Ti racconto una storia di ecomafia. Intervista ad Alberto Ibba
Luca Pantanetti - 05.06.2011

Tags: ecocrimine, ecomafia, ambiente, verdenero
È possibile fare inchiesta arrivando alla "pancia" del lettore? Ed è possibile parlare di crimini ambientali senza ricorrere a dossier pieni di asettici dati? Questa è la sfida che VerdeNero affronta insieme a Lucarelli, Carlotto, Dazieri, Wu Ming, e non solo.

Che ruolo può giocare la letteratura nello stimolare una nuova riflessione sull'ambiente e sulle ricadute che i comportamenti umani hanno su di esso?
La casa editrice Edizioni Ambiente, specializzata in tematiche ambientali, ha risposto quattro anni fa a questa domanda dando vita alla collana VerdeNero, per intraprendere una strada trasversale nell'informazione ambientale.
Oltre che Inchieste, VerdeNero pubblica infatti fiction di denuncia attraverso le serie editoriali Noir e Romanzi. Ne parliamo con il diretto editoriale VerdeNero Alberto Ibba, al quale chiediamo subito come è nata questa iniziativa e quale progetto comunicativo vuole portare avanti.
R.: VerdeNero nasce quattro anni fa da un'intuizione e da un bisogno: portare temi spinosi - siamo partiti dall'ecomafia - a un vasto pubblico. Come raggiungere questo obiettivo? Ci siamo detti che la narrativa poteva essere la chiave giusta, o almeno il primo passaggio verso una produzione editoriale in cui intrattenimento e informazione potessero incontrarsi.
E così è nata la prima linea editoriale, VerdeNero Noir, che ha segnato l'inizio di questa nuova esperienza. Siamo riusciti a coinvolgere nel progetto Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Sandrone Dazieri, Wu Ming, e tutta una serie di scrittori che si sono prestati a questo gioco. VerdeNero è un'esperienza nuova, di letteratura applicata all'informazione, con prodotti ibridi: romanzi accompagnati in appendice da una scheda che riporta i fatti e i dati reali; da una parte intrattenimento, dall'altra informazione. Dopo questo esordio, con cui abbiamo registrato il primo importante interesse del pubblico, abbiamo pensato al passaggio successivo, e abbiamo chiesto a dei giornalisti di utilizzare forme narrative per "raccontare" inchieste ambientali ed ecocrimini.
Da una parte quindi chiedevamo agli scrittori la possibilità di introdurre un elemento di informazione nei loro romanzi, dall'altra chiedevamo ai giornalisti il processo inverso: occuparsi di fatti reali, in modo documentato e puntuale, ma senza limitarsi all'analisi dei documenti, per arrivare alla "pancia" del lettore, coinvolgendolo attraverso un linguaggio semplice e immediato.
D.: Chiedere agli autori di affrontare queste tematiche significa anche coinvolgerli in una militanza attiva, forzarli ad assumere un punto di vista sulle storie che non può rimanere neutro. Come sono stati scelti gli autori a cui avete chiesto di scrivere un Noir che avesse per tema i crimini ambientali?
R.: La scelta, soprattutto all'inizio, quando era per noi più difficile capire come muoverci, è stata spontanea: ci siamo rivolti agli autori che già in passato, attraverso le loro pubblicazioni, avevano affrontato le tematiche che ci stavano a cuore, comunicavano denuncia e facevano informazione. Oltretutto il genere noir è sempre stato usato dagli autori per raccontare molto altro, per uscire dall'intreccio del romanzo e focalizzarsi su alcune tematiche, spesso di carattere sociale. All'inizio gli autori li abbiamo scelti con timidezza, perché eravamo sconosciuti, una casa editrice indipendente. Ma proprio la nostra indipendenza secondo me è stata l'elemento vincente, insieme ad altri due. Il primo: la serietà della casa editrice Edizioni Ambiente; il secondo: l'aver legato tutta la produzione a un progetto specifico, per cui parte delle royalties delle vendite andavano - e continuano ad essere devolute - al progetto Salvambiente di Legambiente, finalizzato al recupero di aree sottratte alla mafia e ridate alla comunità. Sono questi gli ingredienti che hanno fatto sì che il primo gruppo di autori abbia aderito e da lì la strada è stata più semplice da percorrere.
D.: Siete stati voi a fornire l'idea e il canovaccio delle storie agli autori o sono stati loro a proporvele?
R.: Entrambe le cose. Noi ci siamo proposti agli autori dicendo che avevamo storie, già confezionate perché tratte dal "Rapporto Ecomafia" di Legambiente, e quindi avevamo tutte le documentazioni, conoscevamo i protagonisti e mettevamo a disposizione degli autori la possibilità di poter essere "accompagnati" nel progetto. Per alcuni ha funzionato, hanno accettato e attinto alle nostre fonti.. Viceversa, altri autori, dopo aver letto il progetto, hanno fatto scattare molle interne per cui ci hanno proposto storie che conoscevano e a cui erano interessati. I primi due anni si sono giocati così, oggi è molto diverso, sono gli autori a contattarci per sottoporci le loro storie.
D.: VerdeNero parla di politiche dei rifiuti, mutamenti climatici, energie rinnovabili, industria e nuovi modelli di produzione. Considerata la specificità dei temi, tutti di grande attualità ma verso cui c'è ancora un certo disinteresse, qual è la risposta del pubblico alle vostre pubblicazioni? E siete più alla ricerca di un pubblico "informato" o di un lettore ancora da educare?
R.: Il lettore che abbiamo intercettato è un lettore già colto, che non si accontenta più dell'informazione canonica, tende ad andare oltre il quotidiano, è certamente abituato a internet e a usufruire dell'informazione e della comunicazione online. Il nostro è un lettore seriale, che ha sposato la collana più che l'autore specifico. È un lettore che ci cerca e che partecipa ai nostri eventi, almeno un centinaio in tutta Italia nel corso dell'anno.
D.: Oltre che attraverso l'editoria, l'interesse di VerdeNero verso le tematiche ambientali trova un riscontro anche in collaborazioni con il mondo del volontariato e dell'associazionismo? Abbiamo parlato prima di Legambiente...
R.: E un altro buon rapporto l'abbiamo instaurato da molto tempo con Libera, con cui abbiamo fatto un ottimo lavoro sulla mafia con centinaia di ragazzi delle scuole medie e superiori. Dal lavoro è stato tratto un libro che abbiamo regalato agli alunni. Queste sono le due principali associazioni, ma ci rapportiamo pure con tantissime realtà sparse sul territorio, anche piccole.
D.: Sarebbe sbagliato affermare che oltre a obiettivi editoriali, la vostra casa editrice si fa carico anche di obiettivi sociali di più ampio respiro, quale l'educazione a una nuova consapevolezza ambientale, l'informazione sulle eco-mafie, la proposta di nuovi sistemi di vita e consumo eco-sostenibili?
R.: Edizioni Ambiente fa essenzialmente questo e ha cominciato a farlo in tempi non sospetti. È tutta protesa verso una sorta di progetto didattico, quasi pedagogico, di alfabetizzazione sui temi della sostenibilità. VerdeNero è la sua anima più "pop", quella che con una facilità maggiore - data dal genere che viene utilizzato - accede a un pubblico più vasto e tendenzialmente più giovane rispetto alla saggistica.
Con VerdeNero ci apriamo a un pubblico più giovane o anche giovanissimo: con il successo straordinario del nostro libro di
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