Arecibo, una band venuta dallo spazio - Intervista ad Marilena Anziani, cantante del gruppo

Alessandro Bianchi - 23.12.2006 testo grande testo normale

Tags: Arecibo, Engram, Audiosfera, MEI

Un nome che deriva direttamente da uno dei più grandi osservatori esistenti al mondo, collocato nell'isola di Portorico, un cd "Audiosfera" che vaga e fluttua in diversi generi, con diversi ritmi fino a far perdere e fluttuare l’ascoltatore in quelle atmosfere così delicate.

Un nome che deriva direttamente da uno dei più grandi osservatori esistenti al mondo, collocato nell'isola di Portorico, un cd "Audiosfera" che vaga e spazia in diversi generi, con diversi ritmi fino a far perdere e fluttuare l'ascoltatore in quelle atmosfere così delicate. Questi sono gli Arecibo.

Il gruppo, di origine lombarda, si forma attorno al 1998 e sin da subito si distingue per le sue sonorità e atmosfere. Audiosfera è un viaggio lento, riflessivo con testi e sonorità che portano l'ascoltatore a "vivere il tempo". Nel disco troviamo anche l'utilizzo di strumenti etnici impiegati in maniera ingegnosa, che rendono ancor più penetrante e unico il sound del gruppo.

Gli Arecibo non hanno paura di sperimentare e lo fanno attraverso suoni psichedelici e surrealisti come in "Engram" oppure in "Così lontano"; all'interno del cd però si possono trovare anche pezzi più rockeggianti come "Con tatto" o "Butterfly". Oltre agli undici brani il cd contiene anche tre tracce rom dei video: "Engram" (nella versione inglese), "Gocce" e la stupenda "Butterfly".

Marilena Anziani, la cantante del gruppo, ci ha gentilmente concesso questa intervista.

Recentemente (25/11/2006) al MEI di Faenza avete vinto un premio offerto dalla Edel, di cosa si tratta?
Marilena: L'anno scorso abbiamo partecipato ad una selezione organizzata dalla Edel con la collaborazione del Mei e di Audiocoop e siamo entrati a far parte dei 50 artisti emergenti italiani che hanno dato vita alla compilation I-ndipendente messa in vendita su I-Tunes. L'iniziativa ha avuto molto successo: la compilation ha raggiunto il 6° posto nella classifica vendite su I-Tunes. Visto il riscontro così positivo la Edel ha organizzato un'ulteriore selezione tramite votazione su internet e da qui sono uscite 15 canzoni tra cui la nostra "Engram". Con questi 15 brani la Edel farà uscire anche un'edizione stampata della compilation I-ndipendente. Al Mei siamo andati a ritirare una targa che testimonia la nostra partecipazione a questa iniziativa. Ovviamente ne siamo molto felici: I-Tunes è una vetrina internazionale e ci fa un sacco piacere sapere che il nostro brano, insieme a tanti altri rappresentativi della musica alternativa italiana, è stato scaricato in tutta Europa.

La Edel ha confermato l'intenzione di pubblicare un'edizione stampata della compilation, ve l'aspettavate tutto questo successo?
Ormai per esperienza non ci aspettiamo mai nulla e quindi è stata una piacevole sorpresa. Non solo per la nostra "Engram": siamo felici che ci sia stato questo interesse per "un'altra" musica italiana, quella che non si sente a Sanremo o nelle principali radio. E' un segnale che speriamo venga colto da molti addetti del settore discografico e musicale in genere. C'è voglia di nuovo...

Precedentemente avete vinto il concorso Onde Elettriche e Le Trottoir, organizzato dal prestigioso locale milanese: un sacco di premi in quest'ultimo periodo! Manca ancora qualcosa?
Mah... non saprei! Alla fine questi concorsi che facciamo sono principalmente delle occasioni per portare in giro la nostra musica, visto che non ci sono tanti spazi per farlo. Vincerli o meno non cambia considerevolmente la nostra vita. Continuiamo a scrivere e a suonare come prima... diciamo che sono occasioni per divertirsi un po', visto che si conosce un sacco di gente, altre band e musicisti e ci si fa conoscere un po' di più. E' innegabile poi che avere un riconoscimento ufficiale fa piacere: è un segnale che ci rassicura sul fatto che quello che vogliamo trasmettere arriva a qualcuno, e questo è molto!

