Second life - Editoria digitale. Come l'editoria diventerà e-ditoria

Annalisa Cameli - 22.02.2012 testo grande testo normale

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Tags: ebook, libiramo tutti, second life, zazie

Un incontro con Arturo Robertazzi e Marta Traverso che da Twitter arrivano a Second life. Slogan della serata, ormai un tormentone, "Gli e-book non puzzano e i bookblogger sono fighi".

Twitteriamo, la serata in punti
• I lettori che parlano di libri
• Gli ebook non puzzano
• Il lettore diventa social
• L'ebook ti cambia la vita, soprattutto se sei un lettore forte
• In Italia la cultura è sotto allo zero, se ilmercato fosse in mano ai lettori avremmo solo libri di Fabio Volo
• Il cambiamento non sta nello scegliere "cosa" leggere, ma nel poter scegliere "come" leggere.
• La lettura diventa democratica
• L'importante è esserci…?
• I bookblogger sono fighi

Si parla spesso di crisi dell'editoria e si riassume il tutto affermando che "le persone non leggono più". In realtà, dopo la serata presso la sim di Imparafacile in Second Life di lunedì 20 febbraio, credo che la frase possa essere riformulata, affermando che l'editoria cartacea probabilmente è in crisi, ma non è vero che non si legge più. Anzi.
È semplicemente cambiato il modo di leggere e le case editrici all'antica debbono assolutamente trovare il modo di adeguarsi e svecchiarsi, se non vogliono essere tagliate fuori.

È stato questo il tema principale della serata con Giovanni Dalla Bona, che da tempo assieme allo staff di Imparafacile, tratta di libri con il progetto Libri@motutti.

I BookBloggers in questione si sono conosciuti virtualmente tramite Twitter grazie alla manifestazione LibrInnovando 2011. Assieme, uniti dall'ideatore Marco Giacomello, hanno collaborato al libro "La lettura digitale e il web" ed ora collaborano al sito Le Dita.

Arturo Robertazzi (aka Artnite) e Marta Traverso ci raccontano questa esperienza, fornendo anche dati significativi su questo nuovo (per alcuni) mondo. Cosa sta cambiando nel mondo dell'editoria e come siamo coinvolti noi lettori in questo cambiamento?

Giovanni: Come sei arrivati a LibrInnovando
Arturo: Ci siamo conosciuti Tramite twitter e poi alla giornata di novembre a Milano.
L'organizzatore, Marco Giacomello, mi contattò per il Salone del libro di Torino 2011. Al Salone alcune persone si sono accorte che blogging e twitter stanno diventando importanti, così Marco organizzò questa associazione di di blogger e io organizzai il twitter manifesto. Ci siamo iniziati a seguire proprio via twitter, fino a che mi contattò per fare una serata sulla nuova editoria ed assieme agli altri bookblogger è nato il libro"La lettura digitale e il web" a cura di Effe.
Spesso c'è del vecchio in quello che dicevano, in bookblogger non ci sono tecnici o professionisti ma è esploso l'entusiamo grazie alla passione. Le case editrici, gli interessati, hanno capito che c'è spazio per il cambiamento, anche da persone non professioniste, che anzi magari le superano. C'è spazio per la rivoluzione nell'editoria italiana. Quel giorno in questo senso è significato molto.
Marta: per me Librinnovando è stato un percorso molto simile a quello di ArtNite.
Ho letto il tweet di Marco Giacomello che invitava i blogger a contattarlo. A differenza di Art sono una quasi "addetta ai lavori", nel senso che collaboro con una casa editrice digitale che si chiama Quintadicopertina, ma nel mio blog non ho mai parlato in senso stretto di ebook. Ho voluto comunque lanciarmi in questa avventura rispondendo al tweet di Marco Giacomello, e sono stata scelta. Il capitolo che ho trattato nel libro riprende il tema "editoria e social network", nel mio caso mi sono occupata di aNobii e Goodreads.

