Paolo Agosta - Nuove strade - Tratto da w2m.it'

Whipart - 23.07.2005 testo grande testo normale

Tags: Paolo Agosta ,Nuove strade

Leggendo la biografia di Paolo Agosta sembra quasi incredibile che sia riuscito a fare tante cose negli ultimi dieci anni! Decibel Groove, Zen e Sungift sono tre dei progetti a cui ha partecipato, Vasco Rossi e Bob Geldof due dei nomi a cui ha fatto da supporter in tour, Oroc la sua personale fotografica in mostra a Milano e Roma...

Un artista davvero prolifico, un cantautore che finalmente approda nei negozi di dischi con un lavoro, Nuove strade, lanciato verso un meritato successo.
Fin dalle prime note dell'opening track Io e te si avverte l'influenza di gruppi quali Coldplay e Radiohead, con - a mio avviso - un pizzico dei Timoria immediatamente post-Renga, quelli dell'ottimo 1999 tanto per intendersi.
Questo pezzo ha un gran bel sound, gli strumenti sono meno patinati rispetto al resto dell'album, più grezzi, ma per questo anche più veri: ottimo in particolare il lavoro della batteria che regge da sola tutta la struttura della canzone, i suoi continui cambi di ritmo, il continuo alternarsi di up e down tempo, facendo il lavoro sporco e dando forte risalto alla bella chitarra solista.
La seguente Mondo di plastica parte con un pianoforte che tocca il cuore e con un cantato che strizza l'occhio a chi amava i lenti dei Lunapop, ricordando non troppo vagamente il Cremonini di Un giorno migliore... anche se con testi un po' più ricercati.
Di renghiana memoria la terza traccia di Nuove strade, intitolata Punto a capo, un pezzo decisamente accattivante che credo potrebbe essere un ottimo secondo singolo per promuovere l'album.
E' poi la volta di Luce, forse la mia preferita, con le sue atmosfere oniriche in continuo crescendo fino alla cavalcata grintosa del ritornello...
davvero bella! Si scivola poi attraverso la non indimenticabile Quattro parole dolci per approdare al primo single estratto dal CD: L'immensità, il cui suono gode dell'influenza marcata del periodo Pop dei mitici U2 e di quello Amorematico dei Subsonica...
pezzo aggressivo, testo efficace, voce efficiente.
Attraverso La cosa giusta si approda alla title track Nuove strade, che farà battere certamente il cuore di migliaia di ragazzine.
Molto bella la versione unplugged di Mondo di plastica che odora molto più di Oasis e meno di Lunapop rispetto alla gemella elettrica.
Quando pensi di sapere già tutto di questo CD ecco che vieni sorpreso dalla splendida L'ambiguità, che finalmente posso definire un pezzo alla Agosta, privo di influenze marcate e dotata di forte personalità.
Rientriati in zona elettronica filo-subsonica con Linea di confine, superato a volo radente il pop rock britannico con l'apprezzabile Vivo, planiamo sulle dolci note di Principessa, una bella composizione dedicata ad una "dolce stronza" di quelle che tutti quanti noi abbiamo avuto come croce e delizia nel corso della nostra vita: un'altra track che vi consiglio di ascoltare.
Il lavoro si chiude con Essere (più di quello che ho), che segna e condensa il punto di svolta tra l'adolescenza e la maturità, tra la ricerca del branco e il rafforzamento dell'ego, tra la paura e l'accettazione dei propri limiti...
Dopo alcuni minuti di silenzio, una hidden track che è una lettera d'odio (direi che il titolo potrebbe proprio essere Odio), dove la voce di Agosta tocca il picco assoluto di tutto questo lavoro: un pezzo che dispiace resti nascosto, perchè nella combinazione testo-musiche-voce è forse il più bello ascoltato in Nuove strade.
Nel complesso un buon lavoro, un'ottima promessa per il futuro...aspettiamo con curiosità il prossimo CD.
Nasce una stella?

Filippo Nembrini