Bollani e la musica brasiliana di Jobim

Fabio Dalmasso - 31.05.2009 testo grande testo normale

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Tags: Stefano Bollani, brasile, Jobim

Falando de amor racchiude undici brani del maestro Antonio Carlos Jobim riletti da Stefano Bollani: un connubio di stili e atmosfere che dà vita a un esperienza davvero interessante.

Non è mai facile recensire un disco di Stefano Bollani: l'estro e la creatività del pianista milanese riescono a trasmettere sensazioni difficilmente traducibili con le parole.
Personaggio di primissimo piano della scena jazz nazionale e non solo, Bollani regala con questo Falando de amor un disco che riprende la sua passione per la musica brasiliana riletta attraverso i tecnicismi e le invenzioni del pianoforte jazz.
L'omaggio al grande maestro Antonio Carlos Jobim è composto così da generi e stili diversi che si uniscono in una turbinio musicale che fa apprezzare da un punto di vista completamente diverso e originale alcuni classici della variegata musica carioca.

L'arte di esprimere emozioni ora sfiorando ora battendo i tasti del pianoforte rimane il marchio di fabbrica inconfondibile di questo grande artista: in Falando de amor, Stefano Bollani è accompagnato da due personaggi ben noti a tutti gli appassionati di jazz italiano: Ares Tavolazzi al basso e Walter Paoli alla batteria; una scelta, quella del trio, che appare scontata per un approccio prettamente jazzistico alla musica, ma che in questo caso si lascia trasportare oltre i confini troppo netti degli stili e si avvicina a generi solo apparentemente distanti dal curriculum di Bollani.
Bossa nova e samba, ad esempio, non possono mancare in un album dedicato al Brasile e così Bollani e soci riescono nella non facile impresa di coniugare lo stile personale del pianista italiano ai canoni sonori tipici della terra latino-americana. Ciò che ne scaturisce è un disco assolutamente originale, pieno di spunti e idee che si spera possano essere ulteriormente sviluppati dal trio che, in Falando de amor, dimostra un grande affiatamento, creando un suono molto unito, compatto e capace di affrontare le diverse situazioni musicali create dagli undici brani del disco.
Uno dei capolavori assoluti di questo cd è sicuramente l'interpretazione di “Pois E”, brano del 1970, che unisce ritmo e riflessione, così come un vero gioiello di sonorità è “Samba de uma nota so”, in cui le influenze jazzistiche dell'affiatato trio emergono con forza, fornendo una versione audace, ma ben riuscita, di un brano entrato nella storia della musica brasiliana.

Da segnalare l'approccio che potremmo definire vintage per due brani come “So tinha de ser com voce” e “Agua de beber”, eseguiti con una ricerca del suono originale dell'epoca: i brani sono infatti datati, rispettivamente, 1964 e 1961 e ascoltando la versione fornita dal trio di Stefano Bollani non è difficile immaginarsi in un club di Rio de Janerio negli anni '60, assaporando il tipico “ritmo leggero di puto groove latino”.

Falando de amor è un album che gli appassionati di Stefano Bollani apprezzeranno sicuramente, forse maggiormente dopo un ascolto molto attento. L'ideale, per assaporare appieno l'estro di Bollani, è recuperare tutti gli undici brani in versione originale così da poter confrontare le due versioni e sottolineare la genialità artistica che unisce i due artisti protagonisti del cd: Antonio Carlos Jobim e Stefano Bollani.

Album: Falando de amor
Etichetta: Venus Records
Anno: 2009

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