Second life - La lettura digitale e il web, ecco dove dovremmo andare

Annalisa Cameli - 04.04.2012 testo grande testo normale

Tags: second life, librinnovando, imparafacile, arturo robertazzi

Effe e Marco Giacomello raccontano "l’ebook che non puzza" (se ben fatto). La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie

Dopo l'incontro con Arturo Robertazzi e Marta Traverso , Libriamotutti - il progetto dell'isola Imparafacile su Second Life - ci conduce alla scoperta di altri misteri legati agli ebook e all'editoria digitale, sfatando alcuni miti e rispondendo alcune curiosità di questo mondo per alcuni… duro da accettare.
A condurre la serata del 12 marzo con eFFe e Marco Giacomello è proprio Arturo Robertazzi (aka ArtNite), ormai a proprio agio nei suoi panni virtuali.
Si è parlato dell'ebook "La lettura digitale e il web" , a cura di eFFe, e di come si sta digievolvendo il rapporto uno e trino fra autore/editore/lettore.

A. eFFe, il titolo del tuo contributo al libro è proprio "L'ebook nn puzza". Perchè
F. È un campo minato, dove si confrontano tradizione e innovazione. Questo perchè l'editoria è uno dei pilastri della produzione culturale ed è comprensibile come sulle dinamiche di produzione, progettazione, distribuzione, si scontrino diverse posizioni.
Il titolo è una provocazione, per tutto il primo anno di arrivo gli ebook (che da noi arrivano nell'estate 2010) l'argomento piu forte contro l'editoria digitale è che questa esperienza nn riusciva a ricalcare l'estetica dei libri su carta. Premesso che io non ho intenzione di abbandonare la lettura su carta, questo non nega che l'ebook offra una lettura diversa, che va approfondita, che può essere messa affianco di quella tradizionale.
Il titolo quindi si riferisce a chi dice che non legge ebook perchè "non ho più l'odore della carta", ho quindi ribaltato affermando che l'ebook nn puzza, se volete l'odore della carta comprate carta da parati, i libri sono un'esperienza di piacere, di lettura, di apprendimento, i libri non sono la carta, non sono principalmente un'esperienza tattile.

A. Come cambia il rapporto lettore/libro
F. Cambia radicalmente perchè cambia l'oggetto, e di questo va presa consapevolezza, il libro come carta cessa di avere senso, ciò che conta è la storia, il contenuto, e questo contenuto su di uno strumento digitale apporta delle novità rispetto a ciò cui eravamo abituati.
La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie

A. Cosa sta cambiando nell'editoria e perchè c'è tanta paura del digitale
M. In questa particolare epoca c'è un grande cambiamento, poichè nn cambia solo il contenuto (dal libro al dvd o alla musica) ma cambia anche il contenitore. Il problema fondamentale sono due, il primo i problemi tecnici di adattabilità a un nuovo modo di leggere e imparare ed il secondo dato da un problema giuridico: negli ultimi 80 anni c'è stato un problema di dislocazione temporale, c'è la tecnologia che cresce, ma il mondo del diritto dell'editoria, come si può produrre cultura, è rimasta molto antiquata. In questo caso è ancora più difficile stare dietro agli ebook. Si è cercato di chiudere in categorie come per l'analogico per prodotti digitali, e si applica una legge del 1941, lontanissima dal mondo digitale.
Il progesso ce l'abbiamo gia in mano, dobbiamo crederci, dobbiamo puntare però ad una nuova gestione dei diritti digitali, sia dal punto di vista della creazione, permettendo agli autori di autopubblicarsi, creare consapevolezza sopratutto in chi scrive, poichè il momento è propizio per cambiare, e non bisogna rimanere indietro.
Ad esempio i famosi DRM, i sistemi di protezione anticopia, che tanto hanno fatto male al mercato della musica e anche ai film, le ultime le chiusure dei siti di streaming… i nativi digitali crescono e nascono con la convinzione che tutto deve essere in rete, gratuito e di qualità, ma le leggi antiquate hanno bloccato questa crescita per tutelare i diritti di poche lobbi e facendo credere che il tutto sia chiuso in un cerchio legato a una logica vecchia del "tutti contro tutti", non ci si apre a licenze alternative, collettive, di condivisione.
Lawrence Lessig, scrittore americano, visionario, fondatore di Creative Commons, ha scritto "i miei figli stanno crescendo con la cultura dell'illegalità e il mercato ne risentirà".

