Quando la realtà supera la finzione
Annarita Tucci - 31.08.2011

"Un gioco da bambini" di J.G. Ballard scritto nel 1988 sembra fotografare storie di cronaca non ancora avvenute; un thriller psicologico in cui solo il genio dell'autore poteva anticipare la realtà.

Un gioco da bambini di J.G. Ballard è l'agghiacciante thriller di una strage avvenuta nel complesso residenziale di Pangbourne abitata da personaggi della Londra bene.
Il romanzo è breve; nasce come un thriller ma in realtà si sviluppa in una densa trama psicologica che cerca, più che i colpevoli, che si intravedono sin dalle prime pagine, le motivazioni degli assassini-bambini.
Ballard genio della fantascienza e precursore dei tempi, riesce ad anticipare anche in questo romanzo avvenimenti di cronaca e soprattutto a darne una inquadratura clinica e meticolosa della follia che ha scatenato il massacro.
La mattanza avviene un sabato mattina eludendo i sofisticati sistemi di videosorveglianza e gli agenti di sicurezza; verranno trovati tutti gli adulti assassinati, mentre i ragazzi residenti nel complesso saranno semplicemente scomparsi nel nulla.
Molte le ipotesi che si rincorreranno tra i vari personaggi del libro per spiegare le cause della strage e il rapimento dei ragazzi; come un'azione di spionaggio politico, la mafia o addirittura un improbabile gesto di un folle, ma nessuno sembra voler dar credito a l'unica teoria che possa avere un senso la più evidente, ma anche la più scomoda, quella più difficile da accettare sia umanamente che socialmente.
Un ipotesi a cui solo il protagonista e il detective incaricato del caso, riusciranno anche solo a intravedere come possibilità: ovvero che i figli sono i colpevoli, gli assassini.
Ballard ricostruisce tutti gli avvenimenti del massacro ed estrapola le ragioni profonde: a una prima analisi potrebbe parlarsi solo di temi riguardanti la serenità e la felicità; ma in realtà ci conduce a un sentimento di repressione dovuto al troppo amore. I ragazzi rappresentavano l'elite della Londra futura, avevano una vita impegnata e strutturata dagli incoraggiamenti dei genitori, ma come l'autore ci ha fatto notare più volte nel romanzo la troppa indulgenza e connivenza degli stessi adulti, portarono i ragazzi in una sorta di stato di apatia sentimentale; il troppo amore li resi folli.
"Il regime indulgente e protettivo instaurato con le migliori intenzioni al Pangbourne Village e entusiasticamente imitato nei lussuosi complessi residenziali dell'Inghilterra meridionale, nonché nell'Europa occidentale e negli Stati Uniti, ha generato una stirpe di vendicatori, e li ha mandati a sfidare il mondo che li amava."
Ballard anche in questo romanzo riesce a dare un quadro psicologico chiaro e sfaccettato, che inevitabilmente ci riporta con la mente a terribili fatti di cronaca; e l'autore come al solito è riuscito darcene un prospetto che aleggia tra l'inverosimile e la più cruda delle realtà.
Titolo: Un gioco da bambini
Autore: J.G. Ballard
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