Giovanni: Arturo, tu prima che esperto di editoria digitale, sei scrittore e prima ancora hai un altro lavoro
Arturo: sono a Berlino e lavoro come chimico qui all'università, sono sempre stato chimico, ma allo stesso tempo ho sempre scritto, chimico per sopravvivere e scrittore per passione. Poi è uscito il mio primo romanzo e ho iniziato a bloggare, inizialmente come anonimo poi proprio come Arturo Robertazzi, e sono entrato in twitter. Non sono un esperto di editoria digitale, mi sono immerso in questo mondo, mi sono appassionato e per questo lo studio e lo seguo.

Giovanni: tutti quelli contattati da Marco sono stati scelti?
Arturo: non saprei, ma di certo molti hanno contattato Marco e penso che con Effe abbiano selezionato le persone in base a ciò che hanno scritto ma anche alle caratteristiche di questi blog. Ed effettivamente, se è vero che spesso i blogger non sono esperti, è anche vero che nel gruppo ci sono dei professionisti di editoria digitale.
Marta: non lo so nemmeno io, ma di certo è stata la prima volta che ha avuto luogo un coinvolgimento attivo dei blogger in un evento come questo.
Arturo: si, è vero, come è vero anche che all'incontro gli addetti ai lavori erano un po' più paludati, legati al classico, noi ci siamo divertiti molto, anche su twitter se ne parlò molto prima, quindi arrivammo all'incontro con già un folto seguito, avevamo già trovato il nostro spazio naturale su twitter e ci ha porttao molta pubblicità.
Marta: quoto in pieno, ci siamo divertiti!
Arturo: poi pensammo di fermare tutti gli interventi in un libro, pensando di fermare il cambiamento in quel momento storico. Fra alcuni anni sarà il primo libro che segnerà il cambiamento dell'editoria, il libro è la prima analisi sistematica di questo cambiamento. racconta di questo momento preciso, che è gia passato ma è stato raccontato.

Giovanni: quindi il mondo dell'editoria così chiusa si apre ai lettori, che possono intervenire nella discussione con le case editrici
Arturo: Esattamente, è ciò di cui si parla nel libro, che è stato scritto in tempo record. "La lettura digitale e il web" ha lo scopo di fermare questo momento da vari punti di vista.
La prima parte è a cura di Effe, il curatore, e si intitola "L'ebook non puzza". Tratta il tema del cambiamento nell'editoria digitale e si rifà alla frase che spesso viene detta "a me piace sentire l'odore della carta". L'ebook ha diversi lati positivi, i primi fra tutti sono proprio l'accessibilità e la reperibilità infinita grazie a internet.
Marta :...e lo abbiamo scritto senza esserci mai incontrati, lavorando solo via web / social /Skype ecc.
Arturo: cambia anche l'interazione con il testo, il lettore diventa social, si avvicina allo scrittore e alla casa editrice. Queste ultime sono diventate molto attente a ciò che ha da dire il lettore, grazie a questo passaggio dal cartaceo all'ebook. Poi nel libro ci sono delle statistiche, frutto di interviste, che mostrano il lettore così com'è, se legge, come e cosa legge.

Giovanni: spero che questo aiuti gli editori a scendere dal piedistallo per capire cosa piace alla gente per soddisfarla, non puoi prescindere dal chi sono a cosa fanno e cosa vogliono
Arturo: il lettore ha una potenza, ha qulcosa da dire, il lettore spesso blogga ed esprime la sua opinione pubblicamente, ed è soddisfacente quando le case editrici pubblicano si le recensioni dei gionali, ma anche quelle dei blogger.
Stanno cambiando le cose ora, però fra qualche anno non ci sarà piu la differenza fra blogger e giornalisti, avranno pari dignità. Ma badate bene, non credo che il mercato debba essere fatto dai lettori: in Italia la cultura è sotto allo zero e se ilmercato fosse in mano ai lettori avremmo solo libri di Fabio Volo. Il mercato lo deve fare lo scrittore: in un mondo ideale dovrebbe essere il pubblico che deve seguire lo scrittore.
Ovviamente la casa editrice seria, che funziona, ha un suo ruolo nel determinare quale romanzo può attirare il pubblico, i vari poteri debbano bilanciarsi e credo che ci si stia muovendo in quella direzione, alcune figure spariranno ed appariranno delle altre .
Ma ripeto, fra qualche anno l'editoria digitale, i book blogger, tutto questo sarà una realtà, occorre saltare ora sul treno, le case editrici che non si adeguano rimarranno escluse.
Marta: sono d'accordo anche io, parlando di "grandi numeri" la maggioranza dei lettori non è anche blogger o utilizza i social network per parlare dei libri. Al tempo stesso è vero che un blogger che fa recensioni spontanee, senza essere "marchettaro" e con una libertà di scrivere quello che gli pare, può essere determinante.
Il mio capitolo del libro parla anche di questo, di aNobii e Goodreads che sono social network dedicati apposta a questo.

