Zibba - Senza Smettere Di Far Rumore
Giuseppe Galato - 12.01.2008

Tags: zibba, almalibre, cantautorato, luigi tenco
Si sente da lontano arrivare una banda di paese. Deve esserci una festa. La marcia termina subito per lasciare spazio ad altro. Altro che si trasforma in altro.

Altro che si trasforma in altro. E' questa l'essenza di Senza Smettere Di Far Rumore, secondo album di Zibba registrato con la sua band, gli AlmaLibre. Un album all'insegna del melting-pop. Della mistione di generi. Di tutti i generi che hanno influenzato questo cantautore dall'aria sciatta e dannata e dalla voce vissuta. Una voce quanto mai comunicativa. E se ci sentite Bukowski in mezzo, bhè, non vi sbagliate, perché è una delle sue fonti di ispirazione insieme a Totò, Tom Waits, Rolling Stones, James Taylor, Bob Marley, Van Morrison, Robert Johnson, Sonny Rollins, la birra e la carne cotta sulla brace. Date queste premesse è logico aspettarsi un miscuglio degli stilemi più disparati.
La matrice compositiva di Zibba è di sicuro quella del cantautorato italiano, da De Andrè a Luigi Tenco fino a Paolo Conte (“Cielo”), con una strizzatina d'occhio verso il Jazz ed il Folk (“Margherita”). Fanno intrusione impianti Raggamuffin dal sapore tipicamente contemporaneo (“Nella Notte Che Verrà”), parti Rappate (“Le Ultime Dee Real”), interludi sospesi dal sapore Psichedelico (“La Fine Di Un Se”). I ritmi sono vari. Si va dai contrattempi tipici del Reggae alle ballate (“Regalami Di Te”), dalla Bossa Nova (“Real”) a ritmi più tipicamente Pop fino al Trip-Hop (“Neve D'Estate”) ed allo Swing (“Cielo”). Ci si diverte a cogliere gli omaggi nel Folk della dissacrante “La Festa Del Vino”, ci si commuove con “Anche Se Oggi Piove”, “In Una Notte Con Solo Due Stelle” e “Un'altra Canzone”, ci si ubriaca con il ritmo ed i sassofoni sghembi de “La Karimba Di Natale”, vicina a Vinicio Capossela.
“La Fine Di Un Sé” è probabilmente il brano migliore dell'album, mossa tra una strofa lenta, caratterizzata dall'incalzare delle campane, che sfocia in un ritornello ritmato ed arricchita da un interludio psichedelico che sospende il brano per un attimo solo per poi riaccendersi.
Gli AlmaLibre sono una band eclettica e professionale che riesce a muoversi fra gli stili più disparati con disinvoltura, anche all'interno di un unico brano. Brani che evolvono nel tempo. Le melodie di Zibba non sono mai scontate. Sono intelligenti, ponderate e varie. E' un artista a tutto tondo, che non si ferma di fronte a nulla o si rinchiude dietro delle mura senza esplorare vari campi ed osare. E questo suo eclettismo è dimostrato anche dei suoi tanti progetti paralleli, dal suo essere un polistrumentista, dalla sua passione par la pittura, la fotografia e la scrittura.
Non mi meraviglierei di trovare nel prossimo album parti Metal e Punk, se solo Zibba iniziasse ad ascoltare questi generi musicali. E mi auguro lo faccia, perché sarebbe davvero interessante vedere in che maniera questo sagace compositore interpreterebbe stili anche lontani da quelli che permeano la sua musica oggi.
Da segnalare il RAINDOGS, un progetto di cui ne è gestore insieme a “mr. Garcia”. Un “contenitore” (come lo definisce lui) di “musica, teatro, cinema e mille altre attività legate all'arte”.
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