Tetes de Bois: impegno e poesia parlando di lavoro.
Fabio Dalmasso - 07.12.2007

Tags: Tetes de bois, concerto Monfalcone, diritti del lavoro
Raffinatezza, poesia, impegno, rabbia: i Tetes de Bois sono tutto questo e il concerto del 17 novembre al Teatro Comunale di Monfalcone (GO) è stata una ghiotta occasione per ascoltare dal vivo i brani del loro ultimo cd, Avanti pop, premiato con la Targa Tenco nel 2007.

Raffinatezza, poesia, impegno, rabbia: i Tetes de Bois sono tutto questo e il concerto del 17 novembre al Teatro Comunale di Monfalcone (GO) è stata una ghiotta occasione per ascoltare dal vivo i brani del loro ultimo cd, Avanti pop, premiato con la Targa Tenco nel 2007.
Definire musicalmente i Tetes de Bois è impresa ardua: forse, meglio di tutte le categorie ed etichette, parlano per loro i premi vinti nel corso della carriera. Targa Tenco nella sezione Interpreti vinta nel 2002 con l'album Ferrè, l'amore e la rivolta; premio PIMI (premio Italiano per la Musica Indipendente) indetto dal M.E.I. per il miglior tour del 2007; Targa Tenco, per la seconda volta, nel 2007 con la loro ultima fatica, il cd Avanti pop. Una carriera all'insegna dell'impegno che, nel corso degli anni, ha saputo coniugare una musica mai conforme a temi importanti, affrontati con una buona dose di realismo ed ironia.
Il 17 novembre 2007 il tour dei Tetes de Bois ha fatto tappa al Teatro Comunale Monfalcone (GO) per la sesta edizione della rassegna ContrAzioni, ricca e interessante serie di eventi dedicata al tema del lavoro che si concluderà proprio nell'anno che segna il centenario dei Cantieri Navali di Monfalcone, simbolo di lotta per la tutela del lavoro e dei diritti.
In questo contesto i Tetes de Bois hanno dato vita a uno spettacolo – concerto molto intenso con brani attinti sia da Pace e male del 2004 che dall'ultimo (e bellissimo) Avanti Pop, il cui omonimo brano ha aperto la serata: “Quelli che sono morti perché erano anarchici, perché anarchici di cuore…Avanti pop, alla riscoop, bandiera rock, bandiera rock…”.
La voce roca di Andrea Satta, vero personaggio da palcoscenico, ha introdotto ogni canzone spiegando i motivi che hanno spinto il gruppo romano a incidere brani come La Leva (“Gira gira quella leva, spingi a fondo quel bottone, tu non sai quel che fai, te lo ordina un padrone”), ), La zolfara (“Spara prima la mina, mezz'ora si guadagna: me ne infischio se rischio che di sangue poi si bagna: tu prepara la bara, minatore di zolfara”) o Andare camminare lavorare, tutti accomunati dal tema del lavoro: dallo sfruttamento all'alienazione, passando per i diritti negati e la morte che quotidianamente visita i luoghi di lavoro, i Tetes de Bois hanno raccontato il passato e il presente del lavoro, accompagnati dai disegni sulla sabbia creati in diretta e proiettai su uno schermo alle loro spalle.
I brani dei Tetes de Bois non sono mai banali: con una maestria che pochi altri gruppi hanno saputo e sanno dimostrare, la band romana riesce nel difficile compito di unire tradizione, innovazione, impegno, poesia ed ironia; i testi, anche quando si ispirano ad avvenimenti passati o riportano in luce letterature sconosciute ai più (come in Sa mondana commedia), sanno essere sempre attuali, puntuali nella loro denuncia diretta o nella metafora che fa nascere un sorriso amaro tra il pubblico che percepisce l'ironia dei Tetes de Bois.
Il concerto al Teatro Comunale di Monfalcone si è concluso con due brani estremamente coinvolgenti: Vomito, una bellissima presa in giro del conformismo italiano, e con la poetica e sognante Le rane, una dolcissima ballata che ha salutato un pubblico soddisfatto per aver assistito a un concerto che non è stato solo musica, ma impegno e poesia, proprio come i Tetes de Bois.
Per chi fosse interessato è possibile consultare sul sito del Teatro Comunale di Monfalcone, i prossimi appuntamenti di ContrAzioni, vivamente consigliati per chi si trova nelle vicinanze.
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