A. Ci sono quindi errori di gestione del mondo editoriale, lento ed incrostato, quali sono le innovazioni che dobbiamo aspettarci
M. In questo momento c'è una fortissima interazione fra autore e lettore e questa deve crescere sempre di più. Il social reading, la lettura condivisa, mette in contatto autori e lettori, questo è importantissimo, è una rivoluzione, una scoperta eccezionale che permette di parlare con l'autore, inmmaginabile in passato.
Il mercato è stagnante perchè molti editori hanno paura, sopratutto i più grandi, hanno l'esempio della musica, e si ha paura che il digitale possa portare via fette di mercato, portare meno introiti, ma facendo così si incetiva la pirateria.
Anzi, la pirateria continuerà ad aumentare se le cose rimarranno così come oggi, ovvero con il costo degli ebook alti in Italia più che nel resto del mondo, la scarsa reperibilità (spesso non si trovano libri in formato ebook perchè i diritti non erano ceduti, o si sta rinegoziando ecc.. e quindi si incentiva l'andare a cercare su siti di epeers), la fruibilità (è difficile trovare il formato che si adatta al tuo ereader) e la qualità di molti ebook che sono fatti male, con lettere che non si leggono, righe a capo ecc..
Sta ai nostri editori produrre libri di qualità.

A. Spesso le case editrici vedono l'ebook solo come un extra. In realtà che cos'è un ebook, che differenza c'è con un libro tradizionale
F. La domanda è ambigua perchè la tecnologia si sviluppa in maniera così rapida e ampia e raccoglie allo stesso tempo tante sollecitazioni che permette di fare così tante cose… che è difficile dare definizioni. Occorre chiedersi piuttosto che tipo di lettore si è per cercare il proprio contenitore.
Ad esempio se sono un lettore di romanzi voglio una lettura immersiva priva di distrazioni, se sono un lettore che legge saggistica o documentazione scientifica, probabilmente preferisco un tablet perchè mi consente di friure di contenuti in maniera diversa, con immagini, video, di ascoltare testi, mi consente una fruizione molto puù dedicata.
Ciò che cambia è l'idea stessa di libro, non è più un oggetto chiuso: come si diceva anni fa nella semiologia "un oggetto che dialoga con oggetti simili", il libro diventa flusso di contenuti e può prendere diverse forme.
Siamo in un periodo di meticciato, dove ci sono sia tecnologie che carta ed i nuovi paradigmi culturali scatenano discussioni fra conservatori e fra chi spinge verso l'adozione di strumenti e linguaggi più innovativi.
Quindi non dobbiamo tanto chiederci "cosa è questo e cosa l'altro", ma "a che cosa può servire questo contenuto per fare cultura".

A. Noi abbiamo ora un oggetto che da la possibilità a chi crea il contenuto di utilizzare diverse forme audio video oltre che il testo, ma ci sono gli autori che concepiscono il libro come un flusso di contenuti? Perchè finchè nn ci sono autori che pensano questo avremo sempre una semplice traduzione del cartaceo al digitale, quando in realtà un ebook non dovrebbe ssere così, si dovrebbe partire dalla concezione gia per il digitale quando si scrive
F. Più che forme di produzione è una forma di fruizione, chi ha uno smartphone può gia da tempo scaricare contenuti multimediali di vario tipo. Ora esiste maggior attenzione alla diffusine di contenuti. Un esempio ne è Pinterest, nuovo Social network: la fruizione va sempre più sull'aspetto visuale, è una tendenza con cui occorre fare i conti, a prescindere dal giudizio che si ha.
Non è comunque una tendenza nata ieri, è una mistura di linguaggi diversi, e questo già accade dalla preistoria, pensa ai graffiti del mondo antico, o la poesia in epoca greca che era cantata…
Il bello del digitale è che ti consente con un uno sforzo minimo del lettore e un costo quasi pari a zero, di accedere a un catalogo infinito di contenuti. Questa è la grande novità del digitale, è l'aver riportato l'accento sulla varietà dei contenuti.

A. Non è quindi una questione di cartaceo o digitale, è proprio un nuovo concetto, la battaglia nn c'è, il digitale ci apre la porte a un nuova idea di libro
F. Si è c'è una grande difficoltà in questo, è una caratteristica comune di queste fasi di passaggio, di queste epoche meticce, "tesi antitesi e sintesi", stiamo tutti facendo uno sforzo per una sintesi corretta, conservando gli aspetti più validi dello storico, la tesi, integrandolo con il digitale, l'antitesi.