Engram ha avuto un successo strepitoso, cosa significa per voi questa canzone?
E' un pezzo molto intenso per noi. E' anche il più "internazionale": sul nostro cd "Audiosfera" c'è infatti anche la versione inglese di "Engram", che accompagna lo splendido video in 3D di Lele Rainoldi.

Siete legati particolarmente a qualche vostra canzone?
Siamo legati in modo diverso a tutte... "Il bimbo al telaio" è la canzone scritta per Amnesty, "Per te" è quella che ci accompagna dall'inizio della nostra avventura, "Così lontano" è quella con cui abbiamo vinto il premio della critica di Fausto Mesolella ad Aversa ed è la prima canzone in assoluto che abbiamo scritto io e Giorgio, nel lontano 1998, "Pattini" è la prima canzone che abbiamo messo a disposizione sul web in versione acustica voce e chitarra. Poi l'abbiamo per un po' abbandonata... ora invece l'abbiamo riarrangiata con 3 voci e ci piace un sacco... dipende anche dai momenti!

E' vero che è stata proprio Elisa a scegliervi per l'apertura del suo concerto a Prato della Valle? Come è stato esibirsi davanti a 40.000 persone? Come mai la collaborazione con Elisa non è andata avanti per altre tappe?
Elisa ci ha scelto tra gli artisti di Amnesty per aprire il concerto in occasione della settimana dei diritti umani. Era una situazione speciale... in quel periodo Elisa non era in tour, stava lavorando a Lotus. Non c'è stato un seguito perché le collaborazioni continuative nel live vengono decise di solito dalla casa discografica. E' stata comunque un'esperienza indimenticabile, e che ha ancora degli strascichi: siamo ancora in contatto con molte persone che abbiamo conosciuto in quella occasione... diciamo che abbiamo qualche amico in comune con Elisa.

Progetti per il futuro?
Tanto live e un nuovo cd... ma non saprei ancora darti dei tempi per la realizzazione.

E' vero che la vostra formazione sta per cambiare? Qualche elemento nuovo.. Qualcun altro che forse se ne va?
Diciamo che la nostra formazione è sempre stata molto elastica e multiforme. Io e Giorgio Andreoli ci siamo sempre, siamo il perno degli Arecibo attorno a cui ruotano molti collaboratori. Con noi da tanto tempo c'è Fiamma Cardani alla batteria che ci accompagna sempre nelle situazioni live. In studio però c'è stato anche l'importante intervento di Diego Corradin nello sviluppo delle linee ritmiche. Le linee di basso le ha create Cosimo Dell'Orto che, essendo molto impegnato sul lavoro, non può seguirci nel live; così è entrato nella "grande famiglia" Luciano Santoro, che però è ufficialmente il bassista di un altro gruppo (ex Guilty Method). Dall'anno scorso è entrata in pianta stabile anche una corista, Elena Zoia, e da pochi mesi Michele Fiarè al didgeridoo. In alcune situazioni non riusciamo ad andare tutti quanti, allora ci riduciamo elasticamente adattando i brani ad una formazione più scarna. In altre invece addirittura ospitiamo degli amici, come Andrea Fantozzi, splendido chitarrista classico che ogni tanto si fa una suonata con noi. Sul cd hanno collaborato anche Phil Drummy e Marco Brioschi... siamo veramente in tanti, a contarci tutti!

Cos'è la musica per gli Arecibo?
Che domandona!! Musica è una parola che racchiude talmente tanti significati da rendere molto difficile la sua spiegazione. La Musica è Musica... meglio ascoltarla che parlarne...

Per finire concedimi una domandina un po' provocatoria: gli Arecibo hanno deciso di aderire al progetto Impatto zero, poi la partecipazione a "Voci per la libertà" (compilation di Amnesty International), i brani dai contenuti terreni, umani, che parlano d'amore e di lontananza; insomma gli Arecibo non saranno un po' troppo "buonisti"?
Non è secondo me questione di essere buoni; è che siamo arrivati ad un punto in cui è difficile nascondere ancora la testa sotto la sabbia. Quando ci si rende davvero conto di certe cose che non vanno sul nostro pianeta e nella nostra società non è più possibile chiudere gli occhi o nascondersi dietro a bei discorsi. Non si può fare a meno di agire concretamente, facendo anche qualche sacrificio in prima persona. Viene naturale, ed è un atteggiamento che traspare da quello che si fa. Facciamo semplicemente quello che ci sentiamo di fare, come esseri umani, prima che come musicisti.

Ci sono strade senza voce, ma quella degli Arecibo è senza tempo, infinita...



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