Zenerswoon - Frames
Giuseppe Galato - 12.07.2009

Tags: Zenerswoon, Frames, urtovox
Torna sulla scena il Power Pop Trio fiorentino Zeenerswoon, con un album che saprà farsi strada tra le nuove proposte della scena musicale italiana: Frames.

A cinque anni dall'uscita di “There In The Sun” (Antidot/Stoutmusic, 2004), prima prova ufficiale in studio, tornano sulla scena gli Zenerswoon, Power Pop Trio fiorentino, con Frames.
Registrato e mixato nel 2008 presso il Blocco A di Padova con la collaborazione speciale di Giulio Favero (Teatro degli orrori, One dimensional man), Frames è interamente scritto, suonato, prodotto e arrangiato dagli Zenerswoon ed esce per NowHerez Records, nuovo marchio creato e gestito dalla band stessa.
Una scelta coraggiosa questa da parte della band, soprattutto per quanto riguarda la presunzione, in questo caso giustificata, di autoprodursi già al secondo album. Ed il risultato è davvero notevole, sia sul fronte del songwriting che sulla scelta dei suoni.
Frames è un album fondamentalmente Pop, orecchiabile, melodico e canticchiabile. Ma è anche altro. È ricerca sonora che sa muoversi dal Noise all'Emo-Core, passando per la Psichedelia ed il Grunge con inserti Progressive di matrice '70, che donano al tutto una certa complessità che, in sincope alla base Pop, sa creare un ibrido che non appesantisce ma, anzi, ammalia, nonostante i limiti che una formazione a tre porta con sé.
A questo proposito gli Zenerswoon piuttosto che eccedere con le sovraincisioni in studio preferiscono arrangiamenti alquanto scarni, probabilmente per riuscire a riproporre il tutto in maniera più fedele durante i live.
La base delle melodie vocali è caratterizzata dagli ottimi intrecci che Andrea Angelucci (chitarra e voce) e Lorenzo Bettazzi (basso e voce) riescono ad intessere sul drumming inquieto ed a tratti psicotico di Stefano Tamborrino, che riesce a donare ai brani quel pizzico di interesse in più, non limitandosi semplicemente a portare il tempo ma ricercando formule percussive particolari.
Il tutto in nome di un corpus di canzoni che fanno della malinconia il loro manifesto, ma che sanno prorompere in momenti di pura potenza sonora come a cercare di reagire a quella malinconia in una catarsi finale.
Altra nota di merito va alla composizione generale dei brani, che non rispettano necessariamente la forma strofa-ritornello-strofa ma evolvono verso altro, a volte dimenticando la matrice melodica di base che contraddistingue gli Zeenerswoon, per approdare su territori rumoristici.
All'interno del panorama musicale italiano gli Zenerswoon meritano di sicuro un posto d'onore al fianco di tante altre band accomunate fra loro dall'abusatissimo termine “Indie”, parola alquanto vacua ma che negli ultimi tempi in Italia sembra dare delle linee direttive ben precise.
Se non bastasse tutto questo Frames è stato presentato dall'agenzia stampa interna alla Urtovox (a cura di Paolo Naselli Flores), che rappresenta all'interno della scena musicale italiana ormai un marchio di qualità.
Etichetta:NowHerez Records
Anno:2008
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