M. Serve anche ripensare la base del ragionamento giuridico, il problema è che è arduo, anche solo per il diritto d'autore. Noi importiamo le leggi americane, e l'ultima prevede la cessione dei diritti d'autore per 120 anni, dai 70 di ora. Questa sarà una chiusura di quell'opera incredible, ma la lobbi è molto forte e riesce purtroppo a fare queste cose.

(Pubblico) Perchè dovrei appassionarmi algi ebook?
F. Gli scopi sono diversi, l'ereader non è qualcosa che appassiona, a meno che non siamo ingegneri che lo progettano, è la storia, lo sviluppo dell'argomentazione, il contenuto che ci deve appassionare.
Non ci si appassiona all'ebook, questi nulla fanno che mettere piu facilmente a disposizione un numero più vasto di storie a un pubblico sempre piu vasto, non vanno ad insistere sulla costruzione della storia, anche se questa è una possibile frontiera.
È una questione di politica culturale: il bello dell'ereader, nel medio lungo periodo, è che può diventare una opportunità di diffusione di cultura, di testi, senza paletti, comitati o saggi che decidono chi deve leggere cosa. Si può accedere a questa biblioteca di contenuti è la possibilità che noi abbiamo attraverso il digitale nei prossimi anni.
Dovrebbe essere inteso come liberazione, non come qualcosa necessariamente conflittuale, mi libero dai banalissimi e importantissimi problemi di bilancio, posso comprare libri a una spesa minore, posso portarmi dietro più libri e posso leggere in momenti in cui altrimenti non potrei leggere, posso avere libri in lingue diverse in maniera molto veloce.
Tutto ciò è una liberazione, ma non ho un nemico da combattere. Ci sono pratiche editoriali che non sono rispettose nei confronti dell'autore, si da per scontato che il lettore è stupido, che nn scelga le leture con criterio, ma seguendo le mode, chiudendolo in un contenitore chiuso.
Invece penso che i lettori abbiano la capacità e la voglia di scegliere i propri percorsi di lettura, e con il digitale è molto più semplice. Credo che i lettori che seguono le mode siano davvero pochi, ma col digitale, a maggior ragione per loro, possono liberarsi.
Questo è il campo di battaglia, non tanto per il lettore forte, ma piuttosto per quelli che non leggono o leggono solo robbaccia.

(Pubblico) Per noi abituati a leggere su internet, qual'è la differenza fra un book e gli altri formati digitali
A. Gli ebook ora in commercio sono la mera trasposizione del digitale, il sogno è avere un progetto che comprenda non solo il libro, ma un progetto con video, audio, contenuti ulteriori, integratri al testo, che vada oltre la pagina web, che non farà morire il testo, ma camminerà pararellarmente. F. È l'autore che deve pensare mentre scrive che può usare una canzone, finchè useremo degli iperlink avremo solo la trasposizione del cartaceo e basta.

A. Tornando ai diritti d'autore, si dice che "c'è gente che ci sopravvive coi diritti"
M. Non è vero perchè spesso accade che gli autori cedano il 99% dei diritti all'editore, quindi si parla sempre di lobbi, all'autore se va bene arriva il 10%, ma quando gli va proprio bene, è una base minima quella degli autori che vivono con le royalitis. Per questo cerco di incentivare gli autori a cercare nuove vie per promuovere il proprio lavoro, cedere il propri diritti all'editore e poi dire anche che bisogna prolungare gli anni per i diritti per far guadagnare l'autore nn ha proprio senso. Ci guadagnano soltanto gli editori.

A. Ma si prende di più in % sul book o sulla carta
M. Dipende, spesso l'ebook viene visto solo come trasposizione della carta quindi l'editore dice ti do 10% sul book e sulla carta perchè secondo quegli editori è la stessa cosa, con altri invece con l'ebook la % è più alta. Gli editori nativi digitali sono più attenti nel calcolo delle royalitis, piu vendi e piu percepisce l'autore, l'autore è più incentivato a promuoversi e si innesca un meccanisco collaborativo che potrebbe portare buoni frutti.

Se volete approfondire ulteriormente l'argomento, seguite i vari progetti di Libriamotutti e, ovviamente, appuntamento il 27 e 28 aprile 2012 a Roma con Librinnovando e il futuro dell'editoria .



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