Flower punk e il ritorno dei Senzabenza

Fabio Dalmasso - 24.05.2017 testo grande testo normale

I Senzabenza tornano sulle scene punk rock italiane con Pop from hell, un album che conferma la band come una delle migliori presenti in Italia

Il sottoscritto ha incontrato per la prima volta i Senzabenza nel lontano (ahimè) 1995: grazie a una cassetta registrata da qualche amico ebbi infatti la fortuna di ascoltare tre brani del gruppo sulla storica (e bellissima) compilation Flower Punk Rock, un ritratto della scena punk rock italiana con alcuni dei migliori gruppi italiani. La band di Latina apriva la compilation con tre brani davvero notevoli che facevano capire quali fossero le qualità del gruppo.

Oggi i Senzabenza ritornano sulla scena con questo Pop from hell, sedici brani di puro punk rock declinato nelle sue diverse definizioni che, a distanza di quattordici anni da A Bullet In Your Heart, confermano il gruppo come una delle più importanti e rappresentative band del genere attualmente presenti in Italia. Non a caso un loro album, un album, Deluxe – How To Make Money With Punk Rock, del 1997, fu prodotto dal compianto da Joey Ramone.

Basterebbe la prima traccia per far capire subito lo stile e l'attitudine dei Senzabenza: "London Town" è infatti un perfetto pezzo di flower punk con un ritornello scritto appositamente per entrare in testa e non uscirne più. Suoni e melodie ricordano altri gruppi italiani come i romani Gas, i Lazy Bones, i Manges o i Mondo Topless. Per avere ulteriori riferimenti musicali è sufficiente ascoltare la successiva "A Street Car Named Desire" grazie alla quale vengono in mente alcuni dei nomi migliori della fu Lookout Records, come The Queers e i primi Green Day.

Fedeli al suono punk rock, i Senzabenza sanno però anche aggiungere elementi apparentemente estranei al genere come le tastiere in "Do You Wanna To Bring Me Down" oppure scrivere pezzi dal sapore simil garage come "Chinese Take Away", decisamente diversa dall'omonima canzone dei The Adicts. Altri brani rispecchiano in pieno lo spirito più prettamente pop del gruppo: "Mrs. Lucy Simmons", "I Only Need you On Saturdays" e la title-track "Pop From Hell" sono ottimi esempi di come si possa fare dell'ottimo pop senza troppi fronzoli.

Da segnalare ancora "Father Jack" e "Never Really Hurts", due canzoni che non sfigurerebbero affatto su un album degli Screeching Weasel, una delle influenze più importanti dei Senzabenza quando decidono di schiacciare sull'acceleratore e dare sfogo alla melodia. Ricco di collaborazioni con alcuni dei nomi più importante della scena punk (e non) italiana, Pop from hell rappresenta un graditissimo ritorno di questo gruppo che ha scritto una parte importante della storia pop-punk italiana. Bentornati Senzabenza!

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