Giuseppe Galato - 15.05.2008

Data sold out per Serj Tankian, voce dei System Of A Down, nel suo unico spettacolo italiano all’Alcatraz di Milano.
A sei mesi dall'uscita del suo primo album solista, "Elect The Dead" , registrato quasi interamente da solo con l'ausilio di alcuni amici tra cui il suo già collega musicale John Dolmayan, batterista dei System Of A Down ed ora anche degli Scars On Broadway insieme al chitarrista e cantante Daron Malakian (proveniente anche esso dall'avventura System Of A Down), Serj ripropone l'album per intero al pubblico italiano.
Apre il concerto la band inglese InMe. Gli InMe sono un trio sfavillante che fa della tecnica il proprio punto di forza. In particolare è il basso a creare giri armonici complessi e contornanti. La mistione di un certo Grunge rivisitato in veste Cross-Over unita ad una forte vena melodica ammalia, ma a lungo risulta ridondante trovando pochi spunti interessanti, anche se dal vivo la band riesce a coinvolgere con una performance carichissima.
A questo punto il tutto si blocca. Inizia un lungo ed estenuante soundcheck che davvero rende l'attesa insopportabile.
Dopo circa un'ora finalmente la band sale sul palco annunciata dalle note di "Into (Ipod Intro Roll)" e "Sounds Of War" .
"Empty Walls" apre il concerto con la sua carica distruttiva. Il pogo non si spreca, i cori del pubblico nemmeno. Si continua con le splendide atmosfere tra l'acustico e l'elettrico di "Feed Us" . Con i coretti di "Lie Lie Lie" Serj riposa per un attimo la voce solo per poi tornare alle note altissime di "Saving Us" . Ed è la volta di "Baby" , uno dei migliori brani dell'album che dal vivo acquista maggiore enfasi tanto da commuovere. "Sky Is Over" apre a "Praise The Lord And Pass The Ammunition" , forse un brano meno interessante ma che dal vivo trascina il pubblico con i suoi controcanti. Con "Money" torna il pogo violento. L'Alcatraz trema. Per poco. "Elect The Dead" svela il lato tranquillo di Serj Tankian con questo brano tanto delicato quanto sofferto. "Ipod Track 4 (Abough - Rumble)" introduce il testo ambientalista di "Honking Antelope" , altro brano degno di nota. "Beethoven's Cunt" chiude il concerto.
Ma è il momento del bis. "The Unthinking Majority" , primo singolo estratto dall'album, prorompe in tutta la sua potenza. Chiude la cover dei Dead Kennedys "Holiday In Cambodia" .
Serj è stato all'altezza delle aspettative, nonostante la difficoltà di proporre una serie di brani strappa fiato l'uno dopo l'altro (anche se molte volte riuscendo nell'impresa affiancato dalle voci degli altri componenti della band). La band è ineccepibile e non fa rimpiangere i System Of A Down che, sebbene su album dimostrino di essere una delle proposte musicali più interessanti del pianeta, dal vivo non sempre riescono a dare il meglio. Peccato le continue strizzatine d'occhio modulate come saluti al bassista, Mario Pagliarulo, di Napoli (chiamato da Serj "Super Mario") le quali, tante e troppe volte, hanno scatenato campanilistiche urla dal pubblico.
Ma, soprattutto, peccato per la brevissima durata del concerto: un'ora esatta, compreso il bis.
Per non parlare della fuorviante promozione italiana del tour, la quale prometteva, in maniera del tutto ingannevole, accostate ai brani di "Elect The Dead" anche canzoni provenienti dal repertorio di Serj con i System Of A Down.
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