ‘Il senso della vita' ogni anno proponete al pubblico un personaggio che possa dare un contributo di tipo chiarificatore all'analisi su ciò che ci circonda. Dopo Umberto Galimberti, avete già in mente qualche altro nome? Inoltre, qual è la vostra analisi chiarificatrice su ciò che ci circonda?
R (Michele Ferrante): I personaggi che vorremmo invitare sono tanti, sia italiani che internazionali: il filosofo Remo Bodei, Salvatore Amatori, Sergio Givone o Roberta De Monticelli. Tra gli ospiti internazionali ci piacerebbe ospitare James Hillman o Zygmind Bauman. Ma l'elenco potrebbe essere molto vasto...
La caratteristica necessaria è che siano pensatori in grado di fornire al pubblico strumenti utili per l'analisi della realtà, intesa anche come quotidianità, quello che viviamo tutti i giorni, non solo per quanto concerne i ragionamenti fini a stessi sul senso della vita.
Non credo possa esistere un'analisi chiarificatrice che vada bene per tutti e per ogni circostanza. Esiste un work in progress che dovrebbe essere il tentativo di recuperare una ricchezza della vita con uno sforzo interpretativo orientato a guardare la realtà nel suo divenire costante, nelle possibilità infinite che ci si presentano di fronte. È importante porre sempre attenzione all'apertura nei confronti del mondo.
D: Dal punto di vista musicale, ci sarà anche quest'anno Stefano di Battista e il suo Jazz Quintet. Una scelta sicura o una scelta per esaltare al meglio le altre proposte artistiche?
R (Michele Ferrante): Direi che è una scelta sicura perché Stefano è un vero e grande artista. Ci rivolgiamo a lui prima di tutto per amicizia, intesa come stima nei confronti di un grande artista, che fa musica di alto livello.
Stefano, nonostante la sua presenza a tutte le tre edizioni, si presenta sempre con qualcosa di nuovo, anche perché il jazz è in continuo movimento, è un genere cangiante, basato sull'improvvisazione.
D: Come nelle precedenti edizioni, verrà assegnato il premio ‘Il senso di una vita' a grandi protagonisti dello spettacolo e della cultura e quest'anno toccherà a Gigi Proietti per il teatro e Nicola Piovani per la musica. In che modo riflettono "Il senso di una vita" nello spettacolo e quali sono i criteri attraverso i quali si scelgono gli artisti da premiare?
R (Michele Ferrante): Il criterio per l'assegnazione del premio "Il senso di una vita" è la ricchezza del percorso artistico compiuto. Il modo in cui le loro carriere e le loro opere riflettono il senso di una vita, lo spiegheranno direttamente loro stessi sul palco durante la premiazione. Saranno testimonianze di percorsi.
D: Per il terzo anno verrà assegnato il "Premio Internazionale Lupo di Gubbio per la riconciliazione", ispirato al celebre episodio di San Francesco che ammansisce il lupo. Un riconoscimento ricco di fascino ma allo stesso tempo importante, consegnato difatti a chi si è distinto per aver impegnato la propria vita alla ricerca del superamento delle distanze. Chi sono i candidati di quest'anno? Si può già svelare il vincitore? Ci sono tanti personaggi al mondo che potrebbero mettersi in lizza per ricevere questo premio? Voi, personalmente, a chi lo dareste?
R (Michele Ferrante): Il "Premio internazionale Lupo di Gubbio per la riconciliazione" andrà quest'anno a Parents' Circle, un'associazione israelo-palestinese che riunisce membri di famiglie palestinesi ed israeliane che hanno perso un familiare a causa della guerra ma che si impegnano quotidianamente fianco a fianco nella ricerca di un punto d'incontro per ottenere la riconciliazione tra i loro popoli attraverso il dialogo.
L'abbiamo dato a loro perché quella guerra tuttora è il nodo problematico del mondo, di tutto il mondo. Ci è sembrato che premiare questa associazione potesse essere un segno importante per mostrare che l'unica soluzione spesso è la riconciliazione, possibile solo attraverso il dialogo e il confronto.
D: Paolo Bonolis è presente fin dalla prima edizione, conduttore anche della nota trasmissione televisiva, di cui ne andrete sicuramente fieri come autori, visto il successo riscosso. Personalmente la ritengo una delle trasmissioni più belle ideate in questi ultimi anni. Quali differenze si possono riscontrare tra il collaborare alla buona riuscita di una trasmissione e adoperarsi invece per la crescita di una manifestazione pubblica?
