Verrai a trovarmi d'inverno

Licia Ambu - 10.05.2011 testo grande testo normale

Tags: Alicata, Hacca, Libri

Da Roma a Pantelleria e ritorno. Il viaggio della giovane Elena alla ricerca di sé stessa tra rivelazioni passate, incontri presenti e svolte future.

Verrai a trovarmi d'inverno vuol dire che in qualche modo ci sarai. Sarai lì a vegliarmi. Questa cosa è possibile se c'è amore, di un qualunque tipo. La storia che racconta Cristiana Alicata è la storia dell'amore nella vita, quello dei padri verso i propri figli, quello tra fratelli, quello tra uomini e donne. La storia dell'amore quello vero che non c'entra nulla con il legame di sangue, con i ruoli costituiti, insomma è il sentimento che nasce dove gli capita e resiste alla vita.

E' difficile spiegare con chiarezza quello che si trova dentro a questo libro.
Elena è una chirurga ortopedica che a seguito di un incidente con la moto spedisce se stessa in convalescenza a Pantelleria, lontano da tutto e tutti. Unico punto di riferimento nominale Liz, fisioterapista nata nel corpo sbagliato.
Poi Gina, lesbica qualifica meccanico, con la paura di amare e Giuseppe, sposato e proprietario di un trombone, a tratti ingombrante per il suo matrimonio.

E' un libro così denso che non si sa da dove cominciare a metabolizzarlo. C'è troppa vita dentro, c'è molta realtà, c'è lo scorrere costante da un rapporto ad un altro con tutto quel che di complicato c'è dentro. Elena è una tosta, una di quelle che si intestardiscono sulle cose, le vogliono a modo loro e spesso le ottengono. Una che non fa complimenti se deve prendere le cose con coraggio.
Se ne va a Pantelleria; ma mica per scappare, al contrario ci va per incontrarsi, per dimenticare, per guardarsi le ferite fisiche e del cuore, che poi da sé stessi non si sfugge quando si ha abbastanza coraggio da voler vivere.
Ci va a cuore aperto ed è questo il motivo per cui se ne torna a cuore pieno, ricco di legami, di persone, di incontri significativi, ricca e basta. Quella roba così fragile e forte al tempo stesso che sono i rapporti umani di qualunque tipo e specie, non ce n'è: un padre vedovo che gestisce un ristorante sempre aperto e pieno di ragù; il socio ed amico con cui dividere le fatiche e Mattia, il fratello viscerale, ma non di sangue, da sempre innamorato di lei.

Nessuna madre, due padri a rimboccarsi le maniche targati post sessantotto incerto, con strascichi mentali, inclusi gli anni settanta che ancora si fanno sentire. Le paure di generazioni diverse di fronte agli stessi problemi di sempre: vita e amore e morte. Elena cresce insieme a Mattia, Elena incontra Viola, Elena incontra un muro e poi l'isola. E tutto questo non è niente di nuovo da sempre, e a dettar legge è come le cose si vuole vederle, ne più ne meno, senza giusto o sbagliato. E' un libro questo privo di assoluti. La vita è quel che vedi e come tu la chiami.

E' un libro che non sai se ti è piaciuto o no perché va oltre, resta lì proprio che non te ne liberi per un po'. Ci pensi e ci ripensi. Per esempio, precisamente a pagina 258, lascia interdetti un dialogo che spiega in quattro, proprio quattro, battute come in effetti le scelte degli altri sono scelte degli altri finché non inficiano l'amore che ci viene dato o i doveri che per ruolo gli altri hanno nei nostri confronti, il resto appare forse solo un giudizio di merito che francamente il più delle volte non è nemmeno interessante (meno che mai richiesto). E poi la questione spesso sottovalutata che le persone possono stupirci ben oltre le nostre previsioni.
Quel che più fa pensare, forse ciò che ancora adesso permette a questo libro di restare dov'è, è lo squarcio voluto verso quel silenzio dispettoso che accompagna le cose diverse e perciò stesso temute proprio senza una ragione.


Titolo: Verrai a trovarmi d'inverno
Autore: Cristiana Alicata
Editore: Hacca
Anno: 2011

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