Giovanni: c'è un a credibilità online che le persone acquistano e che viene acquisita con gli anni… "i lettori che parlano di libri"
Arturo
: la rivoluzione non è che la stiamo facendo noi, il passaggio da libri a ebook , il cambiamento è li, in America è gia in atto, quello che abbiamo provato a fare noi è fermare questo momento, raccontanto ciò che stava succedendo. C'è ancora chiusura verso il digitale, chiusura che è pericolosa, perchè sei fuori fra qualche anno. Lavorare online è una cosa che si farà sempre e realizzare un libro online che parla di online è una innovazione.
Tornando al lettore, non è giusto che il lettore sia il mercato. Il lettore non è libero, se su Repubblica fai per 8 mesi la pubblicità dello stesso libro, io alla fine compro quello, il lettore non compra quello che gli piace ma quello che vede, perchè spesso non vede ciò che realmente gli potrebbe interessare. Sopratutto se il lettore non è attivo, se non cerca su internet, se non controlla le uscite, comprerà sempre i soliti Mondadori ecc..
Marta: mi riallaccio a quanto detto da ArtNite citando la prima frase del libro, tratta dalla prefazione di Luca Conti (@pandemia su Twitter): "L'ebook ti cambia la vita, soprattutto se sei un lettore forte".
Quello che abbiamo fatto è stato semplicemente prendere atto di questo cambiamento e svilupparlo secondo vari fronti. Il cambiamento non sta nello scegliere "cosa" leggere, ma nel poter scegliere "come" leggere.
Arturo: la lettura diventa piu democratica seguendo le persone giuste su twitter o social network dedicati. I giornali italiani dedicano 3 righe alla cultura, si pubblicano sempre quelli e io quelli compro.

