Possiamo vivere senza rivolgerci per una frazione di secondo ad un'entità celeste? La risposta è in un romanzo

Stefano Fornaro - 24.02.2012 testo grande testo normale

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Tags: tavares,lenz, buchmann, pregare, tecnica

Una focalizzazione ad ampio raggio, un narratore che commenta ed esiste già all'interno dei titoli dei sottocapitoli, una mano che ci guida per comprendere il pericolo del binomio uomo – macchina e cerca di rispondere a questa domanda: l'uomo è un animale buono o cattivo?

Se ci fermassimo al titolo, penseremmo ad un saggio filosofico; se leggiamo il libro, scopriamo una delle penne portoghesi più apprezzate nell'Europa letteraria: Gonçalo Tavares.
Imparare a pregare nell'era della tecnica è una delle sue poche opere note in Italia.
Lenz Buchmann, il protagonista, prima Homo Faber, poi Ecce Homo, è l'esempio perfetto di persona vincente, razionale ed efficace. Creato ad immagine e somiglianza di suo padre, militare freddo, rigido e violento, Lenz comprende sin da adolescente come funziona la vita.
Esiste un sistema di costruzione e comprensione del mondo, applicando i principi logici di base si può dominarlo. La vita umana è divisibile in due categorie: i forti e i perdenti. Il suo pregio è quello di essere nella prima categoria e saperci stare. Lenz, prima chirurgo, poi politico non teme nulla, né la sfida con la natura, né quella con la società.
Cosa succede, se uno dei mali mortali del nostro secolo priva il nostro fisico d'autonomia? Come ci si sente quando si passa nella seconda categoria?
Romanzo costruito sul pensiero teorico e reso dinamico da poche sequenze d'azione; una narrazione a 360°, fatta di analessi, analogie e parallelismi, senza picchi di tensione, dominata da una penna lucida, umoristica, a tratti scabra.
Per la prima volta viene meno l'emotività nel rapporto narratore/lettore per far spazio all'analisi incisiva: perché l'uomo moderno agisce?
L'attacco va dritto dritto a chi sponsorizza l'uomo potente come l'uomo-macchina, misuratore, catalogatore di una realtà non classificabile; non ci si rende conto che per definizione siamo anche animali, chi più buono e chi meno e che senza un apporto spirituale non siamo nulla!

Lo squarcio ironico che Tavares apre, fra le sue mini sequenze narrative, sulla società attuale è grave e cocente. Se Lenz Buchmann pensa come un automa di grado superiore, cospiratore di un dominio sull'universo naturale e umano, allora dobbiamo renderci conto che "la logica della macchina è più violenta della logica animale. L'animale può uccidere se ha paura, o se ha fame, ma la macchina non ha bisogno di questo per uccidere", parola di Gonçalo Tavares.
A tratti romanzo, a volte trattato sociologico; siamo davanti ad un testo che ci disorienta con le sue gerarchie e schemi; affronta concetti come la paura, il potere, il desiderio, la dinamica sociale, violenta, la malattia e la decadenza, sgretola le certezze dell'uomo e lo mette davanti alla paura di non saper controllare se stesso.


Titolo: Imparare a pregare nell'era della tecnica
Autore: Gonçalo Tavares
Traduzione: R.Francavilla
Editore: Feltrinelli
Anno: 2011

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