''Mani come rami, ai piedi radici'', il ritorno dei Modena City Ramblers

Fabio Dalmasso - 13.04.2017 testo grande testo normale

Dopo quattro anni di attesa i gli alfieri del folk-rock tornano con Mani come rami, ai piedi radici, un disco in cui la poesia e il ritmo si uniscono alla perfezione nel perfetto stile Modena City Ramblers.

Quattro anni fa usciva Niente di nuovo sul fronte occidentale e Whipart recensì l'album sottolineando come alcune canzoni non propriamente in "stile MCR" apparissero alquanto azzardate e poco apprezzabili. Con Mani come rami, ai piedi radici, invece, i Modena City Ramblers tornano a convincere pienamente grazie a tredici brani in cui i loro punti di forza vengono rispolverati e messi brillantemente in forza.

Per chi ha ascoltato i primi album dei Modena City Ramblers fino a consumarli, questo nuovo disco non può che apparire come una bella continuazione delle atmosfere evocate in quei dischi: sin dalle prime note, con "Tri bicer ed grapa", infatti riecheggiano i suoni tipici del loro combat-folk, con l'ispirazione musicale irlandese che si fonde alla realtà locale grazie all'uso del dialetto. Un attaccamento alle proprie radici e ai proprio paesaggi che emerge anche nella bella "Grande fiume", ottima ballad.

In Mani come rami, ai piedi radici ci sono tutti gli elementi caratteristici dei Modena City Rambllers e ogni loro fan può sicuramente trovare il brano che meglio lo rappresenta: per coloro a cui piace il ritmo serrato, "El Senor T-Rex" è la canzone perfetta, con richiami quasi balcanici in cui al posto dei fiati troviamo violino e fisarmonica. Ma se ci si vuole scatenare in balli frenetici e cori coinvolgenti allora non rimane che passare a "Gaucho, io e te", con quel ritornello quasi punk che sembra echeggiare l'hey ho dei Ramones, o a "Welcome to Tirana", brano che non sfigurerebbe nella scaletta dei Gogol Bordello.

Per chi invece si è innamorato del loro classico "In un giorno di pioggia" e apprezza maggiormente quelle atmosfere, il nuovo disco dei Modena City Ramblers offre la stupenda "A un passo verso il cielo" o le bellissime ninnananne le dolci ninnananne "Angelo del mattino" e "Quacet putein", canzoni che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, la maestria del gruppo nel creare atmosfere delicate e dolci.

Mani come rami, ai piedi radici, che esce per l'etichetta della band Modena City Records, è un album che farà quindi felici i molti fans dei Modena City Ramblers: coerenti con la propria storia e con le proprie idee, i MCR hanno scritto un disco che rappresenta un ottimo mix delle loro caratteristiche, con classici brani stile Pogues e altri molto più calmi in un susseguirsi di atmosfere che conferma il gruppo come uno dei massimi esponenti del folk-rock italiano e non solo.

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