Annalisa Esposito - 02.01.2008

l'11 dicembre 2007 è uscito "Grigia è Napule" nuovo album di Pino De Maio. Undici testi scritti da Salvatore Palomba attraverso i quali De Maio e lo stesso Palomba raccontano di speranze e testimonianze riguardanti la città partenopea, tra classicità perduta e modernità non globalizzata.
l'11 dicembre 2007 è uscito "Grigia è Napule" nuovo album di Pino De Maio. Undici testi scritti da Salvatore Palomba attraverso i quali De Maio e lo stesso Palomba raccontano di speranze e testimonianze riguardanti la città partenopea, tra classicità perduta e modernità non globalizzata.
D: Per prima cosa, chi è il braccio e chi è la mente?
R: Pino De Maio: Non c'è nessuna mente e nessun braccio ci sono solo due espressioni artistiche che si fondono, in un'unica identità " la canzone " fatta di parole e musica. Ovviamente potrei indicare me nel braccio semplicemente perché chi dovrà divulgare e far conoscere dal vivo queste opere sarà il sottoscritto.
R: Salvatore Palomba: Non c'è un braccio e una mente. Le composizioni partono dal testo poetico, così come nella tradizione della canzone napoletana, e poi su questo il compositore (Pino) crea la musica.
D: Il titolo di questo disco "Grigia è Napule" rimanda a sensazioni amare, quasi tristi. Sono queste le sfumature che appartengono all'odierna città partenopea?
R: Pino De Maio: Tante possono essere le interpretazioni che si possono dare a questa canzone, a seconda di chi l'ascolta, del momento che vive, dello stato d'animo in cui si trova. Di certo il maestro e poeta Salvatore Palomba, che ha scritto la famosissima "Carmela" musicata da Sergio Bruni e cantata praticamente da tutti, anche dalla grande Mina, ha giocato e gioca con una sorta di doppio senso poetico, quasi una metafora, si parli di Napoli o della donna Carmela. Grigia è Napule, potrebbe ad un primo ascolto far da pensare alle difficoltà che Napoli non riesce a risolvere, ma potrebbe anche raccontare di una coppia matura, forse in crisi e che sente il peso degli anni che passano, dei ricordi, dei " Belli tiempe ‘e ‘na vota", potrebbe essere il ricordo nostalgico della giovinezza che non tornerà più, o più semplicemente il canto di chi ha perduto l'amore e vede tutto grigio; sempre meglio che vedere tutto nero. Ma c'è una frase, nella canzone che ci lascia sospesi ed è " Grigie è stu mare blù".
R: Salvatore Palomba: L'aggettivo "grigio" accostato a Napoli è stato usato, prima di me da Beniamin e Ortese , io l'ho usato perché talvolta mi sento oppresso dal degrado della mia città.
D: La canzone "Maria Luna" racconta la storia di una ragazza che dopo aver visto morire tra le sue braccia un compagno di scuola non trova la forza per tornare alla propria vita. Episodio di cronaca amara e nera che ritroviamo spesso sulle pagine dei giornali, soprattutto locali. Quanto vi ha influenzato la realtà quotidiana nella stesura di testi e musica?
R: Pino De Maio: questa è una domanda cui deve rispondere principalmente chi ha scritto la parte letteraria io personalmente ho cercato di trovare una formula musicale tale da raccontare la storia nel modo più naturale e semplice possibile, di farla arrivare con immediatezza all'ascoltatore. Non a caso ho scelto una formula musicale come" la ballata".
R: Salvatore Palomba: L'album racconta anche la Napoli di oggi, è quindi naturale che certe cronache mi abbiano influenzato.
D: In "Grigia è Napoli" si racconta di una città che è ancora "mille culture". Quali vi appartengono?
R: Pino De Maio: personalmente mi appartengono quelle di chi ama profondamente questa città senza usarla, di chi lavora silenziosamente, di chi parla poco e fa i fatti.
R: Salvatore Palomba: mi appartengono certamente le culture dell'amore, della tolleranza, del "carpe diem" e del bisogno di poesia che ,anche se in modo labile, ancora c'è.
D: "Perdonace" invece è la canzone del fanciullo perduto, dell'innocenza smarrita, ma anche l'SOS per un pianeta che stiamo distruggendo giorno dopo giorno. Una preghiera laica, una richiesta di perdono per quanto abbiamo fatto contro sorella acqua e fratello albero. Una canzone quasi mistica direi, ma qual'è il vostro messaggio concreto?
R: Pino De Maio: anche in questo caso vorrei che rispondesse Palomba che ha scritto il testo, io ho solo cercato di tradurre in musica il senso della poesia.
R: Salvatore Palomba: Purtroppo i poeti non hanno messaggi concreti. Ho cercato solo di suscitare un sentimento di colpa per quello che stiamo facendo al pianeta. Se questo messaggio minimamente arrivasse, potrebbe forse dar vita a fatti concreti.
D: Una tracklist composta da canzoni popolari ma d'autore, malinconiche e profonde, in nome di una tradizione musicale partenopea. Ma allora perchè "Napoli non canta più"?
R: Pino De Maio: Non è solo Napoli che non canta più, credo che sia tutta l'Italia a cantare poco o niente, sono cambiati i tempi, le abitudini, le passioni, le tradizioni. I giovani d'oggi non conoscono i grandi autori, provate a chiedere ad un giovane di media cultura, per intenderci un liceale, cosa ha scritto Di Giacomo, Bovio, Capurro, Russo Viviani e vedete cosa vi risponde. Stiamo perdendo la nostra memoria artistica. Si dovrebbe cercare di recuperare questo patrimonio attraverso le scuole elementari. Allora potremmo sperare che Napoli ritorni a cantare e con lei l'Italia.
R: Salvatore Palomba: Sono i napoletani a non cantare più, ad essere diventati più ascoltatori che "cantatori", come era nell'antico mito. Certo anche per via delle nuove tecnologie , della televisione e della eccessiva mercificazione dei prodotti musicali.
D: Il 21 settembre 2007 ha avuto luogo a Napoli il Premio Renato Carosone, manifestazione diretta da Federico Vacalebre, da anni fucina di veri e propri talenti, ma il cui intento è anche quello di avvicinare e sensibilizzare la massa verso l'arte della musica. Obiettivo che ha probabilmente e a suo modo l'associazione culturale musicale "La Villanella". Ci può parlare di questa creatura?
R: Pino De Maio: l'associazione culturale " la Villanella " nasce nel 1992, uno dei principali obiettivi è quello di operare attraverso la musica, la canzone napoletana per il recupero dei minori a rischio, nella ferma convinzione che la musica è un linguaggio universale, immediato in grado di coinvolgere tutti e in particolare i ragazzi a rischio. L'intento è di farli appassionare, attraverso le note, i testi, le melodie, a qualcosa che li distolga da un contesto difficile, che gli mostri che esiste altro, che gli permetta di abbandonare abitudini delinquenziali. Il motivo principale che mi ha spinto a farmi promotore dell'iniziativa, è stato creare un qualcosa che potesse rimanere nel tempo, che offrisse la possibilità ad altri di continuare per questa via.
D: Un tempo Pino Daniele cantava "Napule è mille colori". Oggi che colore ha per voi Napoli?
R: Pino De Maio: per me sempre mille colori, le problematiche di amministrazione e di gestione politica di Napoli, non hanno nulla a che vedere con le tradizioni, il carattere, la cultura, le bellezze di una città che in ogni caso rimane una delle più belle al mondo; nonostante tutto.
R: Salvatore Palomba: Ovviamente, per me in questo momento " Grigia è Napule".
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