Vasco Rossi, più forte della pioggia, conquista San Siro

Beatrice Elerdini - 13.06.2008 testo grande testo normale

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Tags: Vasco Rossi,San Siro, Milano,Musica on the road,Guido Elmi,Massimo Riva,chitarrista,pioggia,Jammin Festival,Fans,Decibel,Qui si fa la storia,Spinoza,filosofo

Vasco Rossi, torna a Milano, nella patria del rock, ancora una volta, conquistando 70'000 fans.
Il rocker di Zocca, è più forte delle sventure e si riconferma il numero uno, l'unico, capace di riempire lo stadio Meazza, per due sere consecutive.

Vasco Rossi finalmente ce l'ha fatta. San Siro è caduto ai suoi piedi ancora una volta, Milano sarà sua, per ben due date, ovviamente sold out. Più forte della sfortuna che l'anno scorso gli ha impedito di esibirsi sul palco del Jammin Festival, più forte dei 78 decibel imposti dal TAR, il Blasco conquista per l'ennesima volta il tanto ambito stadio Meazza, lo stesso in cui iniziò la sua prima estate da Rocker unico ed assoluto.
Era il 1990 e con solo due concerti, Milano e Roma, si mise in testa la corona di re del Rock, senza abbandonarla più, nonostante i diversi pretendenti al trono, primo in ordine di importanza Ligabue. Sono le 20.40 del 6 Giugno 2008, prima serata delle due date milanesi, lo spettacolo si accende e la voce di Vasco recita così: “Chi detiene il potere, ha bisogno che le persone siano affette da tristezza, noi allora siamo qui per portarvi gioia!”, con queste celebri parole del filosofo Spinoza, partono le prime note di “Qui si fa la storia”, nonostante una pioggia incessante non dia segnali di tregua.
Gli oltre 70'000 fans presenti, si lasciano andare ad urla di benvenuto, mettendo a dura prova i pannelli fonoassorbenti, posti sul terzo anello proprio per contenere il suono.
Il concerto è forte, determinato, in altre parole è Rock n'roll puro, un live show nuovo, unico, un'esperienza straordinaria ed irripetibile, un vero e proprio miracolo dopo trent'anni di musica on the road. Il merito di trasformare ogni tour in un qualcosa di autentico, è indubbiamente del produttore artistico di Vasco, Guido Elmi: insieme divengono un'unica mente creativa, in grado di realizzare ogni volta un'opera d'arte nuova ed affascinante. Il re del rock, dà inizio alla musica ed è in perfetta forma fisica e vocale, non presenta alcun segno di cedimento e grazie al suo perfezionismo estremo, il live è irreprensibile, senza problemi, né inconvenienti.
La scaletta che vanta ben 30 canzoni per quasi tre ore di musica, è in grado di soddisfare tutti i fans, persino i più esigenti. Sì perché il pubblico di Vasco è estremamente eterogeneo, ci sono cinquantenni e ragazzi giovanissimi, stranieri ed italiani di ogni regione, tutti stregati dal fascino irresistibile del rocker di Zocca. Il suo segreto? Poche parole, molta musica e soprattutto tanta sincerità.
Il cantante emiliano on stage, cerca di essere quello che è: un uomo di 56 anni con poche certezze e molti dubbi, che trasmette tutta la sua energia sul suo pubblico, lasciando anche trasparire le angosce che lo animano. Sarà per questo che i fans si riconoscono in lui, nelle sue canzoni e quando intuiscono un pezzo alle prima note, cantano a squarciagola liberando le proprie emozioni al cielo.
Molti sono i pezzi intensi, “Un senso”, “Vivere” e “Sally” in una nuova versione esclusivamente voce – piano, di forte impatto. Molte sono anche le canzoni dell'ultimo album “Il mondo che vorrei”, ben otto pezzi, non mancano alcune chicche del passato, “La noia”, “T'immagini” e un paio di medley per non deludere nessuno. Immancabile prima del saluto ufficiale con “Albachiara”, è il saluto all'angelo della chitarra, il più grande amico del Blasco, Massimo Riva, con “Canzone”.
Questa è la verità del Sig. Rossi: le emozioni forti che corrono sul filo della sua voce e i suoi occhioni azzurri che non sanno mentire.

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