Giovanni: Occorre però fare una distinzione, una cosa è il supporto e una cosa il COSA leggere, non bisogna svrapporre queste due cose.
Ora ci concentriamo su come le persone possono scegliere in un mare piu ampio a cui siamo abituati, c'è un mondo che si sta aprendo attraverso i SN.
Sono tanti i lettori che leggono cose di qualità, anche il lettore forte se prima in libreria arrivava con poche idee ma chiare perchè date da chi poteva permettersi di fare pubblicità, ora puo permettersi di sentire diversi pareri ed ha quindi una scelta piu ampia.
Arturo
: gli editori spesso aprono twitter e magari non lo guardano mai o non lo usano. Questo è uno dei temi che ho trattato nel libro: ho preso la classifica delle case editrici ed ho scelto le prime 15, andando ad analizzare i follower e i following, quanti tweet al giorno avevano, quindi come interagivano col lettore (vedi slide a fondo pagina ndr).
Poi ad un certo punto la situazione è cambiata, se a settembre/ottobre i numeri erano deboli, da gennaio le interazioni sono aumentate. I segnali sono positivi, le case editrici che stavo monitornando hanno tweettato di più, rispondevano ai lettori.
Marta: io invece ho trattato il ruolo che i SN hanno per gli editori. Ho scelto aNobii e Goodreads perché sono i più noti in Italia, ma ne esistono anche altri (Zazie, Meetale ecc). Chi è iscritto a Facebook e Twitter di norma vi passa molto tempo ogni giorno, mentre su aNobii, Goodreads o simili social network l'accesso è molto più discontinuo.
Ho intervistato alcuni editori per capire se e come questi social network possono influire, anche in misura minima, nella loro attività: come fatto da Art per le interviste su Twitter, ho chiesto loro "come quanto e perché" può essere utile essere sui social network letterari. Senza dubbio un utente di Twitter è molto più "presente" rispetto a uno di Goodreads, perché passa anche diverse ore al giorno connesso a quel social network.
Gli utenti di Twitter o Facebook sono tanti e molto attivi, ma non necessariamente lettori, mentre invece chi è iscritto ad aNobii e Goodreads ama leggere al punto da voler "catalogare" i libri che ha letto / sta leggendo / vorrebbe leggere in un social network.
Questi i punti principali emersi dalle interviste:
1) l'importante è ESSERCI. Se un editore vuole avere un contatto con i suoi lettori e conoscere la loro opinione, deve essere presente su tutti gli spazi (web e non solo) in cui i lettori operano e dialogano
2) su aNobii, Goodreads e simili i lettori recensiscono SENZA FILTRO quello che leggono
3) è importante che nelle case editrici ci sia almeno una persona che lavora a tempo pieno sulla comunicazione nei social network, attività che in molti casi è "inglobata" nell'ufficio stampa per motivi di risorse umane
Esempio pratico: Iperborea Edizioni mi ha raccontato di aver pubblicato un romanzo su cui non puntava molto, tanto che non pensava di ristamparlo.
Lo staff della casa editrice si è però accorto dall'account aNobii che proprio su quel libro gli utenti avevano scritto recensioni molto positive: hanno deciso di ristamparlo e le vendite sono andate molto bene.
Conclusione: Ogni social network è diverso e necessita dunque di un approccio diverso: Facebook e Twitter sono molto più incisivi per il "breve periodo", per esempio editori come Einaudi o Isbn sono molto attivi per lanciare le nuove uscite su Twitter tramite hashtag specifici o altro. Invece aNobii e Goodreads possono essere utili per osservare come si muovono i lettori (non necessariamente blogger) in un ambiente creato su misura per loro, dove possono giudicare senza filtri un libro con un voto (da 1 a 5 stelline) o una recensione.
Non si tratta ovviamente di un cambiamento determinante nel lavoro di una casa editrice, ma osservare le recensioni dei lettori anche su questi social network, poche o tante che siano, può essere di supporto per avere un feedback senza filtri su quanto si sta facendo e scegliere come comportarsi nel pianificare ristampe, uscite future e così via.

Una serata interessante, seguita anche in streaming sul canale di Libri@amotutti , comodo, senza muoversi da casa, si può seguire ed interagire anche in pigiama o con un bel piatto di spaghetti davanti.

Il prossimo appuntamento è per il 12 marzo con il secondo incontro con i Book Bloggers e, sempre nella serie Lettura del Futuro, il 2 Aprile con la presentazione del libro di Arturo Robertazzi "Zagreb" e alcune anticipazioni importanti su un progetto che vedrà la luce al Salone del Libro 2012.

Un ultima nota: come una delle fondatrici di whipart, mi sento particolarmente orgogliosa perché siamo nati 11 anni fa sulla chat di mIrc (allora non c'era twitter), lavoriamo ed interagiamo su internet per organizzare il lavoro della testata e dell'organizzazione degli eventi, spesso senza mai incontrarci, così come per i progetti editoriali (vedi Carie ed.1 e 2). Se prima eravamo visti come visionari, ora forse potremmo essere visti come precursori. E mi piace.

RIFERIMENTI
Marta Traverso http://provetecnichedisogni.blogspot.com
Arturo Robertazzi http://www.arturorobertazzi.it
Finzioni Magazine http://www.finzionimagazine.it
Le Dita http://www.ledita.it/

Il video è del La Compagnia del libro

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