R (Michele Ferrante): Praticamente nessuna differenza perché lavorare con Paolo significa lavorare sempre con grande energia ed impegno, essendo lui una persona con grandi qualità umane. Lui è una mente aperta, curiosa, una delle migliori persone con cui collaborare, in quanto propone sempre nuovi stimoli, essendo anche lui autore. Non c'è strumentalità nei suoi progetti perché lui ha un sano piacere nel lavorare a queste cose, lo fa con spontaneità e leggerezza.
D: Per quanto riguarda invece ‘Il senso della vita' televisivo, come avviene la scelta degli ospiti? Rivedremo ancora Bonolis indagare sul tema della vita attraverso racconti, immagini, musiche? Potete darci qualche anticipazione? Avete altri progetti in cantiere?
R (Michele Ferrante): Anticipazioni non se ne possono dare perché è ancora tutto in fase preliminare. Comunque riproporremo la stessa formula, anche per richiesta del pubblico stesso che ci ha intimato "non toccate il programma". L'idea è di riproporre lo stesso formato, è anche andato molto bene oltre che per lo share anche per quanto riguarda il gradimento da parte del pubblico. La formula rimarrà sempre quella del miscelare continuamente la riflessione "alta", filosofica, alla leggerezza, spensieratezza.
D: Tra gli ospiti d'eccezione, oltre a quelli già citati, ci saranno anche Vinicio Capossela, Roberto Vecchioni, Carlo Lucarelli, Giovanni Baglioni. Presenze importanti per una manifestazione in continua crescita. Di cosa altro ha bisogno per divenire fiore all'occhiello di una nazione ancora così poco interessata a sostenere iniziative del genere?
R (Michele Ferrante): Non credo che abbia bisogno di nulla di più. Noi mettiamo la giusta intensità in tutto ciò che facciamo. non facciamo niente strumentalmente e speriamo che ciò basti, col tempo, a trasformare Life in Gubbio in una manifestazione culturale ancora più prestigiosa. Life in Gubbio non è un "premificio" e questo non cambierà.
D: Qual è stata l'edizione che fino ad ora vi ha più entusiasmato e perché? (Ovviamente mettendo da parte quest'ultima.) E quali sono stati gli artisti che secondo voi, con le loro performance, hanno espresso appieno il concept della manifestazione?
R (Michele Ferrante): Tutti gli ospiti che abbiamo avuto hanno espresso appieno il concept di Life in Gubbio. La prima edizione con Sergio Zavoli e Alda Merini è forse quella che mi ha segnato di più, ma probabilmente ciò è dovuto solo al fatto che era la prima edizione.
D: Qual è la parte più difficile dell'essere Direttori artistici di una manifestazione pubblica?
R (Michele Ferrante): La parte più difficile è sempre la gestione del budget. L'investimento che fa il Comune di Gubbio è importante ma ci piacerebbe moltissimo che fosse proprio lo Stato ad aiutare questo tipo di iniziative culturali, che aiutano a far crescere il senso civico e a far dialogare le persone.
D: C'è un motivo particolare del perché due giovani autori scelgono proprio Gubbio per ambientare tale manifestazione artistica?
R (Michele Ferrante): Si, Renzo Manichetti (Assessore alla Cultura del Comune di Gubbio) ed io eravamo amici fin dai tempi dell'università. Dopo l'università ci siamo allontanati perché io mi sono trasferito e ho iniziato la carriera televisiva. Quando Renzo è diventato Assessore alla Cultura, mi ha chiesto che cosa si poteva realizzare per creare un evento di aggregazione e condivisione.
Poi c'è l'atmosfera che si crea a Gubbio: c'è un bel clima durante la manifestazione, i personaggi si vedono girare per il paese, passeggiando, si intrattengono con gli spettatori. È un modo "orizzontale" per avvicinarsi rompendo quella distanza che normalmente allontana pubblico e personaggi. E credo che questo clima di aggregazione sia dovuto anche alle caratteristiche del paese.
Per informazioni al pubblico: Tel. 075/9220693
Versione stampabile
Commenta questo articolo - Segnalalo ad un amico