Nick The Nightfly: a tu per tu con un eclettico musicista, re della notte di Radio Montecarlo
Beatrice Elerdini - 21.11.2008

Nick The Nightfly: un'interessante intervista al poliedrico musicista, creatore e conduttore del pluripremiato programma "Montecarlo nighs", in onda tutte le notti, su Radio Montecarlo.
Un'artista dai mille volti, che si racconta tra le pieghe della sua musica.

Nick the Nightfly è noto per il programma “Montecarlo nights” che ha introdotto su RMC, ma è soprattutto un compositore, un cantante affermato, un suonatore di chitarra.
D: In cosa si riconosce maggiormente? Se dovesse definire la sua professionalità in un unico termine, quale utilizzerebbe?
R: Certamente questo programma ha segnato la mia carriera, mi permette di far conoscere nuova musica ai miei ascoltatori, regalare loro vere jam session con artisti, invitati personalmente da me.
In realtà, però io mi ritengo prevalentemente un musicista, mi accorgo che la radio è una strada che ho incontrato lungo il corso della mia vita e che mi ha dato molto successo, ma io mi sento veramente soddisfatto solo su di un palco con la mia orchestra, mentre suono.Solo così mi sento me stesso al 100%.
D: Ha vinto nel 1995 un prestigioso Telegatto per “La migliore voce della notte radiofonica italiana”, grazie al programma “Montecarlo nights”, che conduce su RMC, da ormai 20.Le sue parole hanno allietato le notti di milioni di Italiani, qual è, ad oggi, il suo rapporto con l'altra faccia del giorno, la notte?
R: Quest'anno festeggiamo i 20 anni di trasmissione ed abbiamo anche appena vinto il premio, Radiogrolle 2008, come migliore trasmissione della notte! Sono orgoglioso del successo che questo programma sta portando avanti nel tempo, ma non penso mai a quanto possa piacere la mia voce, in questo spazio, io voglio prevalentemente ricreare una sorta di isola virtuale, in cui i miei ascoltatori possono rifugiarsi e rilassarsi, dopo lo stress di un intera giornata.
Ed il fatto che venga trasmesso durante la notte agevola l'ascolto, infatti quando cala il sole, noi tutti prestiamo più attenzione ad ogni suono.
Questo è quello che mi piace della notte, è un luogo, dove tutti noi siamo più veri e dove anche io ascoltandomi, posso ritrovare più facilmente me stesso.
D: Lei ha condotto anche alcune trasmissioni televisive ed è stato ospite di altre, quali il Maurizio Costanzo Show, Kitchen, etc…Avrà notato come, nel tempo, diminuisca sensibilmente lo spazio in tv, per ciò che è di qualità. Questo vale anche per la musica e le produzioni radiofoniche. Il decadimento del gusto, va di pari passo col consumismo sfrenato?
Ovvero, propinare programmi e musica, facilmente piacenti, è più semplice, ma non induce a scegliere qualcosa che “vale” solo in “apparenza”?
R: Certo che propinare programmi e musica “commerciali” è più semplice e fa parte di un disegno consumistico più ampio, di cui è vittima tutto il nostro paese.
E' anche vero, che non tutto ciò che è ad esempio musica pop, è di “bassa qualità” anzi, nella storia della musica, il pop ha lasciato perle memorabili.
Purtroppo lo spazio dedicato a programmi radiofonici che offrono musica di qualità, quali jazz, blues, è ridotto, ma è anche vero che oggi abbiamo una vasta gamma di stazione radiofoniche tra cui scegliere e se non dovessero soddisfarci potremmo sempre ricorrere alla musica sul web!
D: Un nuovo album “Devil”, una nuova sfida: “Suonare con l'orchestra di Montecarlo nights, è in assoluta controtendenza, rispetto al modo di interpretare la musica oggi”. Cosa può dirci di più riguardo a questo album?
R: Devil il mio ultimo lavoro, prende il nome dal singolo omonimo, che ho scritto dopo aver visto il film “Ray”, che racconta la vita di Ray Charles.Ho voluto giocare con la figura del diavolo, che in fondo un po' mi rappresenta, è la parte più divertente e più giocosa della mia identità. Al mio fianco ho voluto come figura femminile Sara Jane Morris, che rappresenta perfettamente il diavolo al femminile…grazie anche ai suoi inconfondibili capelli rossi.
E' un album in controtendenza sì, ma in parte anche un omaggio alla grande musica del passato.
D: I suoni del suo ultimo album, sono da lei definiti “Hot and cool”, un connubio perfetto tra sonorità moderne e melodie classiche, che reinterpreta. Vere e proprie perle della storia della musica, come Michelle, Bluemoon: perché “scomodare” delle pietre miliari della musica? E' notoriamente difficile che l'orecchio dell'ascoltatore accetti di buon grado, rivisitazioni di pezzi a cui è profondamente legato.Punta quindi, esclusivamente su di un ascoltatore qualificato, in grado di apprezzare?
R: Ho scelto di inserire in questo nuovo album, cinque nuovi pezzi, scritti da me e arrangiati da Gabriele Comeglio, due ballads ed un pezzo dedicato ad un amico.
Ho affiancato al nuovo, alcuni classici rivisti e reinterpretati, della grande storia della musica.
Io però, non ho pensato che dovessero essere rivolti più ad un tipo di ascoltatore, piuttosto che ad un altro.
In fondo quando crei musica, la crei e basta. Non pensi a chi potresti farla ascoltare o come potresti commercializzarla.
La storia di un album non la fai tu, la fanno gli ascoltatori che decidono di amare quei pezzi oppure no.
D: Il nuovo album è uscito il 3 Ottobre ed il 4 ha presentato il suo nuovo progetto, con un concerto speciale al Blue Note di Milano. Un palco molto prestigioso, di cui la sua musica è assolutamente degna. Un buon punto di partenza per una serie di appuntamenti successivi…sono previste altre date in giro per l'Italia?
R: E' stata una fantastica serata, sold out, in cui più che presentare l'album abbiamo suonato, divertendoci con il nostro pubblico affezionato. Ho cantato con al mio fianco la prestigiosa orchestra di Montecarlo Nights e a sorpresa, ho realizzato un duetto con il mio amico, presente in sala, Mario Biondi. L'ultimo pezzo è stato eseguito con la mia amica Sara Jane Morris.
Sono previste alcune date prossimamente, il 15 Novembre sarò all'European Jazz Expo a Cagliari e tornerò per tre nuove serate al Blue Note di Milano e precisamente il 27-28-29 di Novembre.
D: Oltre all'aspetto professionale, il lettore si aspetta sempre di sapere come sia personalmente, un personaggio noto.Ci sono artisti che fanno in modo che il proprio privato, diventi parte integrante della propria carriera. Lei come gestisce le due parti di sé stesso?
R: La mia vita privata è esclusivamente mia, senza alcuna eccezione.
Ritengo che un vero artista sappia ben distinguere i due ambiti: quello professionale, da quello personale ed intimo.
La mia musica è la mia professione, la mia famiglia è la mia intimità, che in quanto tale, deve rimanere esclusivamente mia.
Salutiamo e ringraziamo sentitamente questo poliedrico artista, dai mille volti, che ha deciso di regalarci un po' di sé, tra le righe di questa